POLITICO apre la polemica nel definire Ceuta e Melilla come "possedimenti coloniali" nonostante affermi che sono "inequivocabilmente spagnole"

Un episodio del Brussels Playbook Podcast mette in discussione quale sarebbe la risposta della NATO se il Marocco cercasse di impadronirsi di Ceuta e Melilla. Durante il dibattito, le giornaliste di POLITICO descrivono entrambe le città come "possessi coloniali spagnoli", sebbene sostengano anche che sono "inequivocabilmente spagnole", una combinazione di affermazioni che ha provocato critiche tra parte del pubblico.

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Ceuta e Melilla hanno protagonizzato uno degli ultimi episodi del Brussels Playbook Podcast, lo spazio di analisi politica di POLITICO Europe, dopo che le sue presentatrici hanno analizzato il ruolo delle due città autonome nell'attuale contesto geopolitico tra Spagna, Marocco, la NATO e gli Stati Uniti. Tuttavia, il contenuto è andato oltre il dibattito strategico e ha finito per generare polemiche per la terminologia utilizzata per riferirsi a entrambi i territori.

Durante la conversazione, le giornaliste Zoya Sheftalovich e Sarah Wheaton pongono uno scenario ipotetico in cui il Marocco tentasse di impadronirsi di Ceuta e Melilla e si chiedono chi accorrerebbe realmente in aiuto della Spagna. In quel contesto, descrivono entrambe le città come "Spanish colonial holdings" ("possedimenti coloniali spagnoli"), anche se pochi secondi dopo affermano in modo letterale che "sono parti pienamente integrate della Spagna" e che "sono inequivocabilmente spagnole". Questa apparente contraddizione nel discorso ha provocato un'ondata di commenti critici da parte di alcuni ascoltatori.

Un dibattito sulla NATO che finisce per aprirne un altro sulla sovranità di Ceuta e Melilla

Il blocco del podcast inizia analizzando lo status di Ceuta e Melilla e l'impegno di difesa della NATO. Le presentatrici ricordano che l'Alleanza Atlantica ha confermato nel 2024 che entrambe le città sono coperte dall'articolo 5, la clausola di difesa collettiva che prevede la risposta congiunta degli alleati in caso di attacco.

Tuttavia, l'analisi introduce immediatamente un dubbio sull'applicazione pratica di quel impegno. Le giornaliste si chiedono se gli alleati europei sarebbero realmente disposti ad affrontare un Marocco sostenuto dagli Stati Uniti in uno scenario di massima tensione, una riflessione che collocano nel contesto delle attuali relazioni internazionali della Spagna.

Nel corso della conversazione sostengono anche che il Governo di Pedro Sánchez affronta diversi fronti diplomatici aperti, citando le differenze con alcuni partner europei in materia migratoria, la politica verso la Cina, il riconoscimento dello Stato palestinese o il dibattito sulla spesa spagnola in Difesa.

L'espressione "possedimenti coloniali" concentra le critiche

Il momento che ha generato più controversie arriva quando una delle partecipanti pone la seguente domanda: "I paesi europei si confronteranno con un Marocco sostenuto da Washington per proteggere le possessioni coloniali spagnole?". L'utilizzo dell'espressione "Spanish colonial holdings" è stato l'elemento che ha provocato più reazioni tra i seguaci del podcast.

La polemica aumenta perché, appena pochi secondi prima, le stesse giornaliste avevano ricordato che Ceuta appartiene alla Spagna dal 1668 e Melilla dal 1497, oltre ad affermare espressamente che entrambe le città "sono pienamente integrate nella Spagna" e che "sono inequivocabilmente spagnole".

Questa combinazione di messaggi ha portato numerosi utenti a mettere in discussione l'approccio dell'episodio e a considerare incompatibile l'uso del termine "possessioni coloniali" con il riconoscimento esplicito della sovranità spagnola su entrambi i territori.

La Marcia Verde, il Sahara e il ruolo degli Stati Uniti

Durante l'analisi, il podcast stabilisce un parallelismo con la Marcia Verde del 1975, quando il Marocco mobilitò centinaia di migliaia di persone verso l'allora Sahara Spagnolo. Le presentatrici ricordano che il territorio continua a essere oggetto di contesa e menzionano il sostegno mostrato dall'Amministrazione di Donald Trump alla posizione marocchina sul Sahara Occidentale.

L'episodio fa anche riferimento al congressista statunitense Mario Díaz-Balart, al quale attribuisce dichiarazioni in cui metterebbe in discussione l'appartenenza di Ceuta e Melilla alla Spagna, così come la presentazione di un rapporto al Congresso degli Stati Uniti con argomenti simili. Tutto ciò viene presentato come parte del contesto internazionale che, secondo il podcast, spiega l'inquietudine esistente a Madrid riguardo alle due città autonome.

Il dibattito si conclude con l'affermazione di una delle partecipanti che "ci sono motivi per essere preoccupati a Madrid", sebbene un'altra delle giornaliste risponda mostrando i suoi dubbi su quella valutazione.

Parte del pubblico accusa POLITICO di riprodurre la narrativa marocchina

Le reazioni non tardarono ad arrivare dopo la pubblicazione dell'episodio. Uno dei commenti più rilevanti accusa direttamente POLITICO di diffondere "propaganda marocchina su Ceuta e Melilla" qualificandole come colonie.

Lo stesso utente ricorda che Ceuta e Melilla non figurano nella lista dei territori non autonomi delle Nazioni Unite, utilizzata dall'ONU per i processi di decolonizzazione, e invita il mezzo a consultare quella documentazione prima di utilizzare quella terminologia.

Al di là del dibattito politico, la controversia mette in evidenza la sensibilità che continua a circondare qualsiasi riferimento allo status di Ceuta e Melilla. In questo caso, non è stata l'ipotesi su una eventuale crisi con il Marocco a concentrare la discussione, ma l'utilizzo simultaneo di due concetti che molti ascoltatori considerano difficili da conciliare: definire entrambe le città come "possedimenti coloniali" e, allo stesso tempo, affermare che sono "inequivocabilmente spagnole".

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