Robles chiede scusa a Ceuta, proclama che è "intoccabile" e garantisce una risposta ferma di fronte a qualsiasi minaccia

La ministra della Difesa apre le comparizioni del Governo per la crisi migratoria riconoscendo l'"angoscia e insicurezza" dei ceutini e difende una risposta europea che combini il controllo delle frontiere con la protezione dei migranti.

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Margarita Robles ha aperto oggi al Congresso il giro di audizioni del Governo per la crisi di Ceuta con delle scuse rivolte ai cittadini che potrebbero essersi sentiti "abbandonati" e un messaggio sulla sovranità spagnola delle città autonome: "Ceuta e Melilla sono spagnole; che nessuno lo dimentichi né lo metta in dubbio". La ministra della Difesa ha garantito che lo Stato risponderà "con fermezza" di fronte a qualsiasi violazione della sua sicurezza. (((Segui qui in diretta l'intervento della ministra Robles)))

Robles comparece a richiesta propria davanti alla Commissione di Difesa per spiegare le azioni del suo dipartimento dall'ingresso massivo di migranti registrato a partire dal 30 luglio. È la prima integrante dell'Esecutivo che si presenta al Congresso nell'ambito del giro straordinario di spiegazioni sulla crisi, secondo il calendario ufficiale della Camera Bassa.

La ministra ha iniziato il suo intervento riconoscendo la situazione che ha vissuto la popolazione ceutina durante le ultime settimane. "Ho conosciuto di persona la loro situazione di angoscia e insicurezza", ha sottolineato prima di trasmettere le sue "scuse" a coloro che potrebbero essersi sentiti abbandonati.

Robles ha visitato personalmente Ceuta il 12 agosto scorso e durante quel viaggio ha mantenuto contatti diretti con i vicini della città che le hanno trasmesso la loro paura e incertezza per le conseguenze dell'ingresso massivo.

"Qualsiasi aggressione a Ceuta o Melilla lo è a tutta la Spagna"

Una parte centrale del suo primo intervento è stata dedicata alla sovranità delle due città autonome, dopo che il Marocco ha nuovamente sollevato pubblicamente le sue rivendicazioni su di esse.

"Ceuta e Melilla sono spagnole; che nessuno lo dimentichi né lo metta in dubbio", ha affermato Robles. La ministra è andata oltre sostenendo che "qualsiasi aggressione a Ceuta o Melilla lo è a tutta la Spagna perché la nostra sovranità e integrità territoriale sono intoccabili".

La Difesa considera che garantire la sicurezza di entrambe le città sia responsabilità dello Stato. Robles ha assicurato davanti ai deputati che la Spagna risponderà con "fermezza" di fronte a qualsiasi violazione di quella sicurezza.

La posizione mantiene la linea che la ministra aveva già tracciato durante le ultime settimane. Robles aveva assicurato che "Ceuta e Melilla sono spagnole, spagnolissime e non si toccano" e richiesto al Marocco un'indagine che arrivi "fino in fondo" per determinare cosa sia accaduto nei giorni precedenti e durante l'ingresso massivo.

Robles pone il focus sul costo umano della crisi

La ministra ha dedicato anche una parte del suo intervento alle conseguenze umane di quanto accaduto. Ha riconosciuto che non esiste ancora una cifra definitiva di morti e ha ricordato le persone che hanno perso la vita tentando di raggiungere il territorio spagnolo.

"Ci troviamo di fronte a una situazione che oltre alle sue evidenti conseguenze in materia di sicurezza ha una dimensione umana che non possiamo né dobbiamo dimenticare", ha sottolineato.

Robles ha difeso la necessità di avanzare verso una politica coordinata dell'Unione Europea che permetta di combinare una gestione "efficace e ferma" delle frontiere con la protezione dei migranti.

La ministra aveva già inasprito negli ultimi giorni il suo discorso sulle circostanze in cui migliaia di persone sono state condotte fino al confine. Ha considerato "inaccettabile" che si utilizzino persone e minori "gettandoli verso la morte" e ha avvertito che coloro che hanno organizzato, consentito o tollerato tali azioni dovranno assumersi le responsabilità.

Difesa chiusa del CNI

Un altro dei temi centrali della comparsa è cosa sapeva il Centro Nazionale di Intelligence prima del 30 luglio e quale informazione ha trasmesso al Governo.

Robles ha finora difeso il lavoro dei servizi di intelligence. Ha trasmesso il suo "riconoscimento" e "ringraziamento" ai membri del CNI, il Centro di Intelligence delle Forze Armate (CIFAS) e i servizi di informazione della Polizia Nazionale e della Guardia Civile, dei quali ha sottolineato che lavorano in condizioni particolarmente difficili.

La questione ha una particolare rilevanza politica perché sono emerse informazioni che indicano avvisi precedenti dei servizi di intelligence sul rischio di un'entrata massiccia, mentre l'Interno ha mantenuto un'altra interpretazione sull'entità di tali allerta.

Robles ha evitato di rivelare informazioni riservate sul funzionamento del CNI, ma ha insistito sulla coordinazione tra i servizi spagnoli e quelli di altri paesi e ha ribadito la sua richiesta al Marocco affinché chiarisca cosa sia successo.

Marocco, una delle domande che rimangono aperte

L'intervento di Robles colloca il Marocco in una posizione particolarmente delicata all'interno delle spiegazioni del Governo.

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La titolare della Difesa non ha accusato direttamente il Governo marocchino di organizzare l'ingresso massivo, ma ha richiesto a Rabat di indagare sui fatti e ha sottolineato che chiunque sia stato dietro, li abbia consentiti o li abbia tollerati deve assumere responsabilità.

Questa posizione introduce una sfumatura rispetto alla prudenza mantenuta da altri membri dell'Esecutivo nel momento di stabilire responsabilità marocchine. Robles ha insistito pubblicamente sul fatto che deve essere conosciuto cosa è accaduto e chi ha permesso che migliaia di persone, tra cui minori, fossero utilizzate per tentare di accedere a Ceuta.

La comparizione continua e rimangono in sospeso le risposte della ministra ai gruppi parlamentari riguardo agli avvisi precedenti del CNI, il ruolo concreto del Marocco, le condizioni del dispiegamento militare e le denunce delle associazioni professionali riguardo l'alloggio degli effettivi inviati a Ceuta.

Dovrà anche affrontare le domande su Margarita Robles chiede scusa ai ceutini che si siano sentiti abbandonati e garantisce una risposta ferma di fronte a qualsiasi minaccia su Ceuta e il focolaio di scabbia registrato tra i militari. La Difesa ha finora disconnesso tali contagi dal contatto diretto con i migranti.

La sessione di questo martedì è la prima di una serie di comparizioni con cui il Governo intende spiegare per dipartimenti la sua azione di fronte alla crisi. Il Congresso aveva convocato ufficialmente Robles alle 12.30 per informare su "la gestione delle sue competenze in relazione ai fatti accaduti nella Città Autonoma di Ceuta il giorno 30 luglio e seguenti".

KEYWORD OBIETTIVO: Margarita Robles Ceuta

PAROLE CHIAVE SECONDARIE: Robles Congresso, crisi di Ceuta, CNI Ceuta, Marocco Ceuta, Forze Armate Ceuta

TITOLO META: Robles chiede scusa a Ceuta e avvisa: "È intoccabile"

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La aggiornerei quando finisce perché mancano precisamente le risposte potenzialmente più notiziose: cosa dice sugli avvisi del CNI, se specifica cosa sapeva la Difesa prima del giorno 30 e fino a dove arriva nel segnalare il Marocco. (LaSexta)