Rufián vede Sánchez perseguitato dalla Giustizia ma gli rimprovera le sue scuse davanti alla corruzione

Rufián sostiene che Sánchez viene perseguitato dalla Giustizia, ma gli rimprovera scuse davanti alla corruzione e critica Adif e la sinistra.

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Il portavoce di ERC alla Camera e capolista per Barcellona alle elezioni del 29N, Gabriel Rufián, ha sostenuto questo venerdì che il presidente del Governo, Pedro Sánchez, «è perseguitato» dai tribunali. Ciononostante, gli ha rimproverato di ricorrere a «scuse» davanti ai casi di corruzione, ricordando che «ci sono alti funzionari del PSOE in carcere a Soto de Real».

Rufián ha definito «assolutamente miserevoli» i procedimenti giudiziari avviati riguardo alla moglie di Sánchez, Begoña Gómez, e a suo fratello. Queste dichiarazioni le ha rese ai media prima della presentazione del suo libro 'Come vincere i fascisti', che si è tenuta questo venerdì nella sede di UGT a Madrid.

In relazione alla presunta offerta del PP di un milione di euro all’ex consigliere ministeriale Koldo García in cambio di informazioni contro l’Esecutivo, il dirigente repubblicano ha indicato che gli ricorda «pratiche mafiose» e ha affermato che gli risulta credibile che «gli abbiano offerto denaro in cambio di chissà che cosa».

«Io sono da dieci anni alla Camera e sono stato in tutte le commissioni d’inchiesta e tutte hanno avuto a che fare con qualche marachella del Partito Popolare», ha sottolineato.

Critiche ad Adif per l’incidente a Urda

In merito all’indagine della Procura europea per un possibile frodo nei fondi destinati al rinnovo e al miglioramento della sicurezza della linea ad alta velocità Madrid-Siviglia, dove si è verificato l’incidente a Urda lo scorso 28 ottobre con 69 vittime, Rufián ha attaccato la struttura di Adif. Ha assicurato che «è un’azienda pubblica, ma piena di subappalti» e ha denunciato che convoglia grandi volumi di risorse verso compagnie che «rendono precario soprattutto la manutenzione».

Battaglia sui social e autocritica della sinistra

In occasione della presentazione del suo nuovo libro, il portavoce di ERC ha rivendicato l’importanza di contendere l’influenza negli ambienti digitali, sottolineando che «oggi facciamo politica anche per i social» e spiegando che «tantissima gente oggi torna dal lavoro guardando il cellulare e io auspico o provo che vedano video miei».

In questa linea, ha rimproverato alla sinistra di fare autocritica per aver “fallito per quanto riguarda l’alloggio”. A suo avviso, l’ascesa dell’estrema destra non è dovuta al fatto che “ci sia così tanto fascismo”, ma all’esistenza di “molti neutrali” e di settori della “classe lavoratrice con l’odio male indirizzato” che preferiscono “dare la colpa a qualcun altro, più povero di te, della povertà che sei, invece di guardare in alto”.