Il presidente del Governo, Pedro Sánchez, ha insistito che non esiste "nessuna informazione" che colleghi il Marocco con il fattore scatenante della crisi provocata dall'ingresso massiccio di 80.000 migranti a Ceuta alla fine di luglio.
Il capo dell'Esecutivo ha sottolineato inoltre che non dispone nemmeno di dati provenienti dalle Forze e Corpi di Sicurezza dello Stato né dai servizi di intelligence che forniscano "alcun dubbio" su una possibile implicazione del Marocco in quell'arrivo massiccio nella città autonoma.
Durante un'intervista alla 'Cadena Ser', raccolta da Europa Press, Sánchez ha segnalato che le indagini sull'origine della crisi continuano ad essere aperte, ma ha posto l'accento sui falsi e sulla disinformazione diffusi sui social media dopo la sentenza della Corte Suprema che impedisce i 'respingimenti in caldo' negli ingressi a nuoto, un contesto che avrebbero sfruttato anche le "organizzazioni criminali".
Il presidente ha aggiunto che quei falsi circolavano su piattaforme "associate sia alla Russia che a Israele e a una internazionale di estrema destra che utilizza sempre la migrazione, non solo per attaccare la Spagna ma anche l'Europa".