Somma dà per sicura la comparsa di Sánchez sulla crisi di Ceuta e rivendica la "totale trasparenza"

Verónica Barbero (Sumar) dà per fatta la comparizione di Sánchez per la crisi di Ceuta, sostiene il comando unico ed esige cambi nella politica migratoria.

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La co-coordinatrice del Movimento Sumar, Verónica Barbero, ha affermato che non ha dubbi che il presidente del Governo, Pedro Sánchez, parteciperà al Congresso per affrontare la crisi migratoria di Ceuta "allo stesso modo di altri ministri", sottolineando il suo impegno per la "totale trasparenza".

In un'intervista a 'RNE', raccolta da Europa Press, ha celebrato la nomina di un comando unico per dirigere la risposta alla crisi di Ceuta, sebbene abbia insistito sul fatto che la priorità dell'Esecutivo deve essere la "sicurezza delle persone" e l'accelerazione dei meccanismi di accoglienza, con particolare attenzione al trasferimento nella Penisola di minori e richiedenti asilo.

Nel sostenere il comando unico a Ceuta, guidato dal ministro Ángel Víctor Torres, la dirigente di Sumar ha sottolineato che "bisogna dare una spinta a questa crisi" e ha richiesto altresì "responsabilità" alle comunità autonome governate dal Partito Popolare.

In questa linea, Barbero ha criticato duramente la posizione del PP e di Vox, ai quali accusa di mantenere "un ricatto costante in materia di diritti umani" e di promuovere un discorso che ha descritto come "razzismo ripugnante e intollerabile". A suo avviso, il PP "non sta collaborando affatto" e si limita a "fabbricare paura chiamando invasori coloro che arrivano, associandoli a malattie (...) e chiedendo confinamenti, che gli stessi epidemiologi considerano ingiustificati".

Per questo motivo, la portavoce parlamentare di Sumar ha esortato il leader dell'opposizione, Alberto Núñez Feijóo, a rettificare: "Dovrebbe chiedere scusa, prestare attenzione ai dati, all'evidenza scientifica e allo Stato di diritto".

Relazione con il Marocco e politica migratoria dell'UE

In un altro ordine di cose, Barbero ha sostenuto che "il Marocco ha dimostrato di non essere un partner affidabile" dopo quanto accaduto a Ceuta e ha richiesto che l'Unione Europea riveda in profondità le sue politiche per "smettere di esternalizzare le frontiere in paesi che non rispettano i diritti umani". In questo contesto, ha richiesto "coordinazione e fermezza" nei confronti del paese nordafricano, al quale, a suo avviso, la Spagna "ha delegato la gestione delle sue frontiere".

Allo stesso tempo, ha scartato che sia opportuno un viaggio del Re a Ceuta, sottolineando che "le soluzioni si concentreranno sulle persone che necessitano di aiuto" da parte delle amministrazioni e non in "visite istituzionali concrete". A suo avviso, è fondamentale che nei dispositivi di accoglienza e di elaborazione dell'asilo partecipino in modo coordinato i ministeri della Difesa e dell'Interno insieme alle comunità autonome.

Bilanci e polemica per l'attico di Ayuso

In ambito economico, Barbero ha garantito che "ci saranno bilanci generali dello Stato" e ha spiegato che Sumar li sta attualmente negoziando con il PSOE con l'obiettivo di approvare dei conti "potenti" che diano priorità all'abitazione, ai diritti sociali e alla lotta contro la povertà infantile. Inoltre, ha sollecitato il partner di coalizione a portare avanti dopo l'estate il decreto legge sulla casa, al fine di evitare che la proliferazione di appartamenti turistici continui a tensionare il prezzo dell'affitto nelle grandi città.

Infine, riguardo alla controversia per l'attico acquistato dalla Comunità di Madrid come ufficio per la presidente Isabel Díaz Ayuso, la dirigente di Sumar ha interpretato che l'espressione "chao pescao" evidenzia che alla dirigente autonoma "l'hanno beccata con il carrello dei gelati", e ha ribadito la necessità che la presidente madrilena fornisca spiegazioni dettagliate su questa operazione.