Somma esige a Sánchez di trasferire migranti nella Penisola e sostiene che il Marocco è responsabile della crisi a Ceuta

Sommar urge a Sánchez a trasferire migranti da Ceuta alla Penisola e gli rimprovera di non indicare il Marocco come responsabile della crisi migratoria.

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Sumar ha esortato il presidente del Governo, Pedro Sánchez, a dare una risposta concreta alla crisi migratoria a Ceuta e a procedere a inviare parte dei migranti nella Penisola per alleviare la pressione sulla città autonoma, nonostante le "pressioni" che, secondo quanto denunciato, esercita la Commissione Europea affinché "nessuno" abbandoni la zona.

Allo stesso tempo, il ministro della Cultura, Ernest Urtasun, si è distaccato dalle parole di Sánchez e ha sottolineato che il Marocco ha responsabilità "per azione e omissione" nell'ingresso massiccio di migranti registrato alla fine di luglio. "La responsabilità è chiara", ha rimarcato.

In una conferenza stampa congiunta questo lunedì con la coordinatrice generale di Movimento Sumar, Rosa Martínez, in rappresentanza delle forze che integrano il socio minoritario dell'Esecutivo, Urtasun ha sostenuto che il trasferimento dei migranti nella Penisola è imprescindibile e che ci sono "capacità" e "posti" sufficienti in tutte le comunità autonome per accoglierli.

Inoltre, ha attaccato la "ipocrisia" del leader del PP, Alberto Núñez Feijóo, ritenendo che si limiti a "dare lezioni su cosa fare a Ceuta" mentre i suoi presidenti autonomici "bloccano" i meccanismi di distribuzione e solidarietà in tutto il paese. A suo avviso, è un comportamento "che non è degno di qualcuno che aspira a presiedere" la Spagna.

Riferimento al precedente di Lampedusa

Urtasun ha ricordato che nel 2023 si è vissuto un episodio simile in Italia, quando l'isola di Lampedusa ha ricevuto 114.000 migranti e l'Esecutivo di Giorgia Meloni ha deciso di trasferire via nave circa 64.000 nel territorio peninsulare italiano.

"In quel momento non ho sentito alcun responsabile della Commissione Europea dire che quelle persone non dovevano muoversi da Lampedusa, né ho sentito alcun altro Governo europeo, in un atto di insolidarietà assolutamente inaccettabile, dire che quelle persone dovevano rimanere a Lampedusa", ha rimproverato il ministro.

Ha persino qualificato come "vergognosa" l'atteggiamento di alcuni dirigenti dell'Unione Europea di fronte a questa crisi e ha avvertito che Ceuta non può essere trattata come il "cortile sul retro" d'Europa, richiedendo per la città la solidarietà dell'intero continente.

Il responsabile della Cultura ha difeso che è il "momento delle soluzioni" a Ceuta e ha manifestato la sua fiducia che il presidente del Governo si orienti in quella direzione durante la sua comparsa di giovedì al Congresso, come, a suo avviso, hanno già fatto le ministre del suo spazio politico, Mónica García e Sira Rego, nel campo sanitario e dell'assistenza all'infanzia.

Secondo lui, una delle decisioni chiave deve essere la riubicazione nella Penisola dei migranti, dato che la migliore assistenza si garantisce da centri distribuiti nelle diverse autonomie. Ha aggiunto che questa via è quella che permetterebbe a Ceuta di recuperare la "normalità".

Debate sulla responsabilità del Marocco

La "riubicazione" è, per Sumar, "indispensabile". "Quello che ci aspettiamo dalla comparsa è continuare a fornire soluzioni e questa per noi sembra essere indispensabile", ha insistito Urtasun, per aggiungere che, secondo le informazioni di cui dispone, tra i nuovi arrivati ci sono persone provenienti dal Sudan, a cui presumibilmente dovrà essere concesso asilo trattandosi di un collettivo che di solito conta con protezione internazionale.

Per quanto riguarda il ruolo del Marocco, Urtasun si è limitato a sottolineare che il paese vicino ha una quota di responsabilità, evitando di entrare in scontri diretti con Sánchez, che in un'intervista alla Cadena Ser ha disconnesso il Marocco dall'ingresso massiccio di migranti.

All'interno del gruppo parlamentare, il deputato di Compromís integrato nel gruppo Sumar al Congresso, Alberto Ibáñez, ha messo in discussione che Sánchez "non è affatto credibile" nel escludere il Marocco nell'arrivo di migranti a Ceuta e gli ha chiesto di superare il suo "sindrome di Stoccolma" con il re marocchino, Mohamed VI.

In linea con ciò, la co-coordinatrice generale di Movimento Sumar e portavoce alla Camera Bassa, Verónica Martínez Barbero, ha censurato anche che il presidente del Governo non abbia lanciato critiche al Marocco dopo la crisi migratoria a Ceuta e ha rilevato "mancanza di empatia" sia verso la popolazione ceutina che verso i migranti stessi.

Nel seno del socio minoritario del Governo si interpreta che l'ala socialista evita lo scontro con l'Esecutivo marocchino per il ruolo chiave che svolge nel controllo della frontiera con Ceuta e Melilla.

Un tentativo di destabilizzare il Governo

Durante la conferenza stampa, Urtasun ha sostenuto che questo ingresso massiccio di persone costituisce chiaramente un "tentativo di destabilizzazione" del Governo progressista e che dietro esiste una motivazione politica, alla luce della "reazione" di tutta l'internazionale reazionaria, "dal Governo di Israele fino al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump".

Inoltre, ha ribadito che quanto accaduto a Ceuta evidenzia il "fallimento" della politica di esternalizzazione delle frontiere dell'Unione Europea.