Vivas viaggerà a Bruxelles l'8 settembre per portare la crisi di Ceuta davanti all'UE

Il presidente ceutino prepara riunioni con alti funzionari della Commissione Europea e del Parlamento Europeo dopo che la Spagna ha richiesto formalmente fondi di emergenza a Bruxelles.

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Il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, viaggerà a Bruxelles l'8 settembre prossimo per trasmettere direttamente alle istituzioni dell'Unione Europea la situazione che attraversa la città autonoma dopo la crisi migratoria iniziata a fine luglio. La visita è confermata, anche se la sua agenda di incontri è ancora in fase di definizione, secondo fonti del Governo ceutí.

Il Governo della Città sta lavorando affinché Vivas possa mantenere incontri ad alto livello sia con la Commissione Europea che con il Parlamento Europeo. I interlocutori concreti e gli orari degli incontri saranno determinati nei prossimi giorni.

Il viaggio avverrà più di un mese dopo l'ingresso massiccio registrato dalla Marocco e in un momento in cui la risposta europea alla crisi ha già iniziato a prendere forma.

Ceuta cerca di coinvolgere direttamente Bruxelles

La visita permetterà a Vivas di esporre personalmente alle istituzioni comunitarie le necessità di Ceuta e richiedere il coinvolgimento dell'UE in una crisi che colpisce una delle sue frontiere esterne.

Non sarà il primo contatto del presidente ceutí con le istituzioni europee da quando è iniziata la crisi. Vivas è già intervenuto in videoconferenza davanti alla Commissione per le Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni (LIBE) del Parlamento Europeo, dove ha difeso un'azione coordinata e urgente della Spagna e dell'Unione Europea.

Il viaggio dell'8 settembre porterà ora quelle gestioni direttamente a Bruxelles.

La Spagna ha già chiesto fondi europei di emergenza

Il viaggio avverrà dopo che il Governo spagnolo ha richiesto formalmente alla Commissione Europea fondi di assistenza di emergenza per affrontare le conseguenze della crisi migratoria a Ceuta.

Bruxelles ha confermato lunedì scorso di aver ricevuto la richiesta spagnola e che sta lavorando con le autorità nazionali per valutare le necessità esistenti. Tra i settori suscettibili di ricevere supporto figurano il rafforzamento della protezione delle frontiere e la capacità di accoglienza, inclusa quella destinata a minori non accompagnati.

La Commissione ha anche offerto nelle ultime settimane la possibilità di rafforzare l'intervento delle agenzie europee competenti, tra cui Frontex, Europol e l'Agenzia di Asilo dell'Unione Europea (EUAA).

La quantità dell'eventuale aiuto europeo non è ancora definita. La Commissione deve prima valutare le necessità sollevate dalla Spagna prima di determinare il supporto che può mobilitare.

Bruxelles sostiene il comando unico, ma avverte delle sfide in sospeso

La visita di Vivas arriva anche dopo che la Commissione Europea ha sostenuto la creazione del comando unico stabilito dal Governo per coordinare la risposta alla crisi.

Bruxelles ha valutato positivamente il rafforzamento del coordinamento tra le amministrazioni e considera che la situazione è evoluta dai primi giorni della crisi, anche se sostiene che persistono "importanti sfide" per le migliaia di persone che continuano a Ceuta.

La Commissione ha insistito particolarmente sulla necessità di accelerare le procedure per il rimpatrio di coloro che rimangono irregolarmente e possono essere rimpatriati secondo la legislazione applicabile.

Il Esecutivo comunitario ha anche valutato la cooperazione tra Spagna e Marocco per impedire nuovi tentativi di ingresso.

Dal comando unico a Ceuta alle istituzioni europee

Il viaggio si svolgerà in piena applicazione del nuovo dispositivo creato dal Governo spagnolo. L'Esecutivo ha dichiarato la situazione di interesse per la Sicurezza Nazionale e ha nominato il ministro della Politica Territoriale e della Memoria Democratica, Ángel Víctor Torres, come autorità funzionale incaricata di coordinare le azioni.

Il comando unico rimarrà inizialmente attivo fino al 31 dicembre 2026, anche se il decreto prevede sia la sua possibile proroga che una conclusione anticipata a seconda di come evolverà la situazione.

Vivas partecipa a questo schema di coordinamento e ha mantenuto questa settimana il suo primo incontro con Torres dalla messa in funzione del dispositivo. Il suo spostamento a Bruxelles aprirà ora un altro fronte istituzionale: cercare direttamente nell'UE sostegno politico, operativo e finanziario per Ceuta.