Metges de Catalunya manterrà lo sciopero indefinito finché il Govern negozi o convochi elezioni

Metges de Catalunya mantiene lo sciopero indefinito dei medici finché il Govern negozi o convochi elezioni, in un braccio di ferro aperto con Salud.

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Il segretario generale di Metges de Catalunya (MC), Xavier Lleonart, ha ribadito che il sindacato manterrà lo sciopero indefinito dei medici in Catalunya finché la Conselleria de Salud della Generalitat non si siederà a negoziare o finché il Govern "convoca elezioni".

Lo ha manifestato davanti ai media davanti alla sede della Conselleria de Salud a Barcelona, dopo la protesta celebrata questo mercoledì nel primo giorno di scioperi, che ha riunito 400 persone, secondo la Guàrdia Urbana.

Lleonart ha sostenuto che "la cosa migliore che può fare" la consigliera di Salute, Olga Pané, è lasciare l'incarico e ha aggiunto che, se il presidente della Generalitat, Salvador Illa, non la rimuove, potrebbe andarsene con lei e anticipare le elezioni.

Ha sottolineato che "la consigliera Pané e il presidente Illa hanno il dubbio onore di essere i primi che hanno uno sciopero indefinito sul tavolo".

Uno sciopero indefinito con ampio raggio territoriale

Quella di questo mercoledì è la prima giornata di sciopero indefinito dei medici in Catalunya, convocata da MC, con un'adesione del 4,5%, secondo i dati della Conselleria de Salud.

I paros si estendono anche ad altre comunità autonome: Catalunya, Madrid e Comunidad Valenciana hanno avviato mobilitazioni questo mercoledì, mentre l'Andalucía inizierà il 13 novembre e le Canarias sono partite il 16 ottobre. Invece, in diverse comunità le convocazioni sono state disattivate dopo l'annuncio di elezioni generali il 29 novembre.

Tra le principali rivendicazioni figurano un contratto specifico per il collettivo medico, l'eliminazione dei turni di guardia di 24 ore, l'aumento delle risorse e degli organici, così come altri miglioramenti nelle condizioni di lavoro.

Obiettivo: generare incertezza nel sistema sanitario

Lleonart ha spiegato che l'impostazione di uno sciopero indefinito mira a far sì che il sistema sanitario sperimenti l'"incertezza" di non sapere chi né quando aderirà ai paros, rendendo difficile che le direzioni dei centri possano programmare l'attività con normalità fino alla fine del conflitto.

Ha anticipato che, "trattandosi di uno sciopero indefinito, non seguiremo la logica abituale di fare una giornata di sciopero e convocare una manifestazione, perché dovremmo convocare una manifestazione ogni giorno, ma andremo annunciando altre mobilitazioni".

La posizione della Conselleria de Salud

La Conselleria de Salud sostiene che la convocazione si inquadra in una mobilitazione statale davanti al Ministerio de Sanidad e non risponde "a nessuna decisione del Govern né a un taglio di diritti o a un peggioramento delle condizioni lavorative dei professionisti in Catalunya", secondo un comunicato.

Il Departament difende che le questioni lavorative devono essere trattate "all'interno dei quadri legalmente stabiliti", vale a dire, nei contratti collettivi e nel tavolo settoriale dell'Institut Català de la Salut (ICS), e sottolinea che "non si può aprire una negoziazione parallela a uno sciopero mentre c'è un contratto in negoziazione". Assicura, inoltre, che mantiene il suo impegno a migliorare le condizioni dei medici e ad ascoltare rivendicazioni che considera legittime.

In questa linea, propone un tavolo tecnico specifico nell'ambito del contratto del Siscat per affrontare gli aspetti lavorativi propri del collettivo medico, accordo raggiunto con associazioni imprenditoriali e sindacati. Parallelamente, nel Tavolo di Dialogo ha presentato iniziative per trattare questioni organizzative, incluse le guardie di 24 ore.

Risposta di Metges de Catalunya

In relazione a questo comunicato, Lleonart ha segnalato che ringrazia che si riconosca la legittimità delle sue richieste, ma ha ribadito che nessuno si è seduto a negoziare con loro: "Tutto ciò che dice il comunicato sul fatto che siano stati stabiliti meccanismi di negoziazione non è vero".

Ha valutato, inoltre, che dal Departament si affermi che sono "capaci" di trasferire misure ai contratti, ricordando che finora era stato detto loro che non c'era margine, e ha chiesto che, se davvero è così, si continui a negoziare.

Ha insistito sulla necessità di uno spazio proprio di dialogo al di fuori dei tavoli settoriali: "Questi tavoli di negoziazione sono quelli che hanno permesso che un medico lavori 48 ore mentre il resto lavora 35. Sono quelli che hanno permesso che un medico faccia 24 ore consecutive di turno mentre il resto ne fa 12".

"Questi tavoli non ci rappresentano e, quindi, dobbiamo fare un sistema nuovo in cui le necessità del collettivo medico siano rappresentate e negoziate con i rappresentanti dei medici", ha concluso.

Percorso della marcia a Barcelona

La concentrazione è iniziata alle 9 ore nella Zona Universitària di Barcelona e, a partire dalle 9.45, i manifestanti sono scesi lungo l'avenida Diagonal, che è rimasta chiusa in entrambi i sensi.

La marcia è avanzata fino alla piazza della Reina Maria Cristina e ha proseguito per la Gran Via de Carles III e la Travessera de les Corts, per arrivare alla sede della Conselleria di Salud verso le 11.30.

Durante il percorso sono stati esibiti striscioni con slogan come "Tanta espera ens desespera" e "Menys corbates i més bates", e sono stati intonati slogan come "A tu, a tu, a tu també t'afecta" e "Pané, ¿pa qué?, Pané, pa ná", così come "Illa, Illa, Illa, siéntate en la silla".

Minuto di silenzio per le vittime di Toledo

In piena manifestazione, appreso l'incidente ferroviario di Toledo, i medici hanno osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime.

Nelle sue dichiarazioni, Lleonart ha mostrato la sua costernazione e ha trasmesso le condoglianze ai deceduti e alle loro famiglie, oltre a inviare un messaggio di sostegno a tutti gli effettivi schierati, compresi i sanitari, che "sicuro che si stanno lasciando la pelle".