Ha denunciato irregolarità e lo hanno licenziato: un giudice ordina di reintegrarlo e compensarlo con 10.000 euro

Il Tribunale del Lavoro numero 1 di Tarragona dichiara nullo il licenziamento dell’ex responsabile della conformità normativa del Consorci d'Aigües de Tarragona, ritenendo che si trattasse di una ritorsione per le sue denunce. La sentenza obbliga l’ente a reintegrarlo, a corrispondergli 8.319 euro per gli stipendi arretrati e a pagare altri 10.000 euro per danni morali.

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Un lavoratore denuncia possibili irregolarità all’interno dell’organizzazione per cui lavora, si rivolge alle autorità e, dopo che queste hanno conosciuto le sue segnalazioni, finisce licenziato. Questo è il caso dell’ex responsabile di conformità normativa (compliance officer) del Consorci d'Aigües de Tarragona (CAT), il cui licenziamento è stato appena dichiarato nullo da un tribunale di Tarragona.

La sentenza, emessa lo scorso 29 ottobre dal Juzgado de lo Social numero 1 di Tarragona, ritiene che la cessazione sia stata una ritorsione legata alle segnalazioni che il dipendente aveva presentato contro l’ente. La decisione obbliga il consorzio a riassumerlo e a corrispondergli 8.319 euro corrispondenti a retribuzioni pendenti, oltre a un indennizzo di 10.000 euro per danni morali.

La risoluzione, anticipata questo sabato da La Vanguardia, riporta nuovamente l’attenzione sulla tutela delle persone che denunciano possibili irregolarità all’interno di imprese e organismi pubblici, nonché sulle conseguenze lavorative che possono subire per averlo fatto.

Da responsabile di conformità normativa a denunciante davanti ad Antifrau

Il lavoratore è stato assunto il 13 marzo 2023 per ricoprire il ruolo di responsabile di conformità normativa del Consorci d'Aigües de Tarragona. Tra le sue funzioni c’era quella di verificare che l’organizzazione rispettasse la legalità, individuare rischi e prevenire possibili conflitti di interessi.

Sei mesi dopo essersi incorporato, nel settembre 2023, ha trasferito al consiglio di amministrazione un rapporto in cui avvertiva di diverse questioni che, a suo giudizio, potevano violare la normativa. Tra queste figuravano possibili irregolarità legate alla captazione di acqua, alle procedure di appalto e all’etica interna dell’ente.

In assenza di risposte che denunciava da parte del consorzio, successivamente ha presentato cinque rapporti all’Oficina Antifrau de Catalunya (OAC) e si è anche rivolto alla Procura di Tarragona.

L’Oficina Antifrau ha riconosciuto il lavoratore come segnalante di corruzione protetto. Questa condizione gli conferiva protezione contro possibili ritorsioni derivanti dalle sue segnalazioni.

Il licenziamento è arrivato dopo le denunce

La direzione del consorzio ha aperto un procedimento disciplinare contro il lavoratore per presunti comportamenti di mobbing e sessuali nei confronti di altri dipendenti. Cinque lavoratori hanno firmato un documento in cui denunciavano il suo comportamento.

Nove giorni dopo aver avviato il procedimento, l’ente ha deciso di licenziarlo.

Tuttavia, il tribunale ritiene particolarmente rilevante la sequenza temporale degli eventi. Come riporta la sentenza, l’azienda conosceva le accuse contro il lavoratore da dicembre 2024, ma non risulta che abbia agito in proposito fino a gennaio 2025, dopo aver appreso la sua condizione di segnalatore protetto.

Il magistrato segnala inoltre che non è stato accreditato alcun commento specifico, sufficientemente identificato quanto a contenuto e circostanze, che permetta di giustificare la sanzione del licenziamento. Non ritiene neppure dimostrata l’esistenza di un modello sistematico di molestie o di comportamento discriminatorio.

Sulla base di questi elementi, la decisione conclude che il licenziamento ha violato la protezione del lavoratore contro le ritorsioni per aver denunciato possibili irregolarità.

La protezione dei denuncianti, al centro del caso

Il caso rimette ancora una volta sul tavolo l’applicazione della Legge 2/2023, sulla protezione delle persone che segnalano violazioni delle norme e sulla lotta contro la corruzione.

Questa normativa, che recepisce nell’ordinamento spagnolo la direttiva europea sulla protezione dei denuncianti, stabilisce garanzie per evitare che coloro che comunicano possibili violazioni subiscano ritorsioni nel proprio ambiente professionale.

Tra le misure di protezione vi è il divieto di adottare decisioni lavorative svantaggiose nei confronti dei informatori per il fatto di aver presentato una denuncia. Il licenziamento, la sospensione, il declassamento professionale o determinate modifiche delle condizioni di lavoro possono costituire ritorsioni quando sono collegate a tale comunicazione.

La sentenza del caso del Consorci d'Aigües de Tarragona applica proprio questa protezione nell’ambito lavorativo e ritiene che il licenziamento non possa essere mantenuto.

Tuttavia, la nullità della cessazione non significa che tutte le irregolarità denunciate dal lavoratore siano state giudizialmente accertate. La risoluzione si pronuncia sulla legittimità del licenziamento e sulla violazione dei suoi diritti, non sulla veridicità di ciascuno degli avvertimenti che ha trasmesso alle autorità.

Il dispositivo comporta così un nuovo episodio nel conflitto tra l’ex responsabile della compliance normativa e il consorzio, e riapre il dibattito sulle garanzie effettive di coloro che decidono di denunciare possibili irregolarità dall’interno di un’organizzazione.