Il Supremo dà cinque giorni a Bolaños e Albares per consegnare i dati di 163.000 nazionalizzati dalla legge dei nipoti e minaccia multe.

Il Alto Tribunale esige al Governo di identificare entro il 28 ottobre i cittadini colpiti dalla sospensione cautelare del diritto di voto nelle elezioni del 29N. I magistrati avvertono di possibili responsabilità penali se i ministri non rispettano il requisito, mentre l'Esecutivo assicura che sta lavorando per raccogliere le informazioni.

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La Corte Suprema ha lanciato un ultimatum al Governo a poco più di un mese dalle elezioni generali del 29 novembre. La Sezione del Contenzioso Amministrativo ha dato un termine di cinque giorni ai ministri Félix Bolaños, titolare della Presidenza, Giustizia e Rapporti con le Corti, e José Manuel Albares, responsabile degli Affari Esteri, affinché consegnino la relazione nominale dei 163.020 cittadini naturalizzati ai sensi della cosiddetta legge dei nipoti che potrebbero essere interessati dalla sospensione cautelare del loro diritto di voto.

Secondo quanto riporta El Mundo, la richiesta figura in due ordinanze dell'Alta Corte, con relatrice il magistrato Antonio Narváez, in cui si rimprovera all'Esecutivo di non aver ancora fornito l'identità degli interessati nonostante conosca il numero esatto di persone iscritte nel Censimento degli Elettori Residenti Assenti (CERA). La documentazione dovrà essere inviata sia alla Suprema che alla Commissione Elettorale Centrale e all'Ufficio del Censimento Elettorale prima delle 15.00 del mercoledì 28 ottobre.

La corte avverte che, se il Governo non rispetta nuovamente l'ordine, potrebbe imporre multe coercitive di 1.000 euro ai ministri responsabili, ripetibili fino a quando non venga fornita l'informazione, e avviare le azioni necessarie per determinare se esiste qualche responsabilità penale. Quest'ultima possibilità non implica un'imputazione automatica, ma richiederebbe il relativo procedimento giudiziario.

Solo 91 certificati emessi dei 31.390 fascicoli esaminati

La controversia è legata all'applicazione della Legge 20/2022 sulla Memoria Democratica, che consente di accedere alla nazionalità spagnola a determinati discendenti di cittadini spagnoli che hanno abbandonato il paese per motivi politici, ideologici o di persecuzione.

La Suprema ha deciso a settembre misure cautelari che condizionano l'esercizio del voto di un gruppo di beneficiari di questa via di naturalizzazione all'accreditamento di determinati requisiti legati all'esilio dei loro antenati.

Tuttavia, il processo di verifica avanza lentamente. Secondo la documentazione fornita al tribunale, fino al 21 ottobre erano stati esaminati 31.390 fascicoli, ma i registri consolari avevano rilasciato solo 91 certificati che attestavano il rispetto delle condizioni richieste. La cifra rappresenta circa il 0,3% dei fascicoli esaminati, una percentuale che riflette le difficoltà di verifica quando mancano appena cinque settimane alla celebrazione delle elezioni.

La Corte considera particolarmente preoccupante che non sia ancora stata consegnata la lista completa degli interessati, poiché tale informazione è necessaria per garantire la corretta elaborazione del censimento elettorale e comunicare ai cittadini qual è la loro situazione.

La Corte Suprema mette in discussione il ritardo del Governo di fronte al 29N

I magistrati esprimono il loro malcontento per la mancanza di progressi dopo più di un mese di richieste. Secondo quanto riporta El Mundo, il tribunale considera incomprensibile che l'Amministrazione non abbia ancora identificato le 163.020 persone interessate, soprattutto perché i loro dati sono già stati utilizzati per trattare i corrispondenti fascicoli di nazionalità.

La Corte ricorda che è stata la stessa Avvocatura dello Stato a fornire il numero esatto di cittadini inclusi in questo caso. Pertanto, mette in discussione che l'Esecutivo disponga della cifra globale, ma non abbia trasmesso l'identificazione individuale degli elettori.

Inoltre, la Corte Suprema ha ordinato all'Ufficio del Censimento Elettorale di informare espressamente gli spagnoli residenti all'estero interessati che la loro iscrizione nel CERA non garantisce da sola che possano votare il 29 novembre.

In questi casi, i cittadini dovranno disporre della certificazione consolare che attesti che soddisfano i requisiti stabiliti dalle misure cautelari. La situazione introduce un elemento di incertezza per migliaia di persone che hanno acquisito la nazionalità spagnola tramite la Legge sulla Memoria Democratica.

Bolaños e Albares difendono che stanno lavorando per rispettare l'ordine

Dal Governo sostengono che la raccolta dei dati richiesti è un compito complesso, a causa dell'elevato numero di fascicoli e della necessità di coordinare le informazioni dei registri civili e dei consolati spagnoli all'estero.

Dopo aver appreso il nuovo requisito, Félix Bolaños ha assicurato che il suo dipartimento aveva già trasmesso il 15 ottobre scorso all'Ufficio del Censo Elettorale tutta la documentazione e i nomi di cui disponeva, provenienti dai registri civili digitalizzati.

Il ministro ha anche difeso che l'Esecutivo sta facendo da settimane tutti gli sforzi possibili per soddisfare le richieste giudiziarie e ha annunciato che gli Esteri ribadirebbero le istruzioni ai consolati per cercare di completare le informazioni entro il nuovo termine.

Da parte sua, il dipartimento di José Manuel Albares assicura che sia il Ministero che la rete consolare stanno lavorando sin dal primo requisito della Corte Suprema e che intensificheranno le azioni per rispondere all'ultima risoluzione. La decisione giudiziaria conta, inoltre, con il voto particolare della magistrata Alicia Millán, che aveva già manifestato la sua opposizione alla sospensione cautelare del diritto di voto di questi cittadini.

Con il 28 ottobre come data limite, il Governo affronta ora una nuova richiesta della Corte Suprema in piena precampagna elettorale. Il risultato delle azioni sarà determinante per chiarire la situazione dei migliaia di naturalizzati dalla legge sui nipoti il cui diritto a partecipare alle elezioni generali del 29N rimane condizionato dalle misure giudiziarie.