Il Supremo nega a Puigdemont il materiale del 1-O e sostiene la sua distruzione quasi totale

La Suprema rifiuta di consegnare a Puigdemont il materiale del 1-O, avalla la sua distruzione quasi totale e respinge anche i ricorsi di Junqueras e Romeva.

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La Corte Suprema ha respinto il ricorso presentato dall'ex presidente catalano Carles Puigdemont, in cui reclamava che gli fosse consegnato il materiale sequestrato durante la giornata del referendum illegale del 1 ottobre 2017 in Catalogna, sostenendo il suo "valore storico" e opponendosi alla sua distruzione.

Secondo un'ordinanza a cui ha avuto accesso Europa Press, la Sezione Penale ratifica la sua decisione precedente di autorizzare i Mossos d'Esquadra a procedere alla distruzione degli effetti sequestrati, a condizione che venga conservato, come minimo, un campione rappresentativo di ciascuno di essi.

Puigdemont aveva mostrato il suo rifiuto alla distruzione e richiedeva che, "dato il valore testimoniale, storico e patrimoniale degli effetti sequestrati", gli fossero consegnati in qualità di ex presidente della Generalitat per "riceverli in qualità di depositario, ai fini esclusivi della loro adeguata custodia, conservazione e preservazione, ritenendoli elementi indisociabili di patrimonio storico, istituzionale e memoriale della Catalogna".

La Corte Suprema ha negato questa pretesa ritenendo che "è ovvio l'inammissibilità della consegna degli oggetti sequestrati in questo procedimento" a Puigdemont, poiché "non detiene titolo di proprietà, legittimazione patrimoniale né competenza pubblica per la conservazione di quelli".

Il tribunale aggiunge che "non si ravvisa alcun motivo che possa giustificare la conservazione 'sine die' di questi effetti nei vari magazzini di polizia in cui si trovano che, in ogni caso, porterebbe solo al loro deterioramento progressivo e, con ciò, alla loro perdita definitiva con il passare del tempo".

Allo stesso tempo, l'alto tribunale difende che la distruzione "preserva sufficientemente la possibilità che, in altri procedimenti, sia necessario l'esame del materiale sequestrato, poiché dovranno essere conservati i campioni corrispondenti a questi effetti" e respinge che sia necessario richiedere l'opinione del Tribunale Superiore di Giustizia della Catalogna, ritenendo che il materiale si trovi sotto l'orbita della Corte Suprema.

Nella stessa risoluzione, la Corte Suprema inadmette anche i ricorsi dell'ex vicepresidente catalano Oriol Junqueras e dell'ex consigliere Raül Romeva, i quali si erano anch'essi mostrati contrari all'eliminazione di detto materiale.

I magistrati concludono nell'ordinanza che, "data la natura dei fatti giudicati e dichiarati provati in questa causa speciale e il contenuto della sentenza di condanna emessa in suo tempo, e contrariamente a quanto sostiene il Ministero Pubblico, ciò che è discutibile e persino sorprendente è che si possa affermare l'esistenza nel materiale sequestrato di connotazioni politiche, istituzionali e storiche o un presunto valore testimoniale storico o patrimoniale".

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