La Suprema analizzerà il ricorso del PP per forzare la comparsa di ministri al Senato in agosto

Il Supremo ammette il ricorso del PP per obbligare diversi ministri a comparire al Senato in agosto dopo le loro recenti assenze.

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La Corte Suprema (TS) ha ammesso a procedimento il ricorso contenzioso-amministrativo che il PP ha presentato questo giovedì con l'intenzione che diversi ministri del Governo si presentino al Senato prima dell'inizio di settembre, dopo le recenti assenze di alcuni membri dell'Esecutivo nella Camera Alta.

I 'popolari' hanno scelto di ricorrere alla Giustizia dopo le assenze dei titolari degli Affari Esteri, Interno e Difesa, José Manuel Albares, Fernando Grande Marlaska e Margarita Robles, rispettivamente, alle commissioni corrispondenti del Senato tenutesi la settimana scorsa, dove erano convocati per informare sulla crisi migratoria derivante dall'ingresso massiccio a Ceuta di persone provenienti dal Marocco tra il 30 e il 31 luglio scorsi.

Secondo un'ordinanza di gestione a cui ha avuto accesso Europa Press, la Terza Sezione del Contenzioso-Amministrativo dell'alto tribunale dà per ricevuto il documento del PP, dichiara interposto il ricorso e ordina di trasmetterlo alla Sezione Vacanze, che sarà incaricata di pronunciarsi sulle misure cautelari richieste.

Nella sua domanda, il Gruppo Popolare al Senato chiede alla Corte Suprema di ordinare al Governo "di cessare nella sua condotta di impedire o eludere le comparizioni richieste dal Senato, così come di partecipare alle sessioni "ancora pendenti".

Un giorno di margine per garantire le comparizioni

Inoltre, il PP propone che, entro 24 ore, l'Esecutivo adotti "le decisioni necessarie per consentire le comparizioni degli altri ministri prima della fine di agosto" e che comunichi immediatamente al Senato la disponibilità dei membri del Governo.

Con questa iniziativa, i 'popolari' intendono che l'Esecutivo si astenga "dal condizionare le comparizioni al Senato alla loro sostituzione con comparizioni promosse dallo stesso Esecutivo davanti al Congresso".

Nel ricorso, il PP sostiene che il Governo non è autorizzato a decidere in modo unilaterale davanti a quale delle Camere delle Corti Generali rendere conto, e sottolinea che comparire volontariamente al Congresso non può "sostituire né annullare" una richiesta di comparizione presentata in modo regolamentare dal Senato.

Il partito argomenta che la Camera Alta dispone di piena autonomia per esercitare le sue funzioni di controllo parlamentare e che il Congresso non può "monopolizzare" le comparizioni dei membri dell'Esecutivo.

Secondo i 'popolari', il rifiuto del Governo di recarsi al Senato viola i diritti fondamentali dei senatori impedendo l'esercizio effettivo del lavoro di controllo sull'Esecutivo.