La Corte Provinciale di A Coruña ha fissato un'indennità di 329.646 euro per una vicina di Carballo (A Coruña) che nell'ottobre del 2022 ha tentato di porre fine alla vita del suo ex-marito. L'accusata ha accettato una pena di quattro anni di prigione, sebbene abbia mantenuto la sua opposizione all'ammontare della responsabilità civile.
Secondo la risoluzione, la donna ha accelerato con la sua auto, "agendo con manifesto intento di porre fine alla vita della vittima", e ha investito con forza un portone, "il che ha provocato che cadesse sul corpo del suo ex-partner, che in quel momento si trovava all'interno mentre cercava di chiuderlo".
La Corte dettaglia che la processata ha ammesso i fatti e ha acconsentito a una condanna di quattro anni di carcere, oltre al pagamento di multe che ammontano a 2.280 euro, per un reato di tentato omicidio, un altro reato continuato di danni e un reato lieve di lesioni. Nella tentata omicidio è stata applicata l'aggravante di parentela e, per tutti i reati, l'attenuante qualificata di alterazione psichica.
Nel verdetto si riporta che la donna si è recata all'abitazione del suo ex-partner, ha causato danni a diversi veicoli e a un portone, ha accelerato l'auto con l'intenzione di ucciderlo e gli ha provocato lesioni di grande entità, oltre a danni lievi a un altro membro della famiglia. Tuttavia, ha contestato la responsabilità civile, mentre l'assicuratore ha messo in dubbio che il sinistro fosse coperto per il suo carattere doloso.
Infine, la Corte condanna l'accusata a indennizzare il suo ex-marito con 311.563 euro per giorni di incapacità, interventi chirurgici, postumi, danno morale, lucro cessante e danni al suo veicolo, oltre a pagare 2.783 euro alle altre due persone danneggiate e 15.299 euro al Servizio Galego de Saúde per le spese mediche generate.
Il tribunale dichiara, inoltre, che la compagnia assicurativa risponde in modo diretto di tutte queste somme, applicando l'articolo 20 della Legge sul Contratto di Assicurazione, con gli interessi legali corrispondenti e sottraendo le somme già versate.
Per quantificare i danni personali, i magistrati danno prevalenza alla relazione peritale forense rispetto a quella presentata dall'assicuratore al momento di fissare i giorni di guarigione, le conseguenze e il danno per perdita di qualità della vita. Rifiutano, tuttavia, di applicare l'incremento del 20% per produzione dolosa, considerando che "l'influenza degli elementi patologici che presenta la condannata ha avuto influenza sui fatti", e riconoscono anche le indennità per i danni materiali.
Contro questa sentenza è possibile presentare ricorso di appello davanti alla Sezione Civile e Penale del TSXG.