Il Governo raccomanda di rimanere all'interno e di indossare la mascherina all'esterno a causa del calo della qualità dell'aria per il fumo.

Il fumo dei grandi incendi che colpiscono la Sierra Oeste di Madrid e parte di Ávila ha portato le autorità sanitarie a chiedere alla popolazione di ridurre al massimo l'esposizione, rimanere in interni con porte e finestre chiuse e utilizzare mascherine FFP2 o FFP3 se deve uscire.

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La principale misura per proteggersi dal fumo degli incendi boschivi è rimanere a casa o in uno spazio chiuso ogni volta che è possibile, con porte e finestre chiuse per evitare l'ingresso di particelle provenienti dalla combustione. La raccomandazione acquista particolare importanza nelle zone più vicine agli incendi, ma anche nei comuni situati a chilometri dal fronte dove l'odore di bruciato, la presenza di ceneri o il cielo oscurato indicano che il fumo è arrivato fino alla popolazione.

Gli specialisti ricordano che il rischio non è solo nelle fiamme. Il fumo contiene particelle molto piccole capaci di penetrare nelle vie respiratorie e raggiungere zone profonde dei polmoni, per cui è opportuno ridurre l'esposizione anche quando non esista una minaccia diretta del fuoco sulle abitazioni. In nessun caso si raccomanda di fare sport o attività fisica all'aperto nelle zone colpite, poiché lo sforzo aumenta la quantità di aria inalata e, con essa, l'ingresso di particelle nell'organismo.

Aria condizionata in modalità ricircolo

Dentro casa, una delle linee guida più importanti è utilizzare l'aria condizionata, se disponibile, in modalità ricircolo o riciclato, affinché l'apparecchio prenda l'aria dall'interno dell'abitazione e non la catturi dall'esterno. Questa misura aiuta a evitare che il fumo continui a entrare in spazi chiusi quando la qualità dell'aria esterna è scarsa.

È anche opportuno evitare attività che peggiorino l'aria interna, come fumare, accendere candele, usare camini o generare polvere. Se entrano ceneri nell'abitazione, è consigliabile rimuoverle con panni umidi e non spazzare a secco, perché facendo ciò le particelle possono tornare a rimanere sospese nell'aria.

Mascherina FFP2 o FFP3 se bisogna uscire

Se uscire per strada risulta imprescindibile, gli esperti raccomandano di utilizzare mascherine FFP2 o FFP3, specialmente nel caso di persone vulnerabili. Le mascherine chirurgiche, i fazzoletti o le sciarpe non offrono una protezione adeguata contro le particelle fini del fumo, anche se una chirurgica potrebbe apportare un beneficio limitato se ci sono ceneri visibili e non si dispone di un'altra protezione.

La raccomandazione colpisce in modo speciale persone anziane, bambini piccoli, donne in gravidanza, pazienti con malattie respiratorie, persone con problemi cardiovascolari e lavoratori che devono rimanere all'aperto. In questi casi, l'esposizione deve essere limitata al minimo possibile, perché il fumo può aggravare patologie preesistenti o scatenare sintomi anche con brevi periodi di contatto.

Quando chiamare le emergenze

Le autorità sanitarie consigliano di chiedere aiuto medico se compaiono difficoltà a respirare, dolore al petto o tosse persistente, sintomi che possono indicare che il fumo sta influenzando le vie respiratorie o aggravando una malattia preesistente. Devono anche essere monitorati segnali come intensa sensazione di mancanza d'aria, vertigini, debolezza, peggioramento dell'asma, aumento della tosse o malessere che non migliora allontanandosi dal fumo.

Il fumo può provocare infiammazione delle vie respiratorie e ostacolare l'ossigenazione, il che rappresenta un rischio maggiore per coloro che già soffrono di malattie croniche di tipo respiratorio o cardiovascolare. In caso di dubbio, è preferibile contattare i servizi sanitari per ricevere indicazioni e evitare spostamenti non necessari verso centri medici se la situazione può essere risolta con indicazioni del personale di emergenza.

Ansia e sensazione di mancanza d'aria

Gli esperti avvertono anche che un'emergenza di questo tipo può provocare episodi di ansia, specialmente in persone evacuate, confinate o esposte per ore a incertezze, fumo e paura per l'evoluzione del fuoco. Un'ansia severa può generare sensazione di mancanza d'aria o dolore toracico, sintomi che possono essere confusi con un problema respiratorio o cardiaco.

Per questo motivo, i servizi di emergenza raccomandano di spiegare bene la situazione al momento della chiamata, indicare se c'è esposizione al fumo, anamnesi medica, dolore al petto, tosse, febbre, vertigini o reale difficoltà a respirare, e seguire le istruzioni del personale sanitario. L'obiettivo è distinguere tra una crisi d'ansia e una patologia respiratoria o cardiovascolare che richieda attenzione urgente.

Idratazione e caldo: due fattori da monitorare

In un episodio di fumo coincidente con temperature elevate, è importante bere acqua frequentemente anche se non si ha sete, evitare l'alcol e non fare pasti abbondanti. La disidratazione può peggiorare la sensazione di fatica, debolezza o vertigini, e il caldo aumenta lo sforzo dell'organismo in una situazione già complicata dalla cattiva qualità dell'aria.

La combinazione di fumo e alte temperature è particolarmente delicata per anziani, neonati, donne in gravidanza e persone con malattie croniche. Nelle abitazioni senza una buona climatizzazione, è opportuno cercare spazi interni più freschi e sicuri, sempre che lo spostamento possa avvenire senza esporsi in modo prolungato al fumo.

Perché il fumo può essere pericoloso

La Società Spagnola di Pneumologia e Chirurgia Toracica avverte che le particelle del fumo possono raggiungere le zone più profonde dei polmoni e peggiorare le malattie respiratorie e cardiovascolari. Anche se chiunque può notare irritazione alla gola, agli occhi, al naso o tosse, il rischio aumenta per chi ha asma, BPCO, cardiopatie o altre malattie pregresse.

Il fumo degli incendi boschivi non è solo un fastidio ambientale. Può includere particelle fini, gas e composti irritanti generati dalla combustione di vegetazione, abitazioni, materiali agricoli, veicoli o altre strutture colpite dal fuoco. Per questo, le raccomandazioni sanitarie insistono nel limitare l'esposizione prima che compaiano sintomi.

Cosa devono fare i gruppi vulnerabili

I gruppi vulnerabili devono estremizzare la prudenza ed evitare di uscire all'esterno se non è imprescindibile. Nel caso di bambini piccoli, è opportuno tenerli dentro casa, ridurre l'attività fisica, monitorare se compaiono tosse, irritabilità, difficoltà a respirare o stanchezza insolita, e consultare professionisti se i sintomi persistono.

Le donne in gravidanza, le persone anziane e coloro che soffrono di malattie respiratorie o cardiache devono seguire da vicino le indicazioni ufficiali, avere a portata di mano la loro medicazione abituale e non aspettare che i sintomi si aggravino per chiedere orientamento sanitario. Se una persona utilizza inalatori, ossigeno domiciliare o altri trattamenti, deve tenerli accessibili e seguire le indicazioni fornite dal proprio medico.

Consultare la qualità dell'aria e seguire fonti ufficiali

Oltre alle raccomandazioni generali, è opportuno consultare l'Indice di Qualità dell'Aria e gli avvisi diffusi dalle comunità autonome, dai comuni, dai servizi di emergenza e dalle autorità sanitarie. La situazione può cambiare in poche ore a causa del vento, dell'intensità dell'incendio o dell'arrivo di nuove colonne di fumo, in modo che le linee guida su ventilazione, attività all'aperto o confinamento possono variare durante la giornata.

La popolazione deve seguire unicamente canali ufficiali come 112, Protezione Civile, servizi sanitari, comuni e amministrazioni competenti. Di fronte alla presenza di fumo, la regola di base è chiara: rimanere all'interno, chiudere porte e finestre, usare FFP2 o FFP3 se si deve uscire e chiamare le emergenze se si fa fatica a respirare, appare dolore al petto o la tosse persiste.

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