Il Parlamento Vasco ha richiesto questo venerdì l'adozione di misure urgenti per proteggere la vita del prigioniero politico saharawi Ennaâma Asfari, in sciopero della fame da più di un mese in una prigione del Marocco. Con questa protesta, denuncia le condizioni in cui si trova recluso e le "continuate" violazioni dei suoi diritti fondamentali, secondo quanto ha segnalato la camera autonoma in una nota pubblica.
Difensore saharawi dei diritti umani e membro del Collettivo di Difensori Saharawi dei Diritti Umani (CODESA), Asfari rimane incarcerato in relazione al noto caso Gdeim Izik, dopo essere stato condannato a trenta anni di prigione.
La prolungazione dello sciopero della fame ha deteriorato in modo grave il suo stato di salute, fino a collocarlo in una "situazione di particolare vulnerabilità" e suscitare un serio timore per la sua vita.
Di fronte a questa situazione, l'Intergruppo parlamentare Pace e libertà per il popolo saharawi ha richiesto alle autorità marocchine di garantire "in modo immediato la protezione della vita, dell'integrità fisica e morale di Asfari", così come condizioni di detenzione conformi agli standard internazionali in materia di diritti umani.
Allo stesso modo, il Parlamento ha esortato a garantire il rispetto "effettivo" delle risoluzioni e raccomandazioni emesse dagli organi delle Nazioni Unite sul caso del prigioniero politico saharawi, inclusi gli interventi necessari per riparare le violazioni accertate e prevenire che si ripetano.
L'istituzione ha sottolineato che il Comitato contro la Tortura delle Nazioni Unite ha già analizzato la situazione di Asfari e ha concluso che il Marocco ha commesso violazioni della Convenzione contro la Tortura. Inoltre, ha ricordato che diversi meccanismi dell'ONU hanno manifestato la loro preoccupazione per le condizioni di detenzione dell'attivista saharawi.
Il Parlamento Vasco ha sottolineato che la difesa pacifica dei diritti umani "non può essere oggetto di persecuzione né di punizione" e che gli Stati hanno l'obbligo di proteggere coloro che cooperano con gli organismi internazionali e esercitano in modo legittimo i loro diritti fondamentali.
Per questo, la camera autonoma ha chiesto al Governo spagnolo, alle istituzioni europee e all'insieme della comunità internazionale di mantenere un "monitoraggio permanente sulla situazione dei diritti umani nel Sahara Occidentale" e di rafforzare le iniziative diplomatiche necessarie per garantire il rispetto dei diritti fondamentali del popolo saharawi.