Sondaggio crisi di Ceuta: l'82% supporta la militarizzazione della frontiera con il Marocco e il 72% degli elettori del PSOE lo chiede anche, secondo Sigma Dos

L'indagine di Sigma Dos per El Mundo colloca all'82,4% il sostegno a militarizzare di nuovo il confine di Ceuta dopo la crisi migratoria. La misura è sostenuta dal 97,5% degli elettori del PP, dal 99,7% di quelli di Vox e dal 72,5% dei socialisti, mentre Sumar è l'unico grande elettorato dove predomina il rifiuto.

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La militarizzazione della frontiera di Ceuta è diventata la misura con il maggiore sostegno sociale dopo la crisi migratoria aperta nella città autonoma.

Secondo il sondaggio di Sigma Dos per El Mundo, l'82,4% degli spagnoli crede che la Spagna dovrebbe militarizzare di nuovo la frontiera, contro il 17,6% che rifiuta questa opzione. Il sostegno è praticamente unanime tra gli elettori di PP e Vox, ma raggiunge anche una vasta maggioranza dell'elettorato socialista.

Il 97,5% di coloro che hanno votato per il PP e il 99,7% degli elettori di Vox difendono questa misura. Tra gli elettori del PSOE, il sostegno arriva al 72,5%. Sumar è l'unico grande elettorato dove prevale il rifiuto: il 55,5% si oppone, anche se un 44,5% sostiene anche la militarizzazione della frontiera.

Un sostegno trasversale alla militarizzazione della frontiera

Il dato principale del sondaggio è l'ampiezza del sostegno a una risposta più dura alla frontiera sud.

Non si tratta solo di una posizione dell'elettorato conservatore. La militarizzazione appare sostenuta da più di otto spagnoli su dieci e da quasi tre elettori socialisti su quattro.

La differenza per sesso è piccola: la sostengono l'81% degli uomini e l'83,7% delle donne. La misura, quindi, non si concentra su un profilo demografico specifico, ma attraversa quasi tutto il panorama politico e sociale.

L'eccezione più chiara è Sumar. Tra i suoi elettori, il 44,5% sostiene la militarizzazione della frontiera e il 55,5% si oppone.

Il 47,6% vede la pressione del Marocco come causa principale

Il sondaggio chiede anche il motivo principale della crisi avvenuta a Ceuta.

La risposta più indicata è la pressione del Marocco, con il 47,6% delle risposte. Seguono la regolarizzazione dei migranti in Spagna, con il 18,4%, e la politica migratoria del Governo, con il 16,5%.

Solo il 6,2% considera che le mafie di tratta di persone siano il principale motivo della crisi.

Questo dato è particolarmente rilevante perché mette in discussione la spiegazione incentrata sulle mafie e colloca il Marocco come l'attore più menzionato dagli intervistati.

Gli elettori del PSOE e Sumar sono quelli che più indicano il Marocco

L'attribuzione di responsabilità al Marocco è maggioritaria tra gli elettori socialisti.

Il 61,9% di coloro che hanno votato per il PSOE crede che la principale causa della crisi sia stata la pressione del governo marocchino. Tra gli elettori di Sumar, quella percentuale sale fino al 75,7%.

Alla destra, la lettura è più divisa. Tra gli elettori del PP, il 35,1% indica il Marocco, il 27,4% incolpa la politica migratoria del Governo e il 26,1% punta alla regolarizzazione dei migranti.

Tra gli elettori di Vox, l'opzione più menzionata è la regolarizzazione dei migranti, con il 33,8%. Il 28,9% incolpa la politica migratoria del Governo e il 28,2% indica il Marocco.

La fotografia è suggestiva: la tesi della pressione marocchina ha più sostegno nell'elettorato del PSOE e di Sumar che in quello del PP e di Vox.

Solo il 6,2% incolpa principalmente le mafie

Il dato sulle mafie è uno dei più delicati del sondaggio.

Solo il 6,2% degli intervistati crede che le mafie di tratta di persone siano state il principale motivo della crisi di Ceuta.

Questa percentuale è bassa in tutti gli elettorati: 3,6% tra gli elettori del PP, 9,9% tra i socialisti, 2,1% tra gli elettori di Vox e 3,5% tra gli elettori di Sumar.

Il sondaggio non nega l'esistenza di reti o dinamiche organizzate, ma mostra che l'opinione pubblica non le identifica come il fattore principale. In parallelo, El País ha pubblicato che l'assalto massiccio a Ceuta è stato descritto come un'operazione organizzata e non come un movimento spontaneo, secondo un'analisi della mobilitazione digitale precedente.

Il 68,7% crede che siano stati ignorati avvisi dei servizi di informazione

Un altro dato di forte impatto politico è la percezione sugli avvisi precedenti.

Il 68,7% degli intervistati crede che il Governo abbia ignorato avvertimenti dei servizi di informazione su ciò che poteva accadere a Ceuta. Il 31,3% non lo crede.

Qui sì appare una divisione molto più chiara per ricordo di voto.

Tra gli elettori del PP, il 97,3% crede che siano stati ignorati avvisi. Tra quelli di Vox, la percentuale arriva al 99,6%.

Al contrario, la maggior parte degli elettori del PSOE e di Sumar non condivide questa idea. Il 61,5% dei socialisti e il 74,1% degli elettori di Sumar credono che non siano stati ignorati quegli avvertimenti.

La gestione del Governo, sospesa

Il sondaggio chiede anche di valutare l'operato di diversi attori durante la crisi.

La società ceutina è la meglio valutata, con un 7 su 10. Il Governo di Ceuta ottiene un 5,5 e approva anche.

Il Ministero della Difesa riceve un 3,6; i paesi dell'Unione Europea, un 3,4; l'Unione Europea, un altro 3,4; il PP, un 3,3; il Governo di Spagna, un 3,1; Vox, un 3; e il Ministero dell'Interno, un 2,8.

Il Governo del Marocco si colloca all'ultimo posto, con una valutazione di 0,8.

Il dato rafforza l'idea che la crisi sia percepita come un fallimento condiviso, ma con maggiore punizione verso il Marocco, l'Interno e l'Esecutivo centrale.

Il 64% rifiuta di ricollocare i minori non accompagnati nella Penisola

Il sondaggio affronta anche cosa fare con i minori migranti non accompagnati che rimangono a Ceuta.

Il 64% si mostra poco o per niente d'accordo nel ricollocarli nella Penisola. Il 30,1% è invece totalmente o abbastanza d'accordo, e il 5,8% non sa o non risponde.

La divisione per blocchi torna ad essere chiara.

Tra gli elettori del PP, il rifiuto raggiunge l'83,4%. Tra quelli di Vox, il 92,8%. In Sumar accade il contrario: il 65,6% è totalmente o abbastanza d'accordo con la ricollocazione.

L'elettorato socialista appare praticamente diviso in due. E il 47,2% è d'accordo nel ricollocare i minori nella Penisola e il 45,4% si oppone.

Il 63,6% applicherebbe le stesse norme a minori e adulti

Il sondaggio chiede anche se dovrebbero applicarsi le stesse norme ai minori non accompagnati che agli adulti in circostanze come la crisi di Ceuta.

Il 63,6% risponde di sì. Il 36,4% risponde di no.

Tra gli elettori del PP, il sostegno a questa idea arriva al 79,2%. Tra quelli di Vox, all'88,7%. Nel PSOE, il 48,8% è a favore e il 51,2% è contro. In Sumar, la maggioranza rifiuta di equiparare minori e adulti: il 67,6% dice che non dovrebbero applicarsi le stesse norme.

Questo punto è uno dei più sensibili del sondaggio, perché entra in tensione con il quadro legale specifico di protezione dell'infanzia.

Il 59,5% sospenderebbe la libera circolazione se accadesse in un altro paese dell'UE

Il sondaggio pone anche uno scenario europeo: cosa dovrebbe fare la Spagna se una situazione simile accadesse in un altro paese dell'Unione Europea.

Il 59,5% afferma che sarebbe d'accordo nel sospendere la libera circolazione di persone con quel paese. Il 40,5% si oppone.

Il sostegno è molto alto tra gli elettori del PP, con l'82,3%, e di Vox, con il 92,3%.

Nel PSOE e in Sumar prevale il rifiuto. Il 62,6% degli elettori socialisti e l'86,9% di quelli di Sumar si oppongono a sospendere la libera circolazione.

Ceuta e Melilla non si vedono minacciate a breve termine

Nonostante la preoccupazione per la crisi, la maggioranza non crede che Ceuta e Melilla diventeranno parte del Marocco.

Il 62,9% considera che ciò non accadrà mai. Il 14,4% crede che potrebbe succedere nei prossimi 10 anni e il 9,3% nei prossimi cinque.

La fiducia che Ceuta e Melilla continueranno a essere spagnole è maggioritaria in tutti i grandi elettorati: 59,6% tra gli elettori del PP, 70,6% tra quelli del PSOE, 56,6% tra quelli di Vox e 82,8% tra quelli di Sumar.