La segretaria generale del PSPV e ministra della Scienza, Innovazione e Università, Diana Morant, ha ribadito che i socialisti valenciani non sosterranno né parteciperanno alle "concentrazioni di PP e di Vox" previste per questo mercoledì in relazione alla situazione di Ceuta, emersa dopo l'ingresso massiccio di migranti registrato lo scorso mese di luglio. A suo avviso, queste convocazioni non hanno come obiettivo principale esprimere solidarietà con la città autonoma.
In dichiarazioni ai media questo lunedì a Les Corts, Morant ha sottolineato che il PSPV non ha "esortato nessuno" a smettere di partecipare a tali proteste, e ha invitato entrambe le formazioni ad assumere la loro organizzazione se desiderano portarle avanti. "Se il PP e Vox vogliono fare una concentrazione, allora convocano la concentrazione", ha affermato.
La dirigente socialista ha insistito sul fatto che, "se sono concentrazioni del PP e di Vox, allora le convocano. Perché convocare una concentrazione significa farsi carico di ciò che accade in quella concentrazione", ha sottolineato, avvertendo che in questo tipo di atti tendono ad apparire "bandiere incostituzionali e franchiste". "Siamo così abituati a questo tipo di concentrazioni e sono venuti a vandalizzare le sedi del Partito Socialista", ha aggiunto.
Perciò, ha ritenuto coerente che il PSPV non vada a "sostenere né partecipare a concentrazioni di PP e di Vox che, certamente, non credo abbiano come finalità mostrare solidarietà con ciò che sta accadendo a Ceuta". Inoltre, ha rimandato alle spiegazioni fornite dal presidente del Governo, Pedro Sánchez, in un'intervista radiofonica trasmessa questo stesso lunedì.
Morant ha sottolineato altresì che "ciò che sta accadendo a Ceuta è stata chiaramente un'invasione del territorio spagnolo", sebbene abbia rimarcato che, in questo momento, "ciò che resta lì è una crisi umanitaria alla quale bisogna rispondere per poi rispondere adeguatamente con la legge sia per le minorenni che per i minorenni".
Messaggio a Pérez Llorca e difesa dell'accoglienza
In questo contesto, la responsabile del PSPV ha lanciato "un messaggio" al 'president' della Generalitat, Juanfran Pérez Llorca: "La Comunitat Valenciana è solidale, non è razzista come lo è lui. E così come abbiamo accolto gli ucraini, dovremo accogliere, perché inoltre così dice la legge e così pensa la maggioranza della società valenciana, i bambini di 7, 8, 9, 10 anni che ci sono a Ceuta, se è il criterio di distribuzione per la penisola. Perché lo dice una legge, ma soprattutto una legge che è al di sopra di tutti, che è quella umanitaria".
Morant ha riflettuto anche sulla situazione dei minori migranti: "chiunque di noi potrebbe essere quel bambino o quella bambina di 8 anni". "Potrebbe essere toccato a chiunque, anche a Pérez Llorca, anche alle sue figlie, è una lotteria e davanti a tutto deve esserci la protezione dei bambini e delle bambine", ha concluso.
Critiche precedenti del PP in Les Corts
Prima delle dichiarazioni di Morant, il sindaco del PP in Les Corts, Nando Pastor, aveva diffuso un video in cui chiedeva "pubblicamente" alla ministra "se lei e i socialisti valenciani scelgono di difendere Sánchez o se si mettono dalla parte dei valenciani e del complesso degli spagnoli mostrando il loro fermo sostegno a Ceuta". Si interrogava anche "o al contrario, continueranno a seguire il dettato inquisitore di --Rebeca-- Torró come segretaria di Organizzazione del PSOE di Pedro Sánchez".