Il ministro per la Trasformazione Digitale e della Funzione Pubblica, Óscar López, ha comunicato questo lunedì che il suo Dipartimento ha risolto i bandi di Rete IA e Rete IA Salute, con una dotazione globale di 180 milioni di euro, destinata a sostenere 372 iniziative di intelligenza artificiale (IA).
L'annuncio è avvenuto durante il suo intervento al 40 "Incontro di Economia Digitale e Telecomunicazioni" di Ametic, l'associazione di categoria dell'industria digitale in Spagna, che si svolge in questi giorni a Santander. Il forum riunisce amministrazioni, aziende, università, ordini professionali, agenti sociali e società civile per discutere come armonizzare il progresso tecnologico con il benessere sociale, promuovendo una crescita sostenibile e inclusiva.
"Questi bandi sono solo un esempio della vetrina di successi digitali di questo Governo", ha sottolineato il ministro, che è stato colui che ha reso note a luglio dello scorso anno queste linee di aiuto gestite da Red.es e orientate ad estendere l'uso dell'IA nel tessuto produttivo e nel settore sanitario.
Come ha dettagliato López, nel caso di ReteIA si mobilitano 130 milioni di euro provenienti da fondi Feder, destinati a potenziare lo sviluppo tecnologico e l'innovazione in IA, così come a integrare questa tecnologia nei processi produttivi delle diverse catene del valore.
In totale, 300 progetti imprenditoriali, selezionati tra oltre mille proposte presentate e provenienti da tutte le comunità autonome, accederanno a queste risorse. Grazie a esse potranno avanzare in assistenti intelligenti, gemelli digitali, robotica avanzata, visione artificiale, cybersicurezza o soluzioni di analisi predittiva.
Il titolare della Trasformazione Digitale ha sottolineato che il 70% delle iniziative selezionate appartiene a pmi e ha precisato che le somme concesse oscillano tra i 400.000 euro e i 5 milioni di euro.
In parallelo, la linea ReteIA Salute riserva 50 milioni di euro per 72 progetti orientati a implementare l'IA nel sistema sanitario, coprendo tutte le fasi dell'assistenza: previsione, diagnosi, trattamento e monitoraggio.
Si tratta di proposte che spaziano dalla ricerca clinica, biomedica e farmacologica fino ad azioni legate alla risposta alle emergenze.
López ha sottolineato la rilevanza di questo tipo di strumenti perché "proprio come oggi nessuno avvia un'azienda senza wifi, domani nessuno potrà competere senza IA". "La produttività non cambia solo perché appare una nuova tecnologia. Cambia quando quella nuova tecnologia è utile e si democratizza. E per democratizzare e promuovere un'IA spagnola utile e competitiva, dobbiamo moltiplicare la nostra capacità di calcolo", ha spiegato.
"LA TRASFORMAZIONE DIGITALE SPAGNOLA, UNA STORIA DI SUCCESSO"
Durante il suo intervento al forum di Ametic, il ministro ha difeso che "la trasformazione digitale spagnola è una storia di successo condiviso" e ha ribadito che "l'IA è un capitolo stellare in questa storia" grazie al Piano di Recupero, Trasformazione e Resilienza e alla collaborazione pubblico-privata.
López ha ripercorso i "principali traguardi e progressi" di questo processo, come essere stato il primo paese europeo a creare un'Agenzia di Supervisione dell'IA (l'Aesia); posizionarsi come quinto mercato europeo in investimenti privati in startup di IA; occupare il sesto posto mondiale nell'adozione di IA generativa; o figurare come settimo paese al mondo nel progresso dell'IA, secondo l'Università di Stanford.
"La Spagna ha una base di IA solida per continuare a costruire un'economia digitale imbattibile", ha affermato il ministro, che considera che già "non è questione di IA sì o IA no, ma quale IA" e che "il Governo lo ha chiarissimo".
"Vogliamo un'IA umanista che serva per modernizzare i servizi pubblici, aumentare la competitività privata, garantire la sicurezza e proteggere i diritti dei cittadini".
"La Spagna sta realizzando quella buona IA", ha sottolineato, prima di ricordare lo sforzo di investimento dell'Esecutivo attraverso la Strategia Nazionale di IA, avviata nel 2020 e rafforzata nel 2024, che somma oltre 1.500 milioni di euro di finanziamento.
Questo sostegno economico ha reso possibile implementare misure, risorse e progetti come la Legge sul Buon Uso e Governance dell'IA; il divieto in Europa dei 'deepfake' sessuali; la coalizione internazionale per la protezione dei minori all'ONU promossa da questo Governo; la creazione di numerose cattedre di IA, Cybersecurity e Chip nelle università spagnole; l'impulso di cicli di FP in IA; lo sviluppo di modelli di linguaggio aperti e sovrani come ALIA; l'investimento in compagnie nazionali all'avanguardia come Multiverse, Sherpa AI, Submer, SENSIA o Universal DX; o il supporto a pmi e autonomi nella loro digitalizzazione attraverso i programmi Kit Digital e Kit Consulting.
Nel suo discorso, il ministro ha ribadito che l'obiettivo del Governo è che la Spagna sia non solo leader, ma "riferimento" e che questo "significa anticipare gli eventi".
In questa direzione, ha indicato che l'Esecutivo sta lavorando alla definizione del modello di centri di dati attraverso un Real Decreto che stabilirà requisiti di sostenibilità energetica e ambientale, resilienza e sovranità digitale.
"Vogliamo più centri di dati, certo, ma vogliamo i migliori centri di dati, quelli che sono sostenibili, efficienti e sovrani".
López ha difeso che si tratta di "un'iniziativa coerente e pertinente". "È il momento di decidere se vogliamo una bolla digitale o un'infrastruttura seria, sovrana e sostenibile", ha aggiunto, ricordando che paesi come gli Stati Uniti o i Paesi Bassi hanno già adottato misure per ordinare queste installazioni.
"Questo non è un moratoria ai centri di dati, è ordinare il nostro modello. Tutti i progetti sono benvenuti, ma con ordine e qualità. Lo sviluppo ordinato non è un freno, ma un marchio di distinzione per l'economia digitale spagnola", ha assicurato, per concludere che "la Spagna fa un giro verso i centri di dati verdi" e che questa scommessa sarà azzeccata.