L'Ibex 35 cede i 19.800 punti a metà seduta gravato dal petrolio a 95 dollari

L'Ibex 35 cede i 19.800 punti in una sessione segnata dalla tensione in Oriente Medio e il petrolio Brent che si avvicina ai 95 dollari.

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Il Ibex 35 della Borsa di Madrid registrava a metà seduta di questo mercoledì un calo dello 0,25%, il che significava perdere la soglia dei 19.800 punti che martedì era riuscito a mantenere nonostante si fosse conclusa la giornata con un ribasso dello 0,75%.

In particolare, il principale indicatore spagnolo si collocava a 19.773,5 punti alle 12.00, in una seduta condizionata dallo scambio di attacchi tra Stati Uniti (EEUU) e Iran in Medio Oriente, un episodio che ha spinto il prezzo del petrolio in Europa fino a 95 dollari al barile.

Nel contesto dell'offensiva economica degli EEUU contro l'Iran, la Guardia Rivoluzionaria del paese centroasiatico ha confermato questo martedì una serie di attacchi contro posizioni statunitensi nella regione, in risposta ai recenti bombardamenti dell'esercito americano in diverse aree del paese, principalmente in zone vicine allo stretto di Hormuz.

Come risultato dell'offensiva di Washington, il numero di morti nella Repubblica Islamica è aumentato a 18, secondo quanto hanno segnalato le autorità, che hanno precisato che tra le vittime ci sono quattro partecipanti a un matrimonio nella città di Kohstak, nel sud del paese.

Da parte sua, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ribadito che Washington mantiene un controllo "quasi totale" dello stretto di Hormuz e ha assicurato che gli importa "completamente" se Teheran firma un accordo che, a suo avviso, "per loro non vale nulla".

"Mi piace molto di più la nostra posizione attuale, con un controllo quasi totale dello stretto di Hormuz e la loro economia in pieno collasso. Stanno semplicemente vivendo l'inevitabile", ha sottolineato l'inquilino della Casa Bianca in un messaggio diffuso sui social media.

Nonostante le affermazioni di Trump, le autorità iraniane hanno assicurato che nelle ultime ore due navi sono state danneggiate da mine mentre cercavano di attraversare lo stretto di Hormuz, mentre hanno ribadito i loro avvertimenti sul traffico marittimo in questo enclave strategico.

In parallelo, Israele ha effettuato questo mercoledì nuovi attacchi aerei sul sud del Libano, che ha presentato come rappresaglia per il lancio di due droni da parte del partito-milizia sciita Hezbollah contro le sue truppe schierate nella zona, senza che per il momento siano state comunicate vittime, nonostante il cessate il fuoco concordato tra i governi libanese e israeliano.

Il Brent sfiora i 95 dollari e il WTI supera i 90

In mezzo a questo aumento della tensione in Medio Oriente, il prezzo del petrolio Brent, riferimento per l'Europa, avanzava dello 0,25% a metà seduta delle piazze europee, fino a 94,8 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate (WTI), riferimento negli Stati Uniti, aumentava leggermente (+0,1%), fino a 90,3 dollari al barile.

In ambito aziendale, Cirsa e il gruppo italiano Lottomatica hanno firmato un accordo vincolante per intraprendere una fusione transfrontaliera intracomunitaria, mediante la quale Cirsa sarà assorbita da Lottomatica, creando un gigante mondiale del gioco e delle scommesse sportive, con un volume d'affari congiunto di 34.000 milioni di euro. In questo contesto, i titoli di Cirsa sono schizzati in alto di oltre il 18% in Borsa alle 12.00.

In ambito macroeconomico, la Spagna ha diffuso questo mercoledì i dati sulla disoccupazione e sull'affiliazione alla Sicurezza Sociale relativi ad agosto. La disoccupazione è aumentata di 44.419 persone rispetto a luglio (+1,92%), il suo maggiore incremento in un mese di agosto dal 2019, mentre l'affiliazione media è diminuita di poco più di 162.000 iscritti, il minore calo per questo mese dal 2021, grazie al fatto che il processo di regolarizzazione degli immigrati ha attenuato la consueta distruzione di posti di lavoro estivi.

In questo scenario, a metà seduta nella Borsa di Madrid, i progressi più significativi all'interno dell'Ibex 35 erano quelli di Amadeus (+1,03%), Caixabank (+0,99%), Sabadell (+0,44%), Santander (+0,38%) e BBVA (+0,36%). Dall'altro lato delle perdite, le correzioni più marcate erano quelle di Indra (-2,86%), Solaria (-2,68%), Acciona Energia (-2,25%), ArcelorMittal (-1,85%) e Acerinox (-1,75%).

Allo stesso tempo, le principali piazze europee si muovevano in negativo. Il Dax 30 tedesco scendeva dello 0,81% a mezzogiorno; il CAC 40 francese, dello 0,63%; il FTSE 100 di Londra, dello 0,56%; e il Mib italiano, dello 0,5%.

Nel mercato dei cambi, l'euro si manteneva praticamente stabile rispetto al dollaro, scambiandosi nei mercati a 1,1571 "biglietti verdi", mentre nel mercato del debito, il rendimento del bond spagnolo a dieci anni risaliva fino al 3,843%.

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