L'investimento immobiliare in Europa sale a 53.000 milioni nel secondo trimestre, un 6% in più, secondo Savills

L'investimento immobiliare in Europa sale a 53.000 milioni nel secondo trimestre del 2026, con la Spagna e la Svezia tra i mercati più attivi.

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L'investimento immobiliare in Europa è aumentato fino a 53.000 milioni di euro nel secondo trimestre del 2026, il che rappresenta un aumento anno su anno del 6%, secondo le stime di Savills. La società di consulenza colloca Spagna e Svezia tra i mercati europei più dinamici nella prima metà dell'esercizio, con incrementi del 57% e del 68%, rispettivamente.

In dettaglio, durante i primi sei mesi dell'anno, l'investimento in attivi immobiliari in Spagna ha oscillato intorno ai 12.400 milioni di euro, mentre in Svezia il volume ha raggiunto i 12.800 milioni di euro.

Da Savills fanno notare che la maggior parte degli investitori "continua a puntare su settori difensivi con solidi fondamentali operativi". All'interno di questa strategia, il segmento 'Living' —che include 'multifamily', residenze per studenti e per anziani, oltre a 'senior living'— concentra già quasi il 30% del volume totale destinato all'investimento immobiliare nell'insieme d'Europa.

La società sottolinea anche che le operazioni di portafogli hanno mantenuto "un ruolo di rilievo", sebbene l'attività "sembri essersi moderata" rispetto ai due trimestri precedenti.

Nonostante si percepisca un "sentimento generale di mercato più debole", Savills prevede un incremento nella dimensione media delle transazioni, supportato da vari acquisti emblematici che evidenziano l'interesse sostenuto degli investitori per attivi di carattere eccezionale.

Allo stesso tempo, la compagnia sottolinea che, sebbene il finanziamento continui a essere "facilmente disponibile per attivi immobiliari di alta qualità in Europa", si osserva un "maggiore enfasi" sulla sicurezza dei redditi, la qualità degli attivi e una maggiore disciplina nella fissazione dei prezzi.

Per quanto riguarda la seconda metà del 2026, la previsione di Savills è che i rendimenti rimangano stabili nella maggior parte dei segmenti e delle geografie, mentre la compressione dei 'yields' presumibilmente rimarrà ristretta agli attivi considerati eccezionali.

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