L'indagine che istruisce l'Audiencia Nacional sulla presunta trama articolata attorno a Leire Díez continua a rivelare nuovi legami tra responsabili politici, giornalisti e il digitale Crónica Libre. L'ultima informazione, pubblicata da El Independiente, pone ora l'accento su due ex dirigenti di Podemos che, secondo le chat incorporate all'indagine, collaboravano attivamente nella diffusione dei contenuti del mezzo digitale mentre questo manteneva una intensa campagna contro l'Unità Centrale Operativa (UCO) della Guardia Civil.
Secondo queste informazioni, i messaggi analizzati dagli investigatori corrispondono a un gruppo di WhatsApp denominato "La Compañía", creato nel 2020 dalla direttrice di Crónica Libre, Patricia López. In quel gruppo partecipavano giornalisti, avvocati, poliziotti, il pubblico ministero José Grinda e l'allora vicepresidente terzo del Congresso per Unidas Podemos, Gloria Elizo, insieme a suo marito, Pablo Manuel Fernández, ex gerente del team legale del partito.
L'UCO analizza i messaggi scambiati
Secondo la documentazione conosciuta, gli investigatori sostengono che Gloria Elizo condivideva informazioni su questioni giudiziarie sensibili e contribuiva a diffondere le pubblicazioni di Crónica Libre. Le chat rifletterebbero anche come dallo stesso mezzo si incoraggiassero i dirigenti di Podemos ad amplificare quei contenuti attraverso i loro social media.
Sempre secondo le informazioni pubblicate, alcune conversazioni fanno riferimento a procedimenti come il caso Dina o diverse parti del caso Villarejo, oltre a includere commenti su dibattiti interni della direzione di Podemos.
Il ruolo di Crónica Libre nell'indagine
La rilevanza di questi messaggi non risiede unicamente nella relazione tra dirigenti politici e un mezzo digitale. La Guardia Civil considera che Crónica Libre abbia svolto un ruolo rilevante in una strategia volta a screditare l'operato dell'UCO mentre questa indagava su diverse cause di corruzione che colpivano l'ambiente del PSOE. Questa ipotesi fa parte dell'indagine giudiziaria attualmente aperta.
Tra gli elementi che analizza il sommario figura anche il finanziamento del digitale. L'indagine esamina una fattura di 18.125,50 euro corrispondente a una campagna pubblicitaria legata alle elezioni catalane del 2024. Secondo l'UCO, quel contratto pubblicitario potrebbe avere rilevanza per chiarire il finanziamento del mezzo, aspetto che fa parte delle indagini in corso.
La campagna sulla "UCO patriottica"
Un altro degli aspetti evidenziati dagli investigatori è la diffusione del concetto "UCO patriottica", un'espressione utilizzata in diverse pubblicazioni per mettere in discussione l'imparzialità dell'Unità Centrale Operativa.
I messaggi incorporati nella procedura riflettono conversazioni tra alcuni degli indagati sulla convenienza di estendere quel racconto nei mezzi di comunicazione e nei social media. Per la Guardia Civil, quella strategia mirava a erodere la credibilità degli agenti incaricati delle indagini più sensibili relative a presunti casi di corruzione politica.
Un nuovo fronte nell'indagine
La comparsa di dirigenti di Podemos in queste chat non implica, da sola, l'esistenza di responsabilità penali. Tuttavia, amplia la mappa delle relazioni personali e politiche che la UCO cerca di ricostruire nel contesto di un'indagine che coinvolge diversi protagonisti del cosiddetto caso Leire Díez.
Man mano che avanzano le indagini, gli investigatori continuano ad analizzare la documentazione sequestrata per determinare l'estensione delle connessioni tra responsabili politici, giornalisti e persone indagate, così come il ruolo che potrebbe aver svolto Crónica Libre nella strategia di comunicazione analizzata dalla Guardia Civil.