La crisi aperta a Ceuta dopo l'assalto massiccio alla frontiera del Tarajal ha incorporato un nuovo elemento di preoccupazione: il rischio di radicalizzazione e reclutamento jihadista. Secondo quanto pubblica questa domenica El Debate, citando una informazione di Corriere della Sera, i servizi segreti italiani avrebbero trasmesso al loro Governo un rapporto in cui avvertono che la situazione creata nella città autonoma potrebbe convertirla in un focolaio di attività jihadista.
Un centro di reclutamento jihadista?
Secondo il quotidiano italiano, i servizi di intelligence italiani considerano che il discontrollo provocato dall'entrata massiccia potrebbe favorire che Ceuta diventi un centro di «radicalizzazione e reclutamento jihadista», con la possibile presenza di persone provenienti dalla zona che in passato avrebbero viaggiato in Siria e Iraq per combattere. El Debate, basata sulle informazioni di Corriere, segnala che il dossier sarebbe stato elaborato con informazioni condivise dai servizi segreti spagnoli.
Il dato risulta particolarmente rilevante perché introduce una dimensione di sicurezza antiterrorismo in una crisi che fino ad ora era stata segnata fondamentalmente dal controllo migratorio e dalla protezione della frontiera spagnola. Tuttavia, si tratta di un'informazione attribuita da Corriere della Sera a fonti di intelligence e non di un rapporto il cui contenuto sia stato confermato pubblicamente dal Governo spagnolo.
Il presunto rapporto di intelligence italiano
Secondo la ricostruzione pubblicata dal quotidiano italiano, i servizi segreti italiani avrebbero avvertito il loro Governo che la situazione generata a Ceuta può essere sfruttata da reti jihadiste per sviluppare attività di reclutamento e radicalizzazione.
Il Corriere della Sera pone l'accento su persone provenienti dalla zona che, in passato, si sarebbero spostate in Siria e Iraq per combattere. Il presunto rischio non sarebbe, quindi, che l'entrata massiccia costituisse di per sé un'operazione terroristica, ma che le circostanze create dopo l'assalto potessero generare un ambiente suscettibile di essere sfruttato da organizzazioni o reti radicali.
L'informazione contiene inoltre un elemento particolarmente sensibile: secondo Corriere, il rapporto italiano sarebbe stato elaborato con informazioni condivise dai servizi segreti spagnoli. El Debate sottolinea questo punto come uno degli aspetti più rilevanti delle informazioni pubblicate dal quotidiano milanese.
Tuttavia, questa affermazione deve rimanere nel campo dell'attribuzione giornalistica. Non risulta pubblicamente che il Governo spagnolo abbia confermato l'esistenza di quel dossier né che abbia fatto proprie le sue conclusioni.
La paura di un nuovo assalto il 15 agosto
La presunta allerta antiterroristica appare inoltre legata a un'altra preoccupazione dei servizi di intelligence: la possibilità che si verifichi un nuovo tentativo di ingresso massivo a Ceuta il prossimo 15 agosto.
Secondo Corriere della Sera, i servizi italiani starebbero seguendo le convocazioni diffuse attraverso canali marocchini sui social media per il rischio che si ripetano le immagini dell'assalto registrato giorni fa a Tarajal.
Il quotidiano italiano avrebbe incluso queste convocazioni tra gli elementi analizzati dai suoi servizi di intelligence. L'ipotesi che considerano è che una nuova concentrazione possa sfociare in un altro tentativo coordinato di attraversare il confine.
Lo scenario preoccupa particolarmente per le dimensioni raggiunte dall'episodio precedente, che ha costretto a rafforzare il dispositivo di sicurezza nella città autonoma e ha provocato una risposta politica e diplomatica che già trascende le relazioni tra Spagna e Marocco.
Castillejos, sotto i riflettori
Le informazioni di Corriere pongono anche l'accento su Castillejos, la località marocchina situata di fronte a Ceuta e separata dalla città autonoma da pochi chilometri.
Secondo il presunto rapporto di intelligence a cui avrebbe avuto accesso il quotidiano italiano, Castillejos è stata oggetto in passato di operazioni antiterroristiche congiunte tra Spagna e Marocco dirette contro reti jihadiste transfrontaliere.
Il riferimento risulta rilevante per i servizi di sicurezza perché la prossimità geografica tra Castillejos e Ceuta rende qualsiasi evoluzione della situazione nella zona una questione di interesse diretto per la Spagna.
In questo contesto, la preoccupazione italiana non si limiterebbe al controllo dei movimenti migratori. L'analisi citata da Corriere contempla anche la possibilità che la pressione sul confine venga sfruttata da reti radicali per reclutare o influenzare persone vulnerabili.
Un dispositivo di sicurezza rafforzato
Le informazioni collegano questa preoccupazione con il vasto dispositivo di sicurezza dispiegato di fronte alla possibilità di un nuovo assalto.
Secondo il quotidiano italiano, il Governo di Pedro Sánchez attribuirebbe una elevata credibilità alla possibilità di un nuovo ingresso massiccio il 15 agosto. Da qui il rafforzamento del dispositivo con il dispiegamento delle fregate della Armada Santa María e Navarra, oltre a circa 2.000 militari e un incremento di effettivi della Guardia Civil e della Polizia Nazionale, sempre secondo le informazioni raccolte da El Debate.
Il dispiegamento rappresenta una risposta eccezionale di fronte alla paura che si riproduca una pressione sulla frontiera di magnitudo simile a quella registrata a Tarajal.
La dimensione militare si aggiunge così a quella poliziesca e alla sorveglianza dei servizi di intelligence, in un momento in cui il Governo mantiene aperta la coordinazione con il Marocco per evitare un nuovo ingresso massiccio.
Italia eleva la crisi al terreno della sicurezza europea
Le informazioni aiutano anche a contestualizzare la decisione adottata dal Governo di Giorgia Meloni di sospendere temporaneamente la libera circolazione con la Spagna.
Secondo Corriere della Sera, la paura di un incremento dell'attività di reti jihadiste dopo la crisi di Ceuta sarebbe stato uno degli elementi che hanno contribuito alla decisione italiana di stabilire controlli di frontiera con la Spagna, inizialmente fino al 15 agosto.
La misura ha aperto una crisi diplomatica tra Madrid e Roma e ha portato il Governo spagnolo a rispondere con controlli ai viaggiatori provenienti dall'Italia.
Il conflitto smette quindi di essere esclusivamente bilaterale tra Spagna e Marocco. La situazione di Ceuta ha cominciato ad avere conseguenze all'interno della stessa Unione Europea e, in particolare, nei rapporti tra due paesi membri dello spazio Schengen.
Le informazioni aggiungono, quindi, un nuovo strato a una crisi che ha già provocato un eccezionale dispiegamento delle Forze e Corpi di Sicurezza, una risposta militare nella città autonoma, un confronto diplomatico tra Spagna e Italia e la sorveglianza di fronte a un possibile nuovo tentativo di ingresso massiccio il 15 agosto.