Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha reagito alla sconfitta repubblicana nelle elezioni di metà mandato con una combinazione di congratulazioni ai suoi avversari, spiegazioni sulle ragioni del risultato e avvertimenti sul duello politico che si apre a Washington. In un’intervista con Fox News, ha riconosciuto che i democratici hanno fatto un “buon lavoro” e che hanno “lottato duro”, mentre sui suoi social ha assicurato che i repubblicani avrebbero vinto “con un netto distacco” se lui fosse stato sulle schede elettorali.
La reazione arriva dopo che i democratici hanno riconquistato il controllo del Senato e hanno ottenuto importanti progressi alla Camera dei Rappresentanti. Trump ha detto che accetta il risultato, anche se ha respinto l’idea che le elezioni costituiscano un rimprovero per la sua gestione: “Non la vedo come un colpo contro di me”, ha affermato nella conversazione con Fox News raccolta da Associated Press.
In un’altra intervista telefonica con The Wall Street Journal, Trump ha ammesso che la guerra contro l’Iran aveva contribuito al riflusso repubblicano. “L’Iran è stata una parte di tutto questo”, ha riconosciuto, rispondendo a una domanda sull’influenza del conflitto nelle urne. Tuttavia, ha difeso la decisione di avviare l’offensiva e ha assicurato di non pentirsi di averla ordinata.
Il presidente ha indicato anche l’aumento dei prezzi dei carburanti. In un’altra conversazione con Fox News, ha sostenuto che gli elettori potevano essere d’accordo con le sue decisioni sull’Iran, ma non disposti ad assumersi le conseguenze economiche a breve termine, soprattutto l’aumento del prezzo della benzina.
“Se fossimo stato sulle schede, avremmo vinto con un netto distacco”
La prima reazione di Trump su Truth Social è stata attribuire il risultato alla sua assenza dalle schede elettorali. “Io non ero in scheda e, se ci fossi stato, avremmo vinto con un netto distacco”, ha scritto in un post diffuso quando già si accumulavano le vittorie democratiche.
In un altro messaggio, ha annunciato che sarebbe diventato un “commentatore politico” per spiegare le ragioni per cui i candidati avevano vinto o perso. Ha anche attribuito parte del risultato a Fox News, accusando la catena di dare spazio in modo costante agli avversari repubblicani e all’opposizione democratica.
Trump, da un altro lato, ha difeso il ruolo che aveva svolto durante la campagna. In un’intervista precedente con CBS News ha assicurato di aver percorso il Paese per 29 giorni e di aver partecipato a 33 comizi elettorali. A suo giudizio, quelle apparizioni avevano fatto sì da trasformare elezioni che si prevedevano come una grande sconfitta repubblicana in una contesa più competitiva.
Dall’offerta di dialogo alla minaccia di veto
In una conversazione con The New York Times durante la notte elettorale, il presidente ha affermato che era "assolutamente disposto ad accettare" i risultati e ha espresso la sua intenzione di negoziare con la nuova maggioranza democratica. "Lavoreremo con i democratici e speriamo di lavorare con loro. Probabilmente arriveremo a qualche accordo", ha osservato.
Tuttavia, ha anche chiarito che non rinuncerà a usare le prerogative presidenziali per frenare le iniziative dell’opposizione. In un’intervista con CBS News prima della chiusura dei seggi elettorali, ha avvertito che ricorrerà al veto se i democratici controlleranno il Congresso. "Ho il potere definitivo: si chiama veto", ha affermato. Dopo la sua conversazione con The New York Times, ha pubblicato su Truth Social l’immagine di un berretto rosso con quella stessa parola.
In un’altra intervista, questa volta con Fox News, ha insistito sul fatto che mantiene buoni rapporti personali con alcuni dirigenti democratici e che è disposto a parlare con loro, anche se ha sottolineato che la sua capacità di veto resterà determinante. Ha inoltre aperto la porta ad accordi in materia migratoria, ma ha avvertito che bloccherà le proposte che riterrà inaccettabili.
Nessun cambiamento nel gabinetto e critiche ai candidati repubblicani
Trump ha escluso un rimpasto del suo team di governo come conseguenza dei risultati. Ha anche respinto l’idea che la sconfitta costringa a modificare la sua strategia politica e ha sostenuto che alcuni candidati repubblicani non avevano saputo difendere le proprie campagne.
Uno dei suoi rimproveri più diretti è stato rivolto al governatore del Texas, Greg Abbott, sconfitto dalla democratica Gina Hinojosa. Su Truth Social, Trump lo ha definito "RINO" —sigle di "Republican In Name Only", un’espressione usata per mettere in dubbio la fedeltà di un leader ai principi repubblicani— e ha attribuito la sua sconfitta a un cambiamento di strategia durante gli ultimi mesi di campagna.