La riforma legale che permetterà ai professionisti mutualisti di trasferire i loro diritti economici accumulati nelle mutualità al Regime Speciale dei Lavoratori Autonomi (RETA) affronta questo giovedì, 23 luglio, la sua ultima revisione nel Congresso dei Deputati, passo preliminare alla sua entrata in vigore.
In questa sessione, la Camera Bassa dibatterà e sottoporrà a votazione le modifiche incorporate dal Senato durante la trattazione parlamentare della proposta di legge. Una volta superato questo passaggio, il testo sarà pronto per la sua pubblicazione imminente nel Bollettino Ufficiale dello Stato (BOE).
Lo scopo centrale della norma è dare risposta alla situazione di migliaia di professionisti che, dopo anni iscritti a un sistema di mutualità alternativa, si sono trovati in scenari di chiara disprotezione, con pensioni di importo molto ridotto.
Per questo, si articola un ponte che permetterà ai mutualisti di trasferire al RETA gli anni di attività contributiva nella mutualità, al fine di incrementare l'importo finale della loro pensione.
I passivi restano esclusi dal ponte
Durante la sua trattazione al Senato, il testo ha subito modifiche significative su iniziativa del PP, che dispone di maggioranza assoluta nella Camera Alta. I cambiamenti si sono concentrati specialmente sulla situazione dei mutualisti già pensionati, i cosiddetti passivi, dopo che al Congresso i 'popolari' avevano inizialmente sostenuto che potessero accedere al ponte.
Infine, al Senato il partito di Núñez Feijóo ha promosso tramite emendamento una modifica legale per escludere i passivi da questa riforma. Così, la redazione attuale stabilisce che il ponte si applicherà solo a coloro che non siano pensionisti di alcun regime pubblico né della propria mutualità alternativa, salvo nel caso di coloro che percepiscono una pensione di vedovanza.
Miglioramenti nelle pensioni e coefficienti di conversione
Alla Camera Alta sono stati anche modificati i coefficienti che saranno utilizzati per il trasferimento dei diritti economici al RETA. In questo modo, si prevede un miglioramento tra lo 0,67 e lo 0,87 sulla base minima di contribuzione che sarebbe spettata nel regime di autonomi.
Detti coefficienti non si applicheranno ai professionisti che hanno 52 anni o più al 31 dicembre 2026, i quali potranno optare per la formula dell'1x1, il che implica che ogni mese contribuito nella mutualità sarà computato come un mese intero nel RETA. Questa stessa opzione sarà disponibile per coloro che hanno iniziato la loro attività professionale prima del 10 novembre 1995.
Il testo stabilisce inoltre che il Governo avrà un termine di tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge per approvare il regolamento che dettagli gli aspetti pendenti del ponte, tra cui se si terrà conto dell'IPC nel calcolo dei contributi economici che saranno trasferiti.
Tutti gli aggiustamenti introdotti al Senato devono ora essere ratificati o respinti dal Congresso, che sarà incaricato di concedere l'approvazione definitiva alla norma prima della sua pubblicazione nel BOE.