Il Congresso decide domani sul nuovo decreto con riduzioni fiscali per la crisi in Medio Oriente

Il Congresso vota questo giovedì il nuovo decreto con riduzioni fiscali sull'energia e condizioni per gli aiuti a causa della crisi derivata dal conflitto in Medio Oriente.

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Il Plenum del Congresso affronterà questo giovedì, 23 luglio, in una sessione straordinaria, il dibattito e la votazione del nuovo decreto legge che incorpora un pacchetto di agevolazioni fiscali per attenuare l'impatto del conflitto in Medio Oriente, tra cui la proroga di alcune sovvenzioni ai carburanti per le famiglie e la soppressione graduale dell'imposta sulla produzione elettrica.

Il Governo aveva già dato il via libera a un primo blocco di misure per contenere gli effetti della guerra iniziata in Iran, concentrato soprattutto nel settore degli idrocarburi, ma quel decreto legge includeva limiti temporali e varie disposizioni hanno smesso di applicarsi alla fine di giugno.

La persistenza della crisi e le tensioni sui prezzi dell'energia hanno portato il Governo ad approvare un secondo pacchetto di riduzioni fiscali. Come avviene con tutti i decreti legge, le misure sono in vigore dalla loro approvazione in Consiglio dei Ministri, il 29 giugno scorso, ma ora la Camera Bassa deve decidere se convalidarlo o bocciarlo.

Riduzione dell'imposta speciale sugli idrocarburi

Tra le novità del nuovo pacchetto figura una riduzione dell'imposta speciale sugli idrocarburi, che si traduce in uno sconto di 15 centesimi al litro a luglio, 10 centesimi ad agosto e 5 centesimi a settembre. Nonostante questo sollievo, scompare la riduzione dell'IVA al 10% sui carburanti inclusa nel primo piano anticrisi, in sintonia con le raccomandazioni di Bruxelles.

Il Governo ha inoltre incorporato una clausola automatica che permetterebbe di recuperare i 20 centesimi al litro di sostegno se il conflitto si intensifica e l'inflazione dei combustibili torna a impennarsi.

Allo stesso modo, il Governo si impegna a rivedere mensilmente l'evoluzione dei prezzi in relazione all'IPC dell'anno precedente e, se si rilevano variazioni superiori al 15%, si riattiveranno le riduzioni sia per l'elettricità che per il gas. Questa clausola di riattivazione comprenderà gasolio, benzina, gas ed elettricità.

Si conserva lo sconto equivalente a 20 centesimi al litro sui carburanti per i professionisti del settore primario e del trasporto. Nel caso dell'agricoltura, si aggiungono 165 milioni di euro aggiuntivi per l'acquisto di fertilizzanti ai 500 milioni già previsti.

Controllo dei margini e soppressione dell'imposta elettrica

La norma prevede anche che la CNMC avvii un sistema di monitoraggio dei margini lordi di tutte le stazioni di servizio per verificare che rispettino le misure stabilite nel decreto legge. Fino ad ora, il Governo ha rilevato un comportamento anomalo in 52 stazioni di servizio.

In materia di fiscalità energetica, il testo sviluppa l'eliminazione strutturale e graduale dell'imposta sulla produzione di energia elettrica, una richiesta ricorrente di PP e Junts durante la legislatura.

La scomparsa dell'imposta avverrà mediante una riduzione scalare delle aliquote. L'imposta aveva un'aliquota del 7% quest'anno 2026. Nei due trimestri restanti l'imposta si attesterà intorno al 5%, nel 2027 scenderà intorno al 3,5% e nel 2028 sarà soppressa. Secondo i calcoli del Governo, questa misura permetterà all'industria di aumentare la propria produzione di 2.600 milioni di euro all'anno e generare circa 3.700 posti di lavoro.

Condizioni per i sussidi e fondi europei

Il decreto proroga anche le condizioni per le aziende che ricevono aiuti pubblici, mantenendo l'obbligo di avere un Piano di Mobilità Sostenibile per il personale e il divieto di licenziare per cause legate al conflitto alle compagnie che beneficiano di aiuti legati alla guerra.

Inoltre, il decreto-legge introduce maggiore flessibilità nell'uso delle risorse del Piano di Recupero, Trasformazione e Resilienza. Fonti del Ministero dell'Economia spiegano che sarà possibile eseguire investimenti oltre la scadenza di fine agosto per quegli obiettivi già raggiunti ma i cui investimenti non siano ancora stati completati.

Il primo Decreto-legge, approvato il 20 marzo, aveva già garantito per tutto il 2026 il cosiddetto scudo sociale del Governo, con sconti straordinari sul bonus sociale elettrico ("42,5% per vulnerabili e il 57,5% per vulnerabili severi"), l'aumento dell'aiuto minimo del bonus sociale termico a "50 euro" e il divieto di interrompere le forniture essenziali (acqua ed energia) alle famiglie vulnerabili.

Nel complesso, queste nuove misure, con una validità di tre mesi, comporteranno uno sforzo fiscale aggiuntivo di 1.825 milioni in termini di bilancio per il 2026, a cui si aggiungeranno altri 2.700 milioni derivanti dalla diminuzione delle entrate nel 2027 e 2028 a causa della soppressione graduale dell'imposta sulla produzione elettrica.

Spinta alle rinnovabili e al biogas

Nel capitolo delle misure strutturali, per continuare ad accelerare l'implementazione della generazione rinnovabile e la produzione di biogas con il massimo ritorno socioeconomico per le zone in cui si trovano le installazioni e con il minor impatto ambientale, si autorizza l'Organismo Nazionale di Normazione (UNE) a sviluppare tramite norme tecniche il marchio di eccellenza sociale, territoriale e ambientale, che permetterà una trattazione prioritaria ai progetti meglio valutati.

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