Il PNV ha proposto al Governo che l'estensione straordinaria dei contratti di locazione fino al 2028, prevista nel decreto legge sulla casa promosso da Sumar, sia limitata alle persone inquiline che siano in regola con i pagamenti e lo siano state durante i dodici mesi precedenti alla richiesta di tale proroga.
Questa esigenza si inserisce nelle conversazioni che l'Esecutivo mantiene con i gruppi parlamentari riguardo al citato decreto legge, nelle quali la formazione jeltzale ha presentato inoltre un insieme aggiuntivo di iniziative. Tra queste, figurano cambiamenti nella Legge sul Suolo e una normativa specifica per gli affitti stagionali.
Riguardo alla riforma della Legge sul Suolo, il PNV persegue che si adatti meglio alle richieste dei comuni in materia di sviluppo urbanistico. Inoltre, richiede una regolamentazione dettagliata dell'affitto stagionale che permetta di affrontare le frodi, lo distingua chiaramente dal turistico e fissi in modo netto le competenze delle comunità autonome per evitare qualsiasi tentativo di recentralizzare le politiche abitative.
La portavoce del PNV al Congresso, Maribel Vaquero, ha sottolineato in un comunicato stampa che queste proposte danno continuità alle richieste che il suo gruppo ha difeso durante tutta la legislatura nella Camera Bassa.
Il PNV ha ricordato che, insieme al PSOE, ha registrato una proposta di legge per modificare la Legge sul Suolo al fine di rafforzare la sicurezza giuridica e accelerare la trattazione dei piani urbanistici, una richiesta che, sottolineano, condividono comuni di diversi orientamenti politici. Tuttavia, l'iniziativa è stata bocciata con i voti, tra gli altri, di PP, Sumar e Junts.
Difesa delle competenze autonome
I nazionalisti baschi insistono sul fatto che è imprescindibile correggere gli errori riscontrati nei piani senza dover scartare completamente il lavoro svolto: "Se dopo anni di lavoro esiste un errore che può essere corretto, bisogna correggerlo, non buttare via tutto il piano e ricominciare da capo", ha difeso Vaquero, che ha anche chiesto che, nell'affrontare questa modifica, lo Stato non assuma competenze che sono proprie delle comunità autonome.
In relazione all'affitto stagionale, il PNV lo identifica come uno dei "buchi neri della Legge sulla Casa" e avverte che, in determinati casi, viene utilizzato per eludere la normativa che regola l'abitazione abituale, il che provoca frode di legge, insicurezza e una maggiore tensione nei prezzi.
Per questo, reclama una regolamentazione precisa che differenzi chiaramente l'affitto abituale, quello temporaneo e quello turistico: "Cambiare l'etichetta di un contratto non può servire per eludere le regole dell'affitto di abitazione abituale".
Maggiore sicurezza giuridica e lotta contro la frode
Allo stesso modo, il PNV propone che l'affitto turistico sia considerato un'attività economica e che gli venga applicata l'aliquota IVA propria dei servizi di ospitalità, del 10%: "Se è un'attività economica, deve tassare come un'attività economica. Né più, né meno", sottolinea la formazione.
In sintesi, i nazionalisti baschi sostengono che risulta essenziale offrire stabilità a coloro che adempiono in modo regolare ai loro obblighi contrattuali e, parallelamente, fornire sicurezza giuridica ai proprietari che mettono le loro abitazioni sul mercato degli affitti.
"La nostra proposta è agire su questi problemi reali, chiudere gli spazi di frode e garantire regole chiare. Meno burocrazia improduttiva, più coordinamento; meno blocchi, più sicurezza giuridica; e pieno rispetto delle competenze dei Paesi Baschi", ha concluso Vaquero.