Il ministro dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska, ha trasmesso questo sabato a diverse istituzioni dell'Unione Europea (UE) la decisione del Governo di ripristinare controlli di frontiera negli aeroporti e nei porti con collegamenti diretti tra il Regno di Spagna e la Repubblica Italiana, come ha indicato il Ministero in un comunicato.
La notifica è stata indirizzata alla vicepresidente esecutiva della Commissione Europea, Henna Virkkunen; al commissario europeo per gli Affari Interni e la Migrazione, Magnus Brunner; alla presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, e al segretario generale del Consiglio dei Ministri degli Interni degli Stati membri dell'Unione Europea e degli Stati associati a Schengen, Thérèse Blanchet.
Nella missiva, Grande-Marlaska dettaglia che le autorità spagnole seguono da vicino l'evoluzione della situazione migratoria nello spazio Schengen e, in particolare, la pressione migratoria sulla rotta del Mediterraneo centrale che colpisce la Repubblica Italiana e le sue conseguenze su vari Stati membri a causa dell'azione di reti di criminalità transfrontaliera legate alla migrazione irregolare.
Di fronte alle possibili implicazioni di questo scenario per l'ordine pubblico e la sicurezza interna, la Spagna ha scelto di ripristinare temporaneamente controlli in determinate frontiere interne, conformemente agli articoli 25 e seguenti del Regolamento (UE) 2016/399 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, che regola il cosiddetto Codice delle Frontiere Schengen.
Nella comunicazione, Grande-Marlaska precisa che, in conformità con l'articolo 27 del suddetto Regolamento, la reintroduzione temporanea di controlli di frontiera riguarderà i collegamenti aerei e marittimi tra il Regno di Spagna e la Repubblica Italiana dalle 00.00 del 8 agosto fino alle 00.00 del 7 settembre.
Questo periodo potrà essere modificato in base a come evolveranno le circostanze che motivano la misura e, una volta concluso, le autorità spagnole effettueranno una nuova valutazione della situazione per determinare se sia opportuno mantenerla, modificarla o annullarla, conclude il ministro.