Il ministro dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska, ha comunicato questo sabato a diverse autorità della Unione Europea la decisione del Governo di ripristinare temporaneamente i controlli di frontiera negli aeroporti e nei porti che mantengono collegamenti diretti tra il Regno di Spagna e la Repubblica Italiana.
La misura riguarda i collegamenti aerei e marittimi tra i due paesi e si inquadra nella vigilanza della situazione migratoria all'interno dello spazio Schengen, specialmente a causa della pressione registrata sulla rotta del Mediterraneo centrale, che colpisce l'Italia e può avere effetti su altri Stati membri.
Comunicazione alla Commissione, al Parlamento e al Consiglio
Secondo quanto riportato dal Ministero dell'Interno, Marlaska ha inviato la comunicazione alla vicepresidente esecutiva della Commissione Europea, Henna Virkkunen; al commissario europeo per Affari Interni e Migrazione, Magnus Brunner; alla presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola; e al segretario generale del Consiglio dei Ministri degli Interni degli Stati membri dell'UE e dei paesi associati a Schengen, Thérèse Blanchet.
Con questa notifica, la Spagna trasmette formalmente alle istituzioni europee la reintroduzione temporanea di controlli in determinate frontiere interne, una possibilità prevista dalla normativa Schengen quando sussistono motivi di ordine pubblico o sicurezza interna.
Pressione migratoria nel Mediterraneo centrale
Marlaska spiega nel suo scritto che le autorità spagnole seguono con attenzione l'evoluzione della situazione migratoria nello spazio Schengen e, in particolare, la pressione sulla rotta del Mediterraneo centrale.
Interno collega questa pressione con le sue possibili ripercussioni per diversi Stati membri, specialmente a causa dell'attività di reti di criminalità transfrontaliera associate alla migrazione irregolare. Il Governo sostiene che queste circostanze possono avere impatto sull'ordine pubblico e sulla sicurezza interna, il che giustifica l'adozione di misure temporanee di controllo.
Controlli dall'8 agosto al 7 settembre
La reintroduzione dei controlli sarà applicata dalle 00.00 ore dell'8 agosto fino alle 00.00 ore del 7 settembre. Il periodo potrà essere modificato in base all'evoluzione delle circostanze che hanno motivato la decisione.
Interno ha precisato che, quando scadrà il termine iniziale, le autorità spagnole effettueranno una nuova valutazione per decidere se mantenere la misura, modificarla o revocarla. Il Governo propone così un controllo temporaneo, riesaminabile e legato all'evoluzione della pressione migratoria e dei rischi associati.
La base legale: il Codice delle Frontiere Schengen
La Spagna fonda la decisione sugli articoli 25 e seguenti del Regolamento 2016/399 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, che stabilisce il cosiddetto Codice delle Frontiere Schengen.
Questo quadro consente agli Stati membri di reintrodurre controlli temporanei alle frontiere interne quando esiste una grave minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza interna. In questo caso, il Governo spagnolo applica tale previsione alle connessioni dirette con l'Italia via aerea e marittima.
Una misura con impatto in aeroporti e porti
La decisione può tradursi in controlli aggiuntivi di documentazione per i passeggeri provenienti dall'Italia o diretti verso quel paese, sia negli aeroporti che nei porti spagnoli. Anche se non implica la chiusura delle connessioni, può generare revisioni, tempi di attesa e controlli più intensi in determinati percorsi.
L'obiettivo del Governo è rafforzare la sicurezza senza interrompere la mobilità ordinaria tra i due paesi. Interno sostiene che la misura risponde a un contesto concreto e che sarà riesaminata in funzione dell'evoluzione della situazione migratoria e dell'attività delle reti legate alla migrazione irregolare.
Schengen sotto pressione migratoria
La decisione spagnola rimette al centro del dibattito il Schengen nell'agenda europea. La libera circolazione tra Stati membri è uno dei pilastri dell'Unione Europea, ma i paesi possono attivare controlli temporanei quando ritengono che esistano rischi per la sicurezza o l'ordine pubblico.
In questo caso, la Spagna agisce sulle connessioni con l'Italia a causa della pressione della rotta del Mediterraneo centrale e per la paura di movimenti secondari all'interno dello spazio europeo. La misura sarà in vigore per un mese, salvo che il Governo decida di modificarla prima o prorogarla dopo una nuova valutazione.