L'ex presidente del Governo, José Luis Rodríguez Zapatero, sostiene che i gioielli sotto inchiesta giudiziaria erano "un regalo di cortesia personale di molti anni fa" e spiega che li conservava in una cassaforte del suo ufficio, senza "fervore patrimoniale" né "intenzione di frodare".
In un'intervista nel programma 'Mañaneros 360' di La 1 di TVE, raccolta da Europa Press, ha rifiutato di precisare se i gioielli, valutati in 1,3 milioni di euro e localizzati dalla UDEF in una cassaforte del suo ufficio in via Ferraz, provengano da un paese come l'Arabia Saudita, rimandando alle chiarificazioni che offrirà davanti al giudice dell'Audiencia Nacional José Luis Calama.
"Non c'è alcun fervore patrimoniale, non ha nulla a che fare con alcun compito politico, né nulla; è un regalo di cortesia personale di molti anni fa", ha sottolineato durante l'intervista.
L'ex capo dell'Esecutivo ha affermato di non conoscere il valore economico attribuito ai gioielli e ha anticipato che accetterà di sottoporsi a una perizia complementare di contrasto. "L'ultima cosa a cui pensavo era al valore patrimoniale", ha spiegato, sottolineando che i pezzi erano conservati in una cassaforte insieme ad altri omaggi e beni di carattere familiare.
L'ex mandatario ha ammesso che "sicuramente avrebbe preso un'altra decisione in quel momento", quando ricevette l'omaggio anni fa —senza precisare la data—, anche se ha ribadito che si trattava di un presente di "uso di cortesia personale".
Interrogato se avesse violato il codice di buon governo che lui stesso ha promosso quando presiedeva l'Esecutivo, e che limita l'accettazione di regali di questo tipo, Zapatero ha riconosciuto che si tratta di una questione "interpretabile, come tutto".
Ha nuovamente sottolineato la sua volontà di collaborare con la giustizia e ha assicurato che spiegherà "tutte le circostanze" davanti al magistrato, rifiutando di aver commesso un reato di contrabbando. "Devo farlo così perché è il mio impegno e il mio dovere", ha affermato, insistendo allo stesso tempo sul suo diritto alla difesa e a un processo giusto "con tutte le garanzie".
Inoltre, ha negato qualsiasi intento di ingannare l'Amministrazione Pubblica, infrazione fiscale per la quale figura anche come indagato. "Assolutamente no, intenzione di frodare assolutamente e lo faremo in modo adeguato", ha manifestato, aggiungendo che la valutazione dei gioielli sarà "sottoposta a contraddizione" mediante una perizia alternativa.
In questa linea, ha riconosciuto che tutto questo procedimento gli ha comportato un forte impatto personale, tanto più considerando che si tratta di una questione "senza interesse" e "senza affanno patrimoniale".