Il Governo dà il via libera definitivo allo Statuto Quadro e lo rimanda al Congresso in pieno sciopero medico

Il Governo approva in seconda lettura il nuovo Statuto Quadro sanitario e lo invia al Congresso nonostante il rifiuto di medici e comunità autonome.

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Il Consiglio dei Ministri ha dato questo martedì il via libera in seconda lettura al Progetto di Legge sullo Statuto Quadro del personale statutarario dei servizi sanitari. Dopo questo passaggio, la norma inizia ora il suo percorso parlamentare al Congresso dei Deputati, nonostante l'opposizione dei sindacati medici, che avevano già annunciato che avrebbero mantenuto le loro proteste dopo l'estate.

"Questo Statuto rappresenta un miglioramento sostanziale delle condizioni di base per tutti i professionisti e consente di adeguare la normativa al presente e al futuro del modello assistenziale", ha affermato in conferenza stampa dopo il Consiglio dei Ministri la titolare di Inclusione, Sicurezza Sociale e Migrazioni e portavoce del Governo, Elma Saiz, che ha sottolineato che "i gruppi politici avranno l'opportunità di posizionarsi" nella Camera Bassa.

Il futuro Statuto sostituirà quello vigente dal 2003 e che, secondo quanto ribadito in diverse occasioni dalla ministra della Salute, Mónica García, mantiene condizioni lavorative che generano un profondo malessere tra i professionisti del Sistema Nazionale di Salute (SNS), percezione condivisa dai lavoratori.

Il testo che è tornato questo martedì sulla tavola del Consiglio dei Ministri parte dall'Anteprogetto validato il mese scorso di giugno, frutto dell'accordo raggiunto tra il Ministero della Salute e le organizzazioni sindacali presenti nell'Ambito di Negoziazione: il Sindacato degli Infermieri (SATSE-FSES), Comisiones Obreras (FSS-CCOO), Unione Generale dei Lavoratori (UGT) e la Centrale Sindacale Indipendente e dei Funzionari (CSIF).

In parallelo, l'iniziativa è stata respinta dai sindacati di medici e professionisti integrati nel Comitato di Sciopero, che richiedono una norma specifica per questo collettivo che riconosca le loro "particolarità". Dopo aver convocato una settimana di scioperi al mese tra febbraio e giugno senza progressi con la Salute, hanno annunciato la loro intenzione di riprendere le mobilitazioni a partire da settembre e di aumentare la pressione con uno sciopero indefinito.

La escalation di proteste ha portato anche diverse comunità autonome a mostrare il loro disaccordo con l'Anteprogetto. Diversi assessori alla Salute hanno difeso il suo ritiro e l'apertura di una nuova negoziazione sostenuta in un "accordo statale". Mónica García ha respinto questa via in diverse dichiarazioni, insistendo sul fatto che ora spetta alle autonomie attuare i miglioramenti previsti e, nel loro caso, concordare altre aggiuntive con i sindacati di ciascun territorio.

Dopo aver superato questo nuovo passaggio nel Consiglio dei Ministri, il progetto di legge sarà inviato alle Corti Generali, dove l'Esecutivo dovrà tessere i sostegni necessari per la sua approvazione definitiva e la sua successiva pubblicazione nel Bollettino Ufficiale dello Stato (BOE).

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