Ampliamento | Una giudice chiede alla Procura un rapporto sulla querela contro la sorella del ministro Puente per la 'legge dei nipoti'

Una giudice di Madrid chiede alla Procura un rapporto sulla querela di Hazte Oír contro Sofía Puente per l'applicazione della 'legge dei nipoti'.

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Una giudice di Madrid ha richiesto alla Procura di emettere un rapporto in relazione a una querela presentata dall'associazione Hazte Oír contro Sofía Puente, sorella del ministro dei Trasporti, Óscar Puente, e alto funzionario del Ministero della Presidenza, Giustizia e Relazioni con le Corti, a seguito della 'legge dei nipoti'.

Secondo quanto riportato in un provvedimento della titolare del Tribunale di Plaza 35 del Tribunale di Istanza di Madrid, a cui ha avuto accesso Europa Press, la magistrata Inmaculada Lova chiede al Ministero Pubblico di esprimere il proprio parere sulla "ammissione e le indagini da praticare" nella querela di Hazte Oír per un presunto reato di abuso d'ufficio.

Nel documento di accusa, a cui anche questa agenzia ha avuto accesso, l'associazione attribuisce alla 'legge dei nipoti' irregolarità legate a una disposizione aggiuntiva della Legge di Memoria Democratica, approvata nel 2022, che ha aperto la possibilità di ottenere la nazionalità a discendenti di esiliati spagnoli.

Hazte Oír sostiene che Puente ha emesso un "istruzione" che "ha superato" l'ambito previsto nella 'legge dei nipoti', nonostante, secondo la querela, la stessa responsabile si fosse impegnata "all'applicazione rigorosa della legge".

Applicazione a bisnipoti e trisnipoti

L'associazione assicura che tale istruzione è stata adottata "alle spalle" dell'allora ministra della Giustizia, Pilar Llop, "da cui dipendeva gerarchicamente" e che, secondo informazioni giornalistiche citate nella querela, "non escludono che l'istruzione rispondesse a un'indicazione diretta" di Félix Bolaños, allora ministro della Presidenza e attuale titolare della Giustizia.

Questo contesto avrebbe portato, secondo il racconto di Hazte Oír, alla promozione di Puente alla Segreteria Generale per l'Innovazione e la Qualità del Servizio Pubblico di Giustizia quando Bolaños è passato a dirigere quel dipartimento.

Nella querela si sottolinea che "l'esclusione della ministra del ramo e il legame personale della querelata con il ministro che aveva redatto la legge indicano il canale attraverso il quale potrebbe essere stata trasmessa l'indicazione del cambio di criterio" e si aggiunge che "la successiva promozione della querelata, decisa proprio da Bolaños al momento di assumere la cartera di Giustizia, è un dato obiettivo la cui eventuale corrispondenza con i fatti dovrà essere chiarita dall'istruzione".

Fatti Sentire afferma inoltre che, nella pratica, si stanno accettando richieste di pronipoti e bisnipoti, nonostante il testo legale "circunscribe il diritto di opzione a 'coloro che sono nati fuori dalla Spagna da padre o madre, nonno o nonna'".

L'associazione insiste sul fatto che "l'estensione della via a generazioni successive --pronipoti e bisnipoti-- è priva di ogni fondamento legale e si spiega solo con la concatenazione di opzioni successive che l'istruzione rende possibile avendo soppresso il presupposto dell'esilio".

In linea con quanto detto, ricorda che il senatore del PSOE César Mogo "ha affermato che la norma tutela coloro che sono emigrati in America per qualsiasi motivo dal XIX secolo, indipendentemente dalle cause che hanno provocato l'esodo" e conclude che ciò "conferma che l'estensione operata dall'istruzione non è stata un eccesso interpretativo notato tardivamente, ma un disegno conosciuto e proclamato".

Impatto elettorale e querela di Vox

L'associazione sostiene inoltre che sono state trattate "circa 2,6 milioni di richieste" e che "stime della stampa quantificano in circa 600.000 i nuovi elettori che potrebbero essere incorporati al censimento estero prima della scadenza naturale della legislatura".

Nella sua argomentazione, Fatti Sentire sostiene che "l'effetto sui risultati elettorali ha smesso di essere congettura" e cita come esempio che, nelle elezioni andaluse tenutesi lo scorso maggio, "il partito al governo, chiaramente sconfitto nel voto espresso in Spagna, ha vinto tuttavia nel voto del Censimento Elettorale dei Residenti Assenti (CERA)".

Sebbene il Governo abbia segnalato che "la maggior parte delle richieste non potrà essere risolta prima delle prossime elezioni generali", la querela riporta che "il processo massivo di nazionalizzazione continua il suo corso e dispiegherà i suoi effetti pieni nei cicli elettorali successivi".

Parallelamente, Vox ha presentato un'altra querela contro Sofía Puente per presunta prevaricazione amministrativa legata anche alla 'legge dei nipoti'. Nel suo scritto, a cui ha avuto accesso Europa Press, il partito si riferisce a due istruzioni che, a suo avviso, hanno modificato l'applicazione della norma e che "violano frontalmente i limiti che restringono la competenza delle istruzioni".

Vox considera che con quelle direttive "altera l'ambito soggettivo e temporale di un diritto riconosciuto per legge, con rilevanza diretta per terzi e per il corpo elettorale".

Il partito dettaglia che "nessuna delle istruzioni è stata indirizzata a risolvere un fascicolo concreto", ma che "hanno fissato, con vocazione di applicazione generale e indefinita, criteri, la presunzione di esilio per mera accreditazione del parentado, prima, e l'equiparazione della mera richiesta di appuntamento alla formalizzazione della dichiarazione di opzione entro il termine, dopo".

Secondo la querela, l'applicazione di queste istruzioni ha comportato "un incremento del numero di persone che, senza accreditare individualmente l'esilio politico del loro causante, hanno ottenuto la nazionalità spagnola e, con essa, la loro iscrizione nel CERA".

Vox conclude che "questo effetto sul corpo elettorale non è un effetto collaterale imprevisto, ma una conseguenza naturale e prevedibile di ampliare, per via di istruzione e senza copertura legale, un diritto di opzione alla nazionalità la cui estensione era riservata al legislatore", una conseguenza che, a suo avviso, "risulta ragionevole presumere che non le fosse estranea" a Puente.

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