José Luis Calama è il magistrato dell'Audiencia Nacional incaricato di indagare sul caso Plus Ultra.
Il giudice ha citato come indagati il presidente della compagnia aerea, Julio Martínez Sola, e l'amministratore delegato, Roberto Roselli, dopo che entrambi hanno modificato la loro versione e hanno inviato scritti in cui implicano l'ex presidente José Luis Rodríguez Zapatero nelle gestioni che hanno preceduto il salvataggio pubblico di 53 milioni di euro.
Le dichiarazioni si terranno nei giorni 7 e 8 settembre.
Quando dichiareranno i dirigenti di Plus Ultra
Julio Martínez Sola dovrà comparire alle 09:00 del 7 settembre.
Roberto Roselli è citato alla stessa ora del giorno successivo. Roselli era direttore finanziario di Plus Ultra quando sono state elaborate le sovvenzioni concesse durante la pandemia.
I due dirigenti figuravano già come indagati. Quando furono arrestati dalla Polizia Nazionale nel dicembre 2025 si avvalsero del loro diritto a non dichiarare.
La Procura Anticorruzione ha ritenuto necessario interrogarli nuovamente dopo aver conosciuto i loro nuovi scritti.
Il cambio di versione della dirigenza di Plus Ultra
Il presidente di Plus Ultra aveva negato pubblicamente qualsiasi trattamento di favore o ingerenza politica.
Questa settimana, tuttavia, Martínez Sola e Roselli hanno presentato scritti davanti all'Audiencia Nacional in cui riconoscono che l'azienda ha assunto il consulente Julio Martínez Martínez per la sua relazione con Zapatero e con l'aspettativa che potesse aiutare nell'ottenimento del salvataggio.
Entrambi ammettono di non aver avuto conoscenza diretta delle gestioni concrete che avrebbe effettuato l'ex presidente presso la Società Statale di Partecipazioni Industriali.
La loro nuova versione si basa sull'idea che Plus Ultra ha ritenuto di dover assumere Martínez Martínez perché aveva accesso a Zapatero.
La commissione dell'1% per ottenere il salvataggio
L'indagine analizza un contratto che stabiliva una commissione equivalente all'1% del finanziamento ottenuto.
Poiché il salvataggio ammontava a 53 milioni di euro, l'importo previsto si aggirava attorno ai 530.000 euro. Il documento definiva quel pagamento come corrispettivo per i servizi resi e per il successo dell'operazione presso la SEPI.
La Polizia ha sequestrato una copia del contratto durante la perquisizione dell'abitazione di Julio Martínez Martínez.
A quel contratto si è aggiunto un altro contratto di 5.000 euro mensili per servizi di consulenza che, secondo la versione del consulente, erano già forniti da maggio 2020.
La chiamata che compromette le versioni
Julio Martínez Sola sostiene che ha parlato per telefono con Zapatero il 30 aprile 2020.
Secondo il suo racconto, ha spiegato all'ex presidente la difficile situazione finanziaria di Plus Ultra e la necessità di accedere a fondi pubblici. Martínez Sola afferma che Zapatero ha risposto che il suo intervento poteva risultare utile e che le comunicazioni successive sarebbero state canalizzate attraverso Julio Martínez Martínez.
Zapatero nega di aver effettuato gestioni presso la SEPI o il Consiglio dei Ministri per favorire la compagnia.
La dichiarazione di settembre permetterà a Calama di interrogare direttamente i dirigenti su quella presunta conversazione, i contratti firmati e i pagamenti effettuati.
Cosa indaga il caso Plus Ultra
La causa cerca di determinare se il salvataggio pubblico sia stato ottenuto mediante una struttura di influenze e se parte del denaro sia finita a canalizzarsi attraverso contratti e commissioni.
Plus Ultra ha ricevuto 53 milioni di euro dal Fondo di Sostegno alla Solvibilità delle Imprese Strategiche durante la pandemia.
L'indagine non si limita a verificare se la compagnia aerea soddisfacesse i requisiti economici. Esamina anche chi è intervenuto nell'operazione, quali servizi sono stati realmente prestati e quale sia stata la destinazione delle somme pagate a consulenti e aziende correlate.
Che ruolo attribuisce l'indagine a Zapatero
Gli investigatori analizzano se l'ex presidente abbia agito come figura di riferimento all'interno delle gestioni per ottenere il salvataggio.
Julio Martínez Martínez ha dichiarato davanti al giudice che Zapatero “indicava i passi da seguire”. I dirigenti di Plus Ultra non affermano di aver assistito personalmente a quelle azioni, ma riconoscono di aver assunto il consulente per la relazione che aveva con l'ex presidente del Governo.
Zapatero rifiuta quella interpretazione e sostiene di non aver parlato con i responsabili della SEPI né del Governo riguardo all'aiuto.
La causa si trova in fase di istruzione. Le affermazioni degli indagati non costituiscono di per sé fatti provati.
Calama rifiuta la nullità richiesta da Zapatero
Il giudice ha inadmissibile la richiesta di nullità generale presentata dalla difesa di Zapatero.
Calama considera che la richiesta sia arrivata oltre il termine legale di 20 giorni da quando la difesa ha avuto accesso materiale al fascicolo. Secondo la sua risoluzione, il termine è scaduto il 23 giugno alle 15.00 e il documento è stato presentato il giorno 25.
Il magistrato non è entrato a valutare il merito delle violazioni denunciate. Ha respinto la richiesta per tardiva.
La difesa cerca di correggere quella decisione sostenendo un errore nel computo delle date di accesso al procedimento.
Le gioielli sequestrati a Zapatero
La Procura ha richiesto un rapporto integrativo sulle gioielli sequestrati a nome dell'ex presidente.
L'obiettivo è ottenere maggiori informazioni su quando sono state incastonate le pezzi e approfondire il loro valore attuale di mercato. Calama non aveva ancora risolto quella richiesta al momento della pubblicazione della citazione dei dirigenti.
La valutazione preliminare diffusa nel procedimento ha collocato il insieme a 1,3 milioni di euro, anche se l'origine e la valutazione definitiva sono ancora sotto indagine.
Chi è José Luis Calama
Calama è magistrato dell'Audiencia Nacional e dirige il Giudice Centrale di Istruzione che gestisce la causa.
Il suo nome è apparso in procedimenti di grande rilevanza politica, economica e di sicurezza. Nel caso Plus Ultra ha autorizzato perquisizioni, preso dichiarazioni, analizzato documentazione finanziaria e risolto i ricorsi presentati dalle difese.
La sua funzione non consiste nel pronunciare ora una condanna, ma nel determinare se esistono indizi sufficienti per continuare il procedimento e, giunto il momento, proporre l'apertura del processo o l'archiviazione.