Il presidente della Corte Costituzionale (TC), Cándido Conde-Pumpido, ha messo in evidenza che le risoluzioni con cui la Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CGUE) sostiene la legge di amnistia ricordano, così come fa lo stesso organo di garanzia spagnolo, che "intende ridurre le tensioni istituzionali e politiche" derivanti dal 'procés' e "facilitare uno stato di riconciliazione".
Queste manifestazioni le ha realizzate questo martedì nel contesto dell'udienza con il Re Felipe VI, durante la quale gli ha consegnato la memoria annuale della Corte Costituzionale relativa all'anno 2025, secondo quanto comunicato dal TC in un comunicato stampa.
Conde-Pumpido ha messo in valore "lo sforzo e il lavoro" sviluppati dal Costituzionale in relazione alle 20 sentenze emesse da giugno 2025 sulla legge di amnistia, pronunciate in risposta a diversi ricorsi presentati contro questa misura di grazia.
In questo senso, ha rimarcato la "dedizione" del TC per dare seguito ai ricorsi e alle questioni di incostituzionalità in un termine che considera "ragionevole", concretamente "meno di un anno per il primo ricorso e meno di due per la totalità degli stessi".
Allo stesso modo, ha evidenziato l'importanza delle risoluzioni della CGUE notificate giovedì scorso, in cui si determina che l'amnistia non viola il Diritto dell'Unione Europea e che sia la sua approvazione che la sua applicazione rientrano nell'ambito di competenza degli Stati membri.
"Gli Stati membri sono liberi di determinare le condizioni, in particolare quelle di natura processuale, in cui si applica un'amnistia approvata nell'interesse generale", ha esposto il presidente del Costituzionale riferendosi alla dottrina stabilita dal tribunale europeo.
In modo specifico, Conde-Pumpido ha insistito sul fatto che la sentenza della CGUE menziona la Corte Costituzionale per rimarcare che l'amnistia "intende ridurre le tensioni istituzionali e politiche generate dal processo di indipendenza della Catalogna e facilitare uno scenario di riconciliazione".