La titolare del Tribunale di Prima Istanza e Istruzione di Montoro (Córdoba), Piazza numero 2, che indaga sul sinistro ferroviario di Adamuz, considera che non è "sufficientemente determinato" che debba intervenire l'esperto in telecomunicazioni richiesto dai tre periti giudiziali per chiarire "perché nessuno ha avvertito della posizione del treno Alvia nella zona dell'incidente mentre si incrociava con il treno Iryo o una volta deragliato quest'ultimo".
Secondo la provvedimento emesso questo martedì e al quale ha avuto accesso Europa Press, dopo aver analizzato il documento dei periti designati dal tribunale, in cui chiedono di incorporare "un ingegnere delle telecomunicazioni specializzato in comunicazioni ferroviarie" per l'elaborazione del parere, e visto anche il rapporto del Ministero Pubblico, la giudice opta per non risolvere ancora su tale richiesta.
Prima di pronunciarsi, richiede ai periti di, entro un termine di 9 giorni, "ri-valutare la necessità di intervento del citato professionista e ampliare nel loro caso la motivazione della loro richiesta", dettagliando "in modo concreto l'oggetto dell'azione tecnica richiesta e la sua incidenza nel chiarimento delle cause del sinistro ferroviario da cui trae origine la presente istruzione".
La magistrata ragiona che, alla luce di quanto già fatto e della motivazione fornita, "non risulta sufficientemente determinato che l'intervento richiesto si proietti su aspetti direttamente correlati alle cause dell'incidente, potendo riferirsi, in linea di principio, a fatti successivi che eccedono l'oggetto della perizia". Inoltre, li esorta a che, entro lo stesso termine, indichino se considerano imprescindibile l'intervento di altri specialisti, precisando per ciascuno "la concreta finalità del loro intervento e la loro vinculación con l'oggetto dell'istruzione".
In questo modo, si dà trasloco della richiesta ai periti, rimanendo le indagini in attesa della loro risposta per decidere sulla procedibilità delle assistenze tecniche proposte. Contro questo provvedimento è possibile ricorso di modifica, da presentare presso l'Ufficio giudiziario entro un termine di tre giorni dalla notifica.
Richieste dei periti e studi del terreno
Nella sua scrittura, i ricercatori considerano "necessario" avere "un ingegnere delle telecomunicazioni specializzato in comunicazioni ferroviarie" affinché "chiarisca i sistemi di interblocco e di rilevamento che ha la via per rilevare la presenza di un treno in ciascuno dei cantoni ferroviari", così come "le comunicazioni di questo sistema con il posto di comando".
Dopo l'analisi della documentazione e dei progetti di rinnovo della via eseguiti poco prima del sinistro, i periti sottolineano che potrebbe essere necessaria la realizzazione di studi specifici del terreno per "valutare se nella possibile rottura del binario siano coincisi altri fattori esterni alla saldatura stessa".
In questa linea, "pensando a un fallimento del terreno", propongono "una campagna geotecnica" che permetta di determinare "il comportamento dei materiali dell'infrastruttura ferroviaria nella zona adiacente", proponendo "lo studio dell'esecuzione di, almeno, due sondaggi a 15 metri di profondità nella zona dell'infrastruttura più vicina alla rottura del binario" e "non meno di quattro prove SPT nelle zone adiacenti alla posizione della rottura del binario".
Requisiti a Adif su opere e documentazione della via
Nella stessa risoluzione, il giudice prende atto della ricezione di un scritto della rappresentanza processuale di Adif, datato 17 luglio, con il quale vengono forniti fascicoli relativi all'appalto di opere e forniture per il rinnovo della via che non figuravano ancora nel procedimento, in adempimento parziale e entro il termine della provvedimento del 12 luglio.
Tuttavia, precisa che i "progetti relativi all'esecuzione e modificati, se presenti, del fascicolo di rinnovo degli elementi della linea aerea di contatto della Linea Alta Velocità Madrid-Siviglia, dai chilometri 315 a 470 non sono stati forniti alla data presente per difficoltà tecniche derivanti dal peso dei file, avendolo comunicato alla Sezione la rappresentanza processuale di Adif".
Per questo, ordina ad Adif che, attraverso la sua rappresentanza processuale, consegni entro due giorni la documentazione pendente su un dispositivo USB, trattandosi di file "non forniti per problemi tecnici". Allo stesso tempo, rimanda i fascicoli amministrativi già incorporati ai periti giudiziali affinché, entro un termine di 9 giorni, indichino, alla luce di quella documentazione e della loro relazione del 3 luglio, "se risulta necessaria l'intervento di determinati professionisti o specialisti per la corretta emissione del loro parere, indicando in ogni caso la finalità della loro intervento e il loro legame con l'oggetto dell'istruzione".
La magistrata ricorda che la causa è in attesa di decidere su queste assistenze tecniche una volta risposto alla richiesta, "senza pregiudizio, di trasmettere il resto della documentazione fornita dalla rappresentanza processuale di Adif una volta che sia stata formalmente presentata". Tra quanto richiesto all'ente pubblico figurano il progetto di costruzione di miglioramento integrale dell'infrastruttura della linea ad alta velocità Madrid-Siviglia nel tratto Guadalmez-Cordoba, il fascicolo di fornitura, trasporto e premontaggio di apparecchi di via, la documentazione della fornitura, trasporto e ballast per il rinnovo di deviatori, il progetto di rinnovo di deviatori (fase 2) e i progetti di esecuzione e modificati, se del caso, del rinnovo di elementi della linea aerea di contatto tra i chilometri 315 e 470.
Relazione di un ingegnere sulla possibile causa del sinistro
Il provvedimento incorpora anche l'ufficio dell'Unità Organica di Polizia Giudiziaria (UOPJ) della Guardia Civile, datato 3 luglio, mediante il quale viene inviato al tribunale un rapporto e materiale grafico sulle cause e il luogo dell'incidente, elaborati da uno specialista in Ingegneria dei Trasporti, Canali e Porti.
Secondo quanto dettaglia la Guardia Civile, questo ingegnere iscritto redige "un rapporto accompagnato da fotografie presumibilmente del luogo dell'incidente di Adamuz, concentrando il suo parere tecnico su una frattura di binario provocata, secondo il suo criterio, da una cattiva esecuzione della saldatura". Lo stesso tecnico spiega di aver ottenuto le immagini "attraverso un gruppo di WhatsApp di tecnici e ingegneri che le stavano diffondendo e commentando, ma che le stesse sono state realizzate dalla Direzione di Sicurezza e Autoprotezione della linea ferroviaria di Siviglia di Adif o Renfe poco dopo che si è verificato l'incidente".
Con l'obiettivo di "approfondire l'origine e la tracciabilità di quelle fotografie", la UOPJ ha contattato telefonicamente l'ingegnere il 30 giugno per raccogliere ulteriori informazioni e chiedergli di fornire dati sull'origine delle immagini. Tre giorni dopo, il professionista non aveva ancora inviato le informazioni richieste, per cui "continuano le gestioni tese a completare le informazioni ricevute sull'origine delle fotografie, e poter così, determinare il loro interesse o meno ad incorporarle alle azioni".