La Procura sostiene di studiare il terreno dove si trovano le vie ad Adamuz

Il pubblico ministero del caso Adamuz sostiene studi geotecnici del terreno, fissa criteri per le prove metallurgiche e avalla ulteriore documentazione di Adif.

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Il pubblico ministero incaricato dell'indagine sull'incidente ferroviario di Adamuz (Córdoba), avvenuto domenica 18 gennaio e nel quale hanno perso la vita 46 persone e sono rimaste ferite più di 120, considera "perfettamente procedente" che intervenga un geologo specializzato per effettuare studi del terreno, così come hanno proposto i periti, "data la natura della perizia da praticare nella quale determinare lo stato del terreno su cui si basa l'infrastruttura ferroviaria".

Così lo riporta il rappresentante del Ministero Pubblico in un documento, al quale ha avuto accesso Europa Press, emesso in risposta alla provvedimento della giudice della Sezione Civile e di Istruzione del Tribunale di Istanza di Montoro, Piazza numero 2, in relazione al rapporto inviato dai periti giudiziari designati. Il pubblico ministero ritiene che questa prova "può essere rilevante se si collega con ciò che in questo momento processuale è l'oggetto del procedimento".

Nel suo rapporto, i tre periti giudiziari sottolineano che, "dopo lo studio della documentazione e dei progetti delle operazioni di rinnovo della via che sono state effettuate poco prima dell'incidente", potrebbe essere necessaria la realizzazione di nuovi studi geotecnici che permettano "di valutare se nella possibile rottura del binario siano coincisi altri fattori esterni alla saldatura stessa".

In questa linea, e "pensando a un cedimento del terreno", gli specialisti propongono la convenienza di eseguire "una campagna geotecnica" per chiarire "il comportamento dei materiali dell'infrastruttura ferroviaria nella zona adiacente", proponendo "lo studio dell'esecuzione di, almeno, due sondaggi a 15 metri di profondità nella zona dell'infrastruttura più vicina alla rottura del binario" e "non meno di quattro prove SPT nelle zone adiacenti alla posizione della rottura del binario".

Secondo quanto dettagliato, questi lavori "dovranno essere eseguiti in banda di manutenzione e dal loro risultato" si potrà "inferire possibili discontinuità nell'infrastruttura e/o nel massiccio inferiore che potrebbero aver influenzato la rottura del binario". In ogni caso, avvertono che tali operazioni "dovranno essere decise se eseguirle o meno alla luce della documentazione che dovrà fornire Adif e che non è ancora stata presentata alla causa".

Discussione sull'intervento di un ingegnere delle telecomunicazioni

Per quanto riguarda la richiesta dei periti affinché partecipi un ingegnere delle telecomunicazioni, al fine di chiarire la "non avvertenza" del treno Alvia nella zona del sinistro mentre si incrociava con il treno Iryo o una volta deragliato quest'ultimo, il pubblico ministero ricorda che "la provvedimento del 29 gennaio con cui si dispone la pratica della prova peritale segnala che 'alla vista di quanto richiesto, si proceda alla pratica della diligente relazione peritale interessata sulle cause dell'incidente ferroviario oggetto di indagine'".

In questo contesto, sottolinea che "sembra piuttosto che l'intervento dello specialista proposto sarebbe diretto a valutare questioni corrispondenti a stadi successivi a quelli che sono l'oggetto del presente procedimento, così come è configurato e secondo la provvedimento precedentemente citata".

Tuttavia, precisa che quanto sopra è indicato "senza pregiudizio che i periti possano proporre detto specialista in modo più mirato a ciò che deve effettivamente essere l'oggetto della perizia e nel suo caso possa essere riesaminata la valutazione in relazione all'opportunità della partecipazione di questo tecnico".

Prove metallurgiche e analisi delle scatole nere

Riguardo alle prove metallurgiche sulle evidenze di rotaia raccolte nel luogo del sinistro, e alla luce delle raccomandazioni dei periti e della documentazione incorporata alle azioni, specialmente quella inviata insieme alle diligenti della Guardia Civile sui laboratori proposti, il pubblico ministero mostra la sua "conformità affinché dal Giudice si dia priorità nell'uso di pezzi di convinzione affetti a un procedimento giudiziario, al laboratorio di Cenim rispetto al laboratorio Aimen per quanto riguarda l'uso dei lotti 1 e 2 che devono essere oggetto di prove in detti laboratori tutto ciò conforme agli argomenti forniti dai periti". La giudice ha già emesso una risoluzione in tal senso.

Allo stesso modo, il Ministero Pubblico manifesta la sua "conformità alle proposte dei periti per quanto riguarda l'accreditamento di calibrazione e omologazione di processi e macchinari, inclusione di prove di idrogeno, presenza dei periti in tali operazioni e rendicontazione dei laboratori con consegna di campioni all'autorità giudiziaria, tutto quanto sopra conforme a quanto disposto nella LECrim e alla creazione dell'Autorità per l'Investigazione degli Incidenti Ferroviari --per quanto riguarda le relazioni CIAF/autorità giudiziaria--".

In relazione alla presenza di tecnici per interpretare il contenuto dei RJU --scatole nere-- dei treni coinvolti, il pubblico ministero si mostra d'accordo con la "conformità alla presenza di personale tecnico responsabile della fabbricazione o integrazione di ciascuna delle unità di treno incidentate, sembrando necessaria la loro presenza per una adeguata interpretazione dei dati contenuti in detti RJU".

Infine, per quanto riguarda la documentazione richiesta dagli esperti ad Adif, il rappresentante del Ministero Pubblico esprime la sua "conformità" affinché si formalizzi la richiesta all'ente, così come già si raccoglieva nella provvedimento del 12 luglio e che la giudice ha nuovamente ribadito.

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