La Catalogna concentra quasi la metà delle nuove abitazioni protette di Spagna e supera Madrid.

Catalogna riunisce il 47% delle abitazioni protette qualificate nel primo semestre del 2026, rispetto al 26% di Madrid. La costruzione di questo tipo di immobili quasi raddoppia in Spagna e, per la prima volta, l'affitto supera la proprietà.

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La Catalogna e Madrid concentrano buona parte della costruzione di abitazioni protette in Spagna, anche se con una differenza significativa tra le due comunità. La Catalogna rappresenta il 47% delle nuove abitazioni protette qualificate durante il primo semestre del 2026, rispetto al 26% della Comunità di Madrid, secondo i dati diffusi questo giovedì a partire dalla statistica del Ministero della Vivienda e Agenda Urbana.

Tra le due comunità riuniscono il 73% del totale nazionale, mentre l'Andalusia e il Paese Basco rappresentano un 6% ciascuna. Nel caso catalano, spicca in particolare l'evoluzione di Barcellona, dove la costruzione di abitazioni protette si è moltiplicata per quattro rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

I dati arrivano in un momento di forte crescita delle abitazioni protette in Spagna. Durante i primi sei mesi del 2026 sono state contabilizzate 11.270 abitazioni protette terminate, un 96% in più rispetto a un anno prima, mentre l'inizio di nuove promozioni è aumentato del 108%.

Barcellona spinge la crescita delle abitazioni protette in Catalogna

La differenza tra Catalogna e Madrid si verifica in un semestre contrassegnato dall'aumento delle abitazioni protette ultimate. Secondo le cifre fornite, la costruzione di questo tipo di abitazioni a Barcellona si è quadruplicata rispetto al primo semestre del 2025, il che contribuisce a spiegare il peso della Catalogna nel contesto nazionale.

Il progresso catalano era già visibile durante i primi mesi dell'anno. Nel primo trimestre sono state terminate 3.073 abitazioni protette in Catalogna, rispetto alle 1.127 di Madrid, secondo la statistica ministeriale pubblicata a giugno.

Tuttavia, il numero di abitazioni terminate non equivale a quello delle nuove promozioni avviate. I dati del primo trimestre mostravano, infatti, che Madrid aveva iniziato più abitazioni protette della Catalogna, quindi il confronto tra le due comunità dipende dall'indicatore utilizzato.

Il affitto accessibile supera per la prima volta la proprietà

Un'altra delle novità della statistica del primo semestre è il cambiamento nella destinazione delle abitazioni protette. Per la prima volta, le abitazioni qualificate per affitto accessibile superano quelle destinate alla proprietà, dopo che le prime hanno triplicato il loro volume rispetto all'anno precedente.

Questa evoluzione coincide con l'orientamento delle politiche abitative verso l'ampliamento dell'offerta di affitti accessibili. Tra gli strumenti previsti figura il Piano Statale per l'Abitazione 2026-2030, dotato di 7.000 milioni di euro, che riserva almeno il 40% delle sue risorse alla costruzione di abitazioni accessibili con protezione permanente.

Le abitazioni protette potrebbero raggiungere il loro volume più alto dal 2012

La crescita registrata durante i primi sei mesi apre la possibilità che il 2026 si chiuda con più di 25.000 abitazioni protette completate, sempre che il ritmo di costruzione si mantenga durante il secondo semestre.

Se questa proiezione si avverasse, la Spagna raggiungerebbe il suo maggior numero annuale dal 2012. Si tratta, tuttavia, di una stima condizionata all'evoluzione dei prossimi mesi e non di un risultato definitivo.

Da parte sua, la costruzione di abitazioni libere presenta una crescita più moderata. Nel primo semestre sono state completate 40.136 abitazioni libere, un 0,8% in più, mentre i lavori iniziati sono aumentati del 10,5%, fino a 67.564 unità.

Alla chiusura di giugno c'erano almeno 244.362 abitazioni libere in costruzione in Spagna, il che rappresenta 23.086 in più rispetto a un anno prima, con un incremento tendenziale del 10,4%.