Andalucía dichiara disastro naturale per l'incendio di Niebla e il suo impatto agrario e forestale

La Junta dichiara disastro naturale per l'incendio di Niebla per attivare aiuti urgenti di fronte al grave danno agrario, forestale e zootecnico a Huelva e Siviglia.

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Il Consiglio di Governo della Junta de Andalucía ha deciso, su proposta delle consiglieri di Agricoltura, Pesca, Acqua e Sviluppo Rurale e di Sostenibilità e Ambiente, di dichiarare disastro naturale con incidenza sul potenziale produttivo agrario e forestale l'incendio iniziato il 6 agosto 2026 nella provincia di Huelva, che successivamente si è esteso fino alla provincia di Siviglia.

Secondo quanto spiegato dalla Junta in un comunicato, questa dichiarazione viene adottata come passo preliminare per attivare diverse azioni e misure urgenti che garantiscano la sopravvivenza socioeconomica e la viabilità futura delle aree danneggiate in Huelva e Siviglia.

In questo contesto, si incaricano entrambe le consiglieri di mettere in atto misure di flessibilità nella gestione degli aiuti applicabili ai titolari delle aziende colpite dal fuoco. Questo riconoscimento istituzionale è considerato "cruciale" per consentire in modo immediato la flessibilità nella concessione e giustificazione degli aiuti, come quelli del Feaga e Feader, "impedendo che i titolari colpiti perdano fondi essenziali o siano penalizzati per non aver rispettato requisiti tecnici a causa di una causa di forza maggiore".

Nella provincia di Huelva sono stati danneggiati i comuni di Berrocal, El Campillo, Niebla, Escacena del Campo, La Palma del Condado, Paterna del Campo, Valverde del Camino, Villalba del Alcor, Villarrasa e Zalamea la Real; mentre nella provincia di Siviglia il comune colpito è stato Aznalcóllar.

L'Amministrazione andalusa sottolinea che questo incendio ha rappresentato un'emergenza "di straordinaria magnitudine e complessità", sia per la superficie raggiunta che per le condizioni estreme in cui si sono svolti i lavori di estinzione. Il fuoco è arrivato a coprire i comuni menzionati, con un perimetro vicino ai 210 chilometri, e una misurazione definitiva, elaborata tramite il programma europeo Copernicus, che stima la superficie bruciata intorno a 33.000 ettari.

Il sinistro ha devastato ampie masse forestali formate da pinete e zone critiche di dehesa e monte mediterraneo "di alto valore ecologico". Si conferma inoltre la distruzione del potenziale legnoso e, in modo "molto severo", una perdita "drastica" nella produzione di sughero e ghianda nei boschi pubblici e privati della zona --con particolare incidenza su Berrocal--, oltre a eucalipti in sfruttamento, sia in uso che abbandonati.

La scomparsa dello strato vegetale lascia, inoltre, i suoli scoperti di fronte a un'erosione "imminente" in vista delle prossime piogge autunnali, il che rende "indispensabili" opere idrotecniche di emergenza per salvaguardare i bacini fluviali. Allo stesso tempo, la fauna selvatica ha subito una frammentazione degli habitat "senza precedenti".

I territori di caccia maggiore e minore dei comuni interessati presentano una perdita "assoluta" di rifugio, di nidi e di cibo, "provocando un'alta mortalità diretta e lo spostamento forzato di popolazioni". In totale, sono stati colpiti 34 territori; 27 situati nella provincia di Huelva e sette in quella di Siviglia.

Impatto sull'allevamento estensivo e sul settore apistico

Nel settore agricolo, il danno si concentra soprattutto sull'allevamento estensivo. L'incendio ha comportato un danno agricolo diretto eliminando o riducendo la copertura erbacea e arbustiva che serve da alimento al bestiame e ha "compromesso" la campagna di montanera del maiale iberico, così come la disponibilità di ombra per gli animali.

Il fuoco ha anche generato costi straordinari per l'evacuazione e l'alimentazione di emergenza di animali e alveari. Si ha notizia che sono state colpite 38 aziende di bovini e equini, oltre a aziende di piccoli ruminanti e suini. Il settore apistico della zona si trova anch'esso di fronte a uno scenario "molto sfavorevole" a causa della calcificazione diretta di insediamenti di alveari e della pratica scomparsa del supporto floreale mellifero e arbustivo.

La Junta sottolinea che l'affezione è "di tale magnitudine" che "si devono cercare soluzioni viabili per il ricollocamento degli alveari in quelle isole verdi o superfici che non siano state colpite, sempre che sia possibile". Inoltre, la rete viaria di comunicazione presenta danni strutturali, con passaggi d'acqua, fossati e terreni deteriorati e in parte intransitabili.

Si sono registrati anche danni derivanti dall'apertura di tagliafuoco, dal taglio o rimozione di recinzioni e danni a strutture e chiusure zootecniche. Infine, la perdita del potenziale produttivo forestale-agricolo e la distruzione di servizi ecosistemici essenziali --come la regolazione del ciclo idrico e la fissazione del carbonio-- rendono necessaria un'intervento pubblico "immediato".

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