Agosto eguaglia il record mondiale di caldo e supera temporaneamente i 1,5 gradi

La temperatura media mondiale ha raggiunto i 16,96 gradi ed è rimasta allo stesso livello di luglio 2023, secondo Copernicus

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EuropaPress 7649215 persona resguarda sol sombra julio 2026 madrid espana agencia estatal

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Agosto 2026 ha pareggiato il record del mese più caldo mai registrato a livello mondiale. La temperatura media della superficie terrestre ha raggiunto i 16,96 gradi, lo stesso livello registrato a luglio 2023, secondo i dati del Servizio di Cambiamento Climatico di Copernicus (C3S).

Il record rende agosto il mese di agosto più caldo della serie ERA5, che risale al 1940. La temperatura è stata di 0,85 gradi sopra la media di riferimento del periodo 1991-2020 e ha superato i precedenti record di agosto, stabiliti congiuntamente nel 2023 e nel 2024.

Il dato riporta anche temporaneamente il pianeta sopra uno dei limiti più monitorati della climatologia: la media mondiale di agosto è stata superiore di 1,65 gradi rispetto alla stima corrispondente al periodo preindustriale del 1850-1900. Era la prima volta da novembre 2025 che un mese raggiungeva di nuovo quel livello.

Copernicus precisa che un record mensile superiore a 1,5 gradi non equivale di per sé a un superamento dell'obiettivo del Accordo di Parigi. Questo obiettivo si riferisce al riscaldamento globale sostenuto per periodi prolungati, non a un singolo mese.

L'episodio si è verificato inoltre in un contesto di temperature eccezionalmente alte sia sulla terra che negli oceani. La media della temperatura delle superfici terrestri del pianeta è stata la più elevata registrata per un mese di agosto, mentre l'oceano extratropicale ha raggiunto anche un massimo storico.

Il caldo batte anche record nell'oceano

La temperatura media della superficie dell'oceano tra i 60 gradi di latitudine nord e i 60 gradi di latitudine sud è arrivata ad agosto a 21,07 gradi. È il valore più alto registrato per quel mese e supera i 20,98 gradi raggiunti ad agosto 2023.

Il record marino è in parte correlato al rapido riscaldamento del Pacifico equatoriale. Copernicus segnala che le condizioni di El Niño sono presenti e che si prevede che il fenomeno si intensifichi nei prossimi mesi, con possibilità di diventare uno degli episodi più forti registrati.

Il 24 e il 25 agosto è stata inoltre raggiunta una temperatura giornaliera di 21,11 gradi sulla superficie dell'oceano extratropicale. Quel valore ha superato il precedente massimo giornaliero, fissato a 21,09 gradi e registrato a marzo 2024.

Europa occidentale chiude la sua estate più calda

Il comportamento dell'estate è stato particolarmente estremo in Europa occidentale. Il periodo compreso tra giugno e agosto è diventato il più caldo registrato in quella regione, superando il record precedente del 2003.

Le ondate di calore sono state persistenti e sono iniziate in modo eccezionalmente precoce. Le alte temperature si sono estese per buona parte dell'estate e sono state accompagnate da condizioni secche in ampie zone dell'Europa occidentale, centrale e orientale.

La mancanza di umidità ha lasciato anche un'impronta sulle risorse idriche. Copernicus ha rilevato portate eccezionalmente basse in vari grandi fiumi europei, tra cui il Reno, il Danubio, il Bug Meridionale e il Dnipro, mentre diverse zone del continente hanno registrato condizioni di siccità e un'elevata attività di incendi.

Il riscaldamento supera nuovamente la soglia mensile

La media degli ultimi 12 mesi, tra settembre 2025 e agosto 2026, si è situata 1,48 gradi sopra il livello preindustriale. Questa cifra offre una prospettiva diversa rispetto al dato isolato di agosto e permette di osservare l'evoluzione della temperatura in un periodo più prolungato.

Il comportamento degli oceani aggiunge un altro elemento allo scenario. Le acque dell'Atlantico occidentale e del Mediterraneo hanno registrato temperature record per agosto, con ampie zone sottoposte a episodi di calore marino forte o severo.

Copernicus colloca anche il riscaldamento globale nel contesto delle emissioni provocate dalla combustione di combustibili fossili. La combinazione di temperature terrestri estreme, oceani eccezionalmente caldi e l'evoluzione del Pacifico sarà uno degli elementi che determineranno il comportamento climatico dei prossimi mesi.

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