Il Difensore del Popolo Andaluso archivia il reclamo per nomi di scuole contrari alla memoria democratica

Il Difensore del Popolo Andaluso archivia il reclamo sui collegi con nomi contrari alla memoria democratica, anche se annuncia un seguito successivo.

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Il Difensore del Popolo Andaluso ha reso pubblica una risoluzione nella quale comunica l'archiviazione del reclamo d'ufficio avviato nel dicembre 2022 e sviluppato durante il 2023. Questa azione era rivolta alla già scomparsa Conselleria di Sviluppo Educativo e Formazione Professionale, dopo "aver preso conoscenza di diversi inadempimenti che si stavano verificando riguardo al ritiro o all'eliminazione degli elementi contrari alla memoria democratica" nei comuni con più di 20.000 abitanti.

Tra questi possibili inadempimenti figuravano diversi centri educativi la cui denominazione "poteva essere contraria alla memoria storica e democratica dell'Andalusia". In questo elenco erano inclusi l'Istituto di Istruzione Secondaria (IES) Miguel Sánchez López, a Torredelcampo (Jaén); il Centro di Educazione Infantile e Primaria (CEIP) Augusto Santiago Bellido, a Vélez Málaga (Málaga); l'IES Tolosa, a La Línea de la Concepción (Cádiz), così come i CEIP Coca de la Piñera e Alfonso de Orleans, a Utrera (Siviglia).

Secondo quanto dettagliato nella risoluzione, il 18 maggio 2026 l'istituzione del Difensore ha ricevuto un rapporto dalla Commissaria per la Concordia nel quale si indica, trascorsi tre anni e mezzo, che "si sta raccogliendo l'ampliamento del contenuto della sua richiesta, aggiungendo ad essa le ragioni fondate per le quali si considera che tali denominazioni potessero essere contrarie alla memoria democratica".

Il documento della Commissaria precisa anche che "allo stesso modo --riporta il Difensore della Commissaria-- nel caso in cui i centri educativi portino il nome di una persona, si sta studiando informazioni sulla biografia di tale persona per conoscere se la stessa avesse un legame con il mondo educativo che potesse aver motivato la denominazione del centro educativo con il suo nome".

Di fronte a questa risposta, che arriva dopo più di tre anni dall'apertura del reclamo, l'ufficio del Difensore rimprovera che "questo lavoro preliminare da parte della Commissaria per la Concordia avrebbe già potuto essere realizzato nel corso dell'anno 2023 e già concluso, e non lasciare trascorrere questi tre anni affinché si costituisse il comitato tecnico".

Nella sua risoluzione, il Difensore sostiene che, "esaurita la trattazione del presente fascicolo avviato nel 2023, diamo per concluse le azioni senza pregiudizio che nel termine di tre mesi procederemo a effettuare un monitoraggio del rispetto delle misure concordate".

Nella denuncia d'ufficio aperta nel 2022, la Difesa aveva richiesto "di conoscere la relazione dei centri educativi di ogni provincia la cui denominazione può essere considerata contraria alle leggi della memoria democratica; se in caso di dubbio su qualche denominazione si siano rivolti al comitato tecnico per risolvere questi fascicoli e in tal caso la relazione degli stessi e la risposta data; e le azioni che sono state realizzate per affrontare il cambiamento di denominazione e lo stato di trattazione delle stesse".

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