La segretaria generale del PSPV e ministra della Scienza, Innovazione e Università, Diana Morant, ha affermato che non considera che le "concentrazioni di PP e di Vox" previste abbiano come obiettivo principale esprimere supporto alla città autonoma di Ceuta dopo l'ingresso massiccio di migranti registrato lo scorso mese di luglio. Allo stesso tempo, ha ribadito che i socialisti valenciani non le sosterranno né ne faranno parte.
Morant ha rilasciato queste dichiarazioni questo lunedì a Les Corts, dove ha sottolineato che il PSPV non ha "esortato nessuno" a smettere di partecipare alle proteste convocate per questo mercoledì 2 settembre. In questo contesto, ha invitato PP e Vox ad assumere l'iniziativa di organizzarle se realmente desiderano celebrarle: "Se il PP e Vox vogliono fare una concentrazione, beh, che convocano la concentrazione", ha indicato.
La dirigente socialista ha insistito sul fatto che, se si tratta di "concentrazioni del PP e di Vox", devono essere queste formazioni a promuoverle e assumere le conseguenze: "Perché convocare una concentrazione significa farsi responsabile di ciò che accade in quella concentrazione", ha sottolineato. Inoltre, ha avvertito che in questo tipo di atti tendono ad apparire "bandiere incostituzionali e franchiste" e ha ricordato che "siamo così abituati a questo tipo di concentrazioni e sono venuti a vandalizzare le sedi del Partito Socialista".
Perciò, Morant ha difeso che risulta coerente che il PSPV non vada a "sostenere né partecipare a concentrazioni di PP e di Vox che, certamente, non credo che la loro finalità sia mostrare solidarietà con ciò che sta accadendo a Ceuta". Sulla gestione della crisi, ha rimandato alle spiegazioni fornite dal presidente del Governo, Pedro Sánchez, in un'intervista radiofonica trasmessa questo stesso lunedì.
In ogni caso, ha sottolineato che "ciò che sta accadendo a Ceuta è stata chiaramente un'invasione del territorio spagnolo", sebbene abbia messo l'accento sul fatto che in questo momento "ciò che rimane lì è una crisi umanitaria alla quale bisogna rispondere per poi rispondere adeguatamente con la legge sia per i minori che per i minori".
Messaggio al presidente della Generalitat e chiamata alla solidarietà
Morant ha voluto lanciare anche "un messaggio" al 'president' della Generalitat, Juanfran Pérez Llorca: "La Comunitat Valenciana è solidale, non è razzista come lo è lui. E così come abbiamo accolto gli ucraini, dovremo accogliere, perché inoltre così dice la legge e così pensa la maggioranza della società valenciana, i bambini di 7, 8, 9, 10 anni che ci sono a Ceuta, se è il criterio di distribuzione per la penisola. Perché lo dice una legge, ma soprattutto una legge che è al di sopra di tutte, che è quella umanitaria".
In questa linea, ha riflettuto sulla situazione dei minori migranti, ricordando che "chiunque di noi potrebbe essere quel bambino o quella bambina di 8 anni". "Potrebbe essere toccato a chiunque, anche a Pérez Llorca, anche alle sue figlie, è una lotteria e davanti a tutto deve esserci la protezione ai bambini e alle bambine", ha concluso.