Che cos'è l'inflazione sottostante e perché importa più di quanto sembri

Questo indicatore elimina i prezzi più volatili per offrire un'immagine più stabile dell'evoluzione del costo della vita. Per questo motivo, la Banca Centrale Europea lo segue molto da vicino quando decide sui tassi di interesse.

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Ogni volta che vengono pubblicati i dati dell'IPC appare un indicatore che tende a passare inosservato: l'inflazione sottostante.

Anche se riceve meno attenzione rispetto all'inflazione generale, economisti, governi e banche centrali la considerano uno dei riferimenti più importanti per capire se l'aumento dei prezzi è occasionale o si sta consolidando nell'economia.

Che cos'è l'inflazione sottostante?

L'inflazione sottostante è un indicatore che misura l'evoluzione dei prezzi, ma esclude i prodotti alimentari non lavorati e i prodotti energetici, come i combustibili o l'elettricità.

Questi prodotti tendono a registrare forti oscillazioni per motivi climatici, geopolitici o di mercato, il che può distorcere l'evoluzione reale dei prezzi.

Eliminandoli dal calcolo, l'inflazione sottostante offre una visione più stabile della tendenza di fondo dell'economia.

In cosa si differenzia dall'inflazione generale?

La principale differenza sta nei prodotti inclusi in ciascun indicatore.

L'inflazione generale tiene conto di tutto il paniere di beni e servizi analizzato dall'Indice dei Prezzi al Consumo (IPC).

L'inflazione sottostante, invece, elimina i componenti più volatili per evitare che un aumento occasionale del petrolio o un cattivo raccolto alterino la lettura sull'evoluzione dei prezzi.

Perché è così importante?

Gli economisti ritengono che l'inflazione sottostante aiuti a identificare se l'aumento dei prezzi risponde a fattori temporanei o se si sta estendendo all'intera economia.

Quando questo indicatore rimane elevato per diversi mesi può riflettere che le aziende stanno trasferendo maggiori costi ai consumatori o che la domanda continua a essere forte.

Per questo motivo, la Banca Centrale Europea (BCE) presta particolare attenzione alla sua evoluzione prima di prendere decisioni sui tassi di interesse.

Può essere più alta dell'inflazione generale?

Sì. In determinati momenti l'inflazione sottostante può situarsi al di sopra dell'inflazione generale.

Questo accade, ad esempio, quando scendono i prezzi dell'energia mentre altri beni e servizi continuano a diventare più costosi.

Può anche succedere il contrario: che un forte aumento del prezzo del petrolio o degli alimenti elevi l'inflazione generale mentre quella sottostante rimane più contenuta.

Come influisce sui cittadini?

Anche se non modifica direttamente le bollette o il paniere della spesa, l'inflazione sottostante influisce su decisioni economiche che finiscono per colpire il portafoglio.

Tra queste spiccano:

  • La politica dei tassi di interesse della BCE.
  • Il costo dei mutui e dei prestiti.
  • Le previsioni economiche.
  • Le decisioni di investimento di imprese e famiglie.

Perciò, la sua evoluzione può finire per avere conseguenze sul finanziamento, il consumo o la crescita economica.

Un indicatore meno conosciuto, ma molto monitorato

L'inflazione generale tende a catturare i titoli perché riflette il costo immediato della vita. Tuttavia, l'inflazione sottostante permette di sapere se quell'aumento dei prezzi risponde a circostanze eccezionali o se esiste una pressione inflazionistica più persistente.

Per questo è diventata una delle variabili più osservate dalle banche centrali e dagli analisti economici di tutto il mondo.

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