La salita del salario minimo interprofessionale entra nella precampagna del 29N. Il Ministero del Lavoro vuole lasciare approvata l'aggiornamento per il 2027 prima delle elezioni generali e punta a un aumento vicino al 5%, anche se il dipartimento di Yolanda Díaz non ha ancora concretizzato una proposta.
Fino a quando non verrà approvata la nuova quantia, il riferimento vigente rimane 1.221 euro lordi mensili in 14 rate, equivalenti a 17.094 euro all'anno per un lavoro a tempo pieno. Così stabilisce il decreto reale che regola il SMI del 2026.
Cosa manca per approvare l'aumento del SMI
Il primo passo è il rapporto della commissione consultiva. Il Lavoro ha convocato questo organo l'8 ottobre scorso per iniziare a elaborare la sua raccomandazione sul salario minimo del 2027. Dopo arriverà la consultazione con i sindacati e le organizzazioni imprenditoriali.
L'articolo 27 dello Statuto dei Lavoratori attribuisce al Governo la fissazione annuale del SMI, previa consultazione con i rappresentanti sociali più rappresentativi. Per determinarlo deve considerare l'inflazione, la produttività, la partecipazione del lavoro nel reddito nazionale e la situazione economica generale. La norma richiede di consultare, ma non condiziona la decisione a un accordo con i datori di lavoro e i sindacati.
Carlos Cuerpo ha sottolineato che l'aumento potrebbe essere approvato prima delle elezioni, una volta completati il rapporto e la consultazione. L'aggiornamento si articola tramite un decreto reale, quindi non necessita di una votazione di convalida nel Congresso come quella richiesta dai decreti legge.
Approvare prima del 29N non significa riceverlo a novembre
Il calendario politico e quello delle buste paga sono diversi. Il processo aperto dal Lavoro corrisponde al SMI del 2027: anticipare la sua approvazione permetterebbe di conoscere il nuovo riferimento prima delle elezioni, ma non implica di per sé un aumento del salario minimo degli ultimi mesi del 2026.
Il decreto reale definitivo dovrà stabilire la quantia e la data da cui si applica. La regolamentazione attuale fissa espressamente gli effetti del SMI vigente tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2026.
Quanto comporterebbe un aumento del 5%
Prendendo come base i 1.221 euro mensili attuali, un aumento esatto del 5% collocherebbe il salario minimo a 1.282,05 euro lordi in 14 rate. Sarebbero 61,05 euro in più per rata e 854,70 euro aggiuntivi all'anno.
| Concetto | SMI vigente nel 2026 | Scenario con aumento del 5% | Differenza |
|---|---|---|---|
| Lordo mensile in 14 rate | 1.221,00 € | 1.282,05 € | +61,05 € |
| Lordo annuale | 17.094,00 € | 17.948,70 € | +854,70 € |
| Lordo mensile con extra ripartiti in 12 rate | 1.424,50 € | 1.495,73 € | +71,23 € |
Fonte: BOE e calcoli propri sul SMI vigente. Scenario illustrativo, non approvato. Importi lordi per giornata intera; le quantità mensili in 12 rate sono arrotondate.
I sindacati chiedono un incremento maggiore
Da parte loro, CCOO e UGT difendono un aumento del 7% per il prossimo anno. La richiesta sindacale arriva prima che si sia chiusa la negoziazione sulla nuova quantificazione.
Il lavoro ha incaricato gli esperti affinché la loro raccomandazione preservi il potere d'acquisto del salario minimo e mantenga come riferimento il 60% del salario medio netto. L'intenzione di Díaz è di avere il rapporto entro la fine di ottobre per aprire poi la negoziazione con gli agenti sociali.