Bruxelles aspira a duplicare l'uso dell'elettricità nell'energia dell'UE e ridurre il suo carico fiscale rispetto al gas

Bruxelles propone di raddoppiare il peso dell'elettricità nell'energia dell'UE, ridurre la sua tassazione rispetto al gas e accelerare pompe di calore e auto elettriche.

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La Commissione Europea ha presentato questo venerdì una proposta affinché, in un orizzonte di quattordici anni, l'elettricità arrivi a rappresentare il doppio del suo peso attuale nel consumo energetico dell'Unione Europea, oggi stagnato attorno al 23%. Il piano prevede di alleviare la pressione fiscale su questa fonte rispetto al gas, generalizzare i contatori intelligenti e accelerare il dispiegamento di pompe di calore, veicoli elettrici e soluzioni industriali alimentate con elettricità.

"Vogliamo che i prezzi riflettano la realtà: il verde è più economico e più intelligente; la dipendenza è costosa", ha sottolineato la vicepresidente dell'Esecutivo comunitario per una Transizione Pulita, Giusta e Competitiva, Teresa Ribera, avvertendo che ogni anno di ritardo implica maggiori costi, maggiore esposizione a crisi esterne e nuove opportunità che sfuggono per l'economia europea.

Con questa iniziativa, l'Esecutivo comunitario cerca di far sì che l'elettricità sostituisca gradualmente i combustibili fossili in fabbriche, edifici e trasporti. A tal fine fissa, tra gli altri obiettivi, che almeno il 50% dei consumatori disponga di sistemi di misurazione intelligente del consumo entro il 2030 e che la capacità di stoccaggio elettrico raggiunga i 200 gigawatt nella stessa data.

La proposta parte dall'idea che incrementare la generazione rinnovabile e nucleare non sarà sufficiente se l'elettricità non guadagna peso nel consumo finale. Per questo, Bruxelles vuole agire anche sulla fiscalità, le reti e il costo di tecnologie come le pompe di calore o le auto elettriche, al fine di renderle più accessibili.

"Dalla chiusura dello stretto di Hormuz, l'Europa ha pagato oltre 50.000 milioni di euro aggiuntivi per l'energia senza ricevere una sola molecola in più", ha ricordato il commissario europeo per l'Energia e l'Abitazione, Dan Jorgensen, il quale ha sottolineato che quella fattura evidenzia la vulnerabilità economica che genera la dipendenza esterna.

Secondo quanto ha ribadito, l'UE ha bisogno di sostituire le "molecole nere, costose e inquinanti" con "elettroni puliti, economici e prodotti in Europa", sia per ridurre le sue importazioni di combustibili fossili sia per rafforzare la competitività e avanzare nella lotta contro il cambiamento climatico.

Meno tasse sull'elettricità

Una delle parti centrali del piano è che l'elettricità supporti un carico fiscale inferiore a quello del gas. Bruxelles considera che questa differenza impositiva sia imprescindibile per correggere l'attuale squilibrio tra entrambe le fonti e abbattere le bollette dei consumatori.

La Commissione si è impegnata inoltre a presentare prima della fine dell'anno nuove proposte per ritirare gradualmente i sussidi ai combustibili fossili, che cifra in circa 100.000 milioni di euro annui, ritenendo che il denaro pubblico non debba continuare a sostenere la dipendenza energetica dall'estero.

Il Esecutivo comunitario propone inoltre di sfruttare meglio le infrastrutture di rete già esistenti mediante tariffe che incentivino la flessibilità e incoraggino famiglie e imprese a consumare elettricità nei momenti in cui risulta più economica e il sistema è meno sotto pressione.

Con questo approccio, Bruxelles intende evitare ampliamenti "non necessari e costosi" delle reti e, allo stesso tempo, alleviare i costi che sostengono le industrie con un consumo intensivo di energia.

Elettrificare l'industria

Nel settore industriale, la Commissione sostiene che è già "tecnicamente possibile" sostituire i combustibili fossili con l'elettricità nel 60% della domanda energetica, grazie a soluzioni come forni elettrici e caldaie alimentate con questa fonte.

Per accelerare questo processo, il Esecutivo comunitario elaborerà fogli di percorso specifici per settori e cercherà di facilitare l'accesso delle imprese a diverse fonti di energia a basse emissioni di carbonio, oltre a destinare parte delle entrate del mercato europeo delle emissioni a finanziare la trasformazione.

Pompe di calore e veicoli elettrici

Negli appartamenti, uffici e edifici pubblici, Bruxelles vuole promuovere con forza l'installazione di pompe di calore prima del 2030 e facilitare il loro finanziamento per sostituire progressivamente le caldaie a gas.

Secondo i calcoli presentati da Jorgensen, questa sostituzione può ridurre fino al 60% la bolletta media di riscaldamento delle abitazioni europee, oltre a offrire capacità di raffreddamento durante i mesi più caldi.

Per raggiungere questo obiettivo, la Commissione propone di ridurre il rischio finanziario degli investimenti e fornire ai consumatori budget e informazioni comparabili, in modo che possano scegliere con maggiore facilità tra le diverse tecnologie disponibili.

Il documento incorpora anche nuove misure di sostegno ai veicoli elettrici e propone di estendere i programmi di locazione sociale già applicati da alcuni Stati membri, con l'obiettivo di facilitare alle famiglie con meno risorse l'accesso a automobili e ad altre soluzioni di mobilità elettrica.

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