La Confederazione Sindacale Indipendente dei Funzionari (CSIF) ha comunicato che sosterrà tutti gli scioperi e le mobilitazioni previste in Renfe e Adif, indetti per denunciare la situazione attuale del settore ferroviario in Spagna e chiedere la destituzione dei responsabili politici, a partire dal ministro dei Trasporti, Óscar Puente, nonché del resto della dirigenza di vertice di entrambe le entità pubbliche.
Tramite una nota informativa, CSIF ha spiegato che sta mantenendo contatti con i diversi attori e organizzazioni del settore ferroviario al fine di incanalare l’aumentante malcontento esistente tra le maestranze. Ad Adif le proteste sono state fissate per il 16 novembre e la giornata di sciopero si svolgerà il 17, mentre in Renfe il sindacato Semaf ha indetto nuovi blocchi per i giorni 10 e 12 novembre.
Il sindacato collega il recente incidente ferroviario di Urda (Toledo) con un "sistema fallito" in cui confluiscono carenze negli investimenti in infrastrutture e sicurezza, la necessità di rivedere i protocolli e le condizioni di lavoro, nonché aspetti relativi a formazione, esperienza e dotazione di personale.
In questo scenario, CSIF propone un pacchetto di azioni che prende avvio da una riforma legale destinata a garantire la professionalizzazione dei team direttivi di imprese e amministrazioni pubbliche, riducendo le nomine esclusivamente politiche o di fiducia. L’organizzazione sostiene che i ruoli di maggiore responsabilità vengano assegnati tramite processi aperti, valutazioni indipendenti e accreditamento di esperienza specifica, in linea con i principi di uguaglianza, merito e capacità.
"La politica non può sostituire la competenza professionale", afferma la centrale sindacale, che chiede inoltre la negoziazione di nuovi contratti collettivi per Adif e Adif Alta Velocidad, prestando particolare attenzione alla specializzazione, ai percorsi di formazione, alle pause, alla promozione interna e alla definizione chiara delle funzioni.
Tra le misure prospettate rientra il rafforzamento delle maestranze e il contenimento delle esternalizzazioni nella manutenzione di infrastrutture e treni, insieme all’aggiornamento dei protocolli di sicurezza, la gestione delle criticità e il coordinamento preventivo.
CSIF reclama, inoltre, di riattivare i comitati di sicurezza e salute sul lavoro e di effettuare una valutazione dettagliata dei rischi, in particolare quelli collegati alla fatica, alla turnazione, alle pause, al lavoro notturno e al sovraccarico. In questo ambito, propone di potenziare la sorveglianza sanitaria, l’assistenza psicologica specialistica e l’implementazione di protocolli di reinserimento dopo episodi traumatici.
Infine, il sindacato chiede un’auditoria esterna e indipendente della manutenzione ferroviaria che esamini la storia dei guasti, i tempi di riparazione e le risorse tecniche e umane disponibili, nonché l’effetto preventivo delle imprese appaltatrici e delle subappaltatrici. Propone anche l’avvio di un piano pluriennale di sicurezza ferroviaria, con un finanziamento chiaro, audit indipendenti e meccanismi di monitoraggio del suo grado di attuazione.