Giornata Mondiale dell'Assistenza Umanitaria: 907 lavoratori sono stati assassinati, feriti o sequestrati nel 2025

I dati dell'Aid Worker Security Database contano 350 morti, 322 feriti e 235 sequestrati durante l'ultimo anno completo, mentre le Nazioni Unite chiedono maggiore protezione per coloro che lavorano in zone di conflitto.

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Il Giorno Mondiale dell'Assistenza Umanitaria arriva questo 19 agosto con un numero che riflette il deterioramento della sicurezza di coloro che lavorano in alcune delle maggiori crisi del pianeta: 907 lavoratori umanitari sono stati assassinati, feriti o sequestrati durante il 2025, secondo gli ultimi dati consolidati di Aid Worker Security Database (AWSD).

Il bilancio si divide in 350 lavoratori morti, 322 feriti e 235 sequestrati. Se si aggiungono i 280 arresti registrati dalla base di dati —una categoria su cui AWSD avverte che le informazioni storiche sono più limitate—, il numero totale di persone colpite sale a 1.187.

Le Nazioni Unite utilizzano una metodologia diversa e collocano a almeno 326 i lavoratori umanitari assassinati in 21 paesi durante il 2025. L'organizzazione avverte inoltre che più di 1.010 professionisti dell'assistenza umanitaria sono morti negli ultimi tre anni.

Perché si celebra il 19 agosto

Il Giorno Mondiale dell'Assistenza Umanitaria si commemora ogni 19 agosto in ricordo dell'attentato contro la sede delle Nazioni Unite nell'Hotel Canal di Baghdad nel 2003.

L'attacco ha ucciso 22 persone, tra cui il rappresentante speciale dell'ONU per l'Iraq, Sérgio Vieira de Mello. L'Assemblea Generale ha successivamente istituito questa giornata per riconoscere coloro che forniscono assistenza alle popolazioni colpite da conflitti e catastrofi.

La campagna è coordinata dall'Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA).

Oltre 250 milioni di persone hanno bisogno di aiuto

La violenza contro i lavoratori si verifica inoltre in un momento di enorme pressione sul sistema internazionale di assistenza.

Oltre 252 milioni di persone avevano urgentemente bisogno di assistenza umanitaria e protezione alla fine di maggio 2026, 13 milioni in più rispetto a quando è stato presentato il Panorama Umanitario Mondiale per quest'anno.

Le organizzazioni umanitarie avevano previsto di assistere 143,2 milioni di persone e di dare priorità a quasi 89 milioni con i bisogni più gravi.

Tuttavia, il principale problema torna ad essere il finanziamento. Al 31 maggio, i piani umanitari necessitavano di 33.660 milioni di dollari, ma avevano ricevuto solo 8.210 milioni: il 24,4% di quanto necessario.

Lavoratori umanitari trasformati in obiettivi

Il diritto internazionale umanitario stabilisce che i civili, incluso il personale umanitario e sanitario, devono essere rispettati e protetti durante i conflitti armati.

Obbliga anche le parti a permettere e facilitare l'arrivo di aiuti umanitari alla popolazione che ne ha bisogno.

Tuttavia, le Nazioni Unite denunciano che i lavoratori umanitari continuano a essere assassinati, feriti, rapiti, detenuti e ostacolati mentre svolgono il loro lavoro. La maggior parte delle vittime sono inoltre lavoratori nazionali che forniscono assistenza all'interno dei propri paesi.

Gli attacchi hanno conseguenze che vanno oltre le stesse vittime: possono interrompere la distribuzione di cibo, l'assistenza sanitaria o i servizi di protezione di intere popolazioni.

Per questo, il messaggio scelto dalle Nazioni Unite per questo Giorno Mondiale dell'Assistenza Umanitaria del 2026 indurisce il tono rispetto agli anni precedenti: "È finito il tempo della preoccupazione. È arrivato il momento delle conseguenze".

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