I ministri delle Finanze dell'UE riaprono il dibattito su come affrontare l'escalation dell'energia

L'UE dibatte a Lussemburgo come rispondere all'aumento dell'energia, una possibile tassa sui profitti extra e la riforma della supervisione finanziaria.

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I ministri dell'Economia e delle Finanze dell'Unione Europea si riuniscono questo giovedì e venerdì a Lussemburgo per analizzare l'impatto economico delle recenti tensioni nei mercati energetici. Sul tavolo ci saranno l'aumento del gas, dell'elettricità e del petrolio, il loro effetto sull'inflazione e sull'attività economica del blocco, così come la riattivazione del dibattito su un eventuale tassa europea sui profitti straordinari delle compagnie energetiche.

La questione sarà affrontata già giovedì nell'Eurogruppo, dove la Spagna proporrà una combinazione di misure immediate per proteggere consumatori, imprese e gruppi più vulnerabili, insieme a una strategia strutturale basata sull'elettrificazione, sull'impulso delle energie rinnovabili e sul rafforzamento delle reti. L'obiettivo è ridurre la dipendenza dell'economia europea di fronte a futuri "shock" esterni, secondo quanto segnalano fonti del Ministero dell'Economia.

Venerdì, durante la colazione prima dell'Ecofin, i titolari delle Finanze torneranno a trattare la questione dei guadagni aggiuntivi delle aziende energetiche, su richiesta di sei Stati membri che chiedono un quadro comune europeo per tassarli. Si riprenderà così lo scambio iniziato nella riunione informale di Dublino, in cui la Spagna ha chiesto alla Commissione di esaminare la situazione e valutare possibili iniziative per garantire una distribuzione più equa dei costi.

Tuttavia, fonti diplomatiche sottolineano che persistono "differenze considerevoli" tra le posizioni nazionali e "notevoli difficoltà" nell'articolare una risposta condivisa, e ribadiscono che questo nuovo dibattito non implica che Bruxelles abbia variato la sua posizione sulla presentazione di una proposta legislativa.

Nel caso spagnolo, si prevede che il commissario europeo per il Clima, Wopke Hoekstra, utilizzi la discussione per offrire novità sui "piani" e "intenzioni" dell'Esecutivo comunitario. Tuttavia, fonti dell'Economia ammettono che è probabile che la Commissione non abbia ancora terminato la sua analisi sui guadagni straordinari, dato che si tratta di una valutazione che "nessuno vuole sia affrettata e poco attenta".

In parallelo, la richiesta dell'Italia affinché le regole fiscali contemplino un margine maggiore di fronte all'impatto dell'aumento energetico potrebbe inserirsi nelle conversazioni tra i ministri, anche se non è formalmente inclusa nell'ordine del giorno.

Su questo punto, la Spagna considera che il quadro attuale offre già la "flessibilità necessaria" per incorporare questo tipo di circostanze eccezionali, sebbene studi separatamente l'opzione di attivare la clausola nazionale di fuga, un'alternativa che "si sta ancora valutando".

Accordo sulla supervisione dei mercati finanziari

Il principale dossier legislativo dell'Ecofin sarà il pacchetto sull'integrazione e supervisione dei mercati finanziari, riguardo al quale la presidenza irlandese aspira a ottenere questo venerdì una posizione comune dei Ventisette, dopo aver dedicato anche la cena informale della vigilia a tentare di avvicinare le posizioni.

La Spagna si dichiara "fermamente impegnata" a chiudere un accordo generale in questa sessione e considera fattibile raggiungere un compromesso, nonostante la complessità di un testo con cui l'UE intende avanzare nell'integrazione dei mercati dei capitali e rafforzare l'Unione dei Risparmi e degli Investimenti.

Tra i punti ancora aperti figurano i criteri che determineranno quali grandi operatori, per il loro peso in vari paesi dell'UE, passeranno dall'essere sotto la tutela dei supervisori nazionali a rimanere sotto supervisione diretta dell'Autorità Europea dei Valori e dei Mercati (ESMA), così come la ripartizione dei contributi delle autorità nazionali per finanziare questo organismo.

Con i parametri attualmente proposti, Deutsche Börse, uno dei principali operatori di borsa del continente, rimarrebbe fuori da quella supervisione su scala europea e continuerebbe sotto controllo nazionale, secondo confermano fonti del Ministero dell'Economia, che difendono che la proposta ha una base "tecnica e solida" e riflette in modo adeguato la natura paneuropea dei diversi attori.

Per quanto riguarda i fornitori di criptoattivi, il testo di compromesso elaborato dalla presidenza irlandese stabilisce una differenziazione tra quelli considerati significativi e quelli che non lo sono, un approccio che la Spagna interpreta come una possibile "zona di atterraggio" per chiudere il patto.

Volatilità nelle valute e ruolo internazionale dell'euro

Prima, nella riunione di giovedì, i ministri della zona euro analizzeranno insieme alla Commissione Europea e alla Banca Centrale Europea (BCE) la situazione finanziaria, con particolare attenzione al mercato delle valute e all'evoluzione della moneta unica in un contesto di maggiore volatilità.

L'Italia sfrutterà questo scambio per sostenere il rafforzamento del ruolo internazionale dell'euro, un obiettivo che, a suo avviso, richiede di approfondire l'Unione Economica e Monetaria, avanzare nell'integrazione dei mercati dei capitali e mantenere dibattiti "ambiziosi" come la creazione di un attivo sicuro europeo.

L'Italia insiste per entrare nel vertice della BCE

Al di là dell'agenda formale, si prevede che il presidente dell'Eurogruppo informi i ministri sui prossimi passi per coprire la vacante che lascerà Isabel Schnabel nel Comitato Esecutivo della BCE, dopo che la presidente dell'istituzione, Christine Lagarde, ha inviato la lettera che attiva ufficialmente il processo.

Fonti del Ministero dell'Economia spiegano che sarà il presidente del forum economico a fissare il calendario e decidere in quale riunione verrà adottata una decisione, anche se insistono sul fatto che a Lussemburgo non è previsto alcun nominativo e che la questione potrebbe essere trattata da una prospettiva "più logistica".

L'Italia mantiene il suo obiettivo di ottenere un posto di rilevanza nel Comitato Esecutivo, con l'ex governatore della Banca di Spagna Pablo Hernández de Cos come candidato del Governo per la futura presidenza della BCE, e sostiene che la convocazione elettorale non altererà i contatti per promuovere una candidatura italiana, che continueranno con la stessa "intensità", "entusiasmo" e "slancio".