Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) prevede che il prodotto interno lordo (PIL) della Spagna continui a guidare nel 2026 e 2027 l'avanzamento tra le grandi economie della zona euro. Secondo le sue nuove proiezioni, l'economia spagnola registrerà una crescita del 2,5% nel 2026 e dell'1,8% nel 2027, accompagnata da un'inflazione media del 3,7% e del 2,7%, rispettivamente.
Nel suo rapporto "Prospettiva Economica Mondiale", l'organismo guidato da Kristalina Georgieva ha rivisto al rialzo di quattro decimi la sua previsione di espansione per la Spagna quest'anno, fino al 2,5%, dopo il 2,6% stimato per il 2025, mentre mantiene senza variazione la crescita calcolata per il 2027 all'1,8%.
Con questo aggiustamento, l'FMI si avvicina alla proiezione del Governo spagnolo, che a fine giugno ha elevato al 2,6% la sua previsione di avanzamento del PIL per l'esercizio in corso. Tuttavia, l'organismo internazionale continua a mostrare una visione più prudente per il prossimo anno, poiché l'Esecutivo confida in un aumento del 2,2% nel 2027.
In ogni caso, l'FMI torna a collocare la Spagna come la grande economia più dinamica dell'Unione Europea, con una crescita nel 2026 più del doppio dell'1,1% che calcola per l'insieme della zona euro, blocco che nel 2027 avanzerebbe dell'1,2%. Rispetto alle proiezioni precedenti, la zona euro migliora di due decimi la sua stima per quest'anno e mantiene invariata quella del 2027.
Così, il PIL spagnolo continuerà ad aumentare chiaramente al di sopra del resto dei grandi partner dell'euro. L'FMI prevede che la Germania cresca dell'1,3% nel 2026 e dell'1,1% nel 2027; la Francia, dello 0,4% e dello 0,7% in quegli anni, rispettivamente; mentre l'Italia registrerebbe un incremento dello 0,8% quest'esercizio e dello 0,6% il successivo.
Sul fronte dei prezzi, l'FMI calcola che l'inflazione media in Spagna raggiungerà il 3,7% nel 2026, sette decimi in più rispetto al suo rapporto di primavera e sopra il 3,1% previsto per l'insieme della zona euro. Per il 2027, l'organismo confida in una moderazione, con un tasso del 2,7% in Spagna, rispetto al 2,8% di media nella zona euro.
D'altra parte, le nuove previsioni dell'istituzione con sede a Washington mantengono il tasso di disoccupazione spagnolo al 9,8% sia quest'anno che il prossimo, sotto il 10,5% stimato per il 2025, ma ancora chiaramente superiore al 6,3% che si proietta, in media, per la zona euro in entrambi gli esercizi.