L'Ibex 35 consolida i 20.000 punti con lievi avanzamenti e il petrolio a 88 dollari in attesa di Nvidia

L'Ibex 35 chiude quasi piatto sopra i 20.000 punti, con il Brent a 88 dollari e il mercato in attesa di Nvidia e della tensione a Ormuz.

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L'Ibex 35 ha chiuso la sessione di questo mercoledì con un leggero aumento dello 0,05%, posizionandosi a 20.067,30 punti. L'indice spagnolo è riuscito a sostenersi sulla soglia dei 20.000 punti in una giornata segnata dal calo del petrolio Brent, che si è collocato attorno agli 88 dollari al barile, e dalla cautela degli investitori in attesa dei risultati del produttore statunitense di chip Nvidia.

Durante la giornata, il mercato ha continuato a seguire con attenzione l'evoluzione della situazione in Medio Oriente, dopo l'offensiva economica degli Stati Uniti contro l'Iran e il dialogo che mantiene la Repubblica Islamica e Oman per garantire la riapertura dello stretto di Hormuz.

Il ministro degli Esteri omanita, Badr al Busaidi, ha incontrato ieri a Teheran il suo omologo iraniano, Abbas Araqchi, per discutere "un piano per fasi" che consenta la ripresa "sicura" del traffico marittimo a Hormuz. Questo schema prevede la creazione di un corridoio marittimo congiunto di carattere temporaneo e un progetto comune di bonifica nella zona.

Le autorità iraniane hanno sottolineato, tuttavia, che questo "piano per fasi" concordato con Oman per gestire il transito attraverso lo stretto non implica l'"apertura immediata" di questo enclave strategico, poiché il suo sblocco dipenderà dal rispetto delle condizioni fissate da Teheran. In caso contrario, hanno avvertito, questa rotta "rimarrà chiusa".

Qaribabadi ha dettagliato che l'accesso al Golfo Persico avverrà attraverso acque iraniane, mentre l'uscita si svolgerà attraverso acque territoriali di Oman, sebbene "in entrambe, le navi attraverseranno acque iraniane" all'interno di una sorta di "autostrada di andata e ritorno con una larghezza totale di circa sette miglia (circa undici chilometri)".

Il vice ministro ha precisato che questo corridoio avrà un carattere "temporaneo" e che Iran e Mascate dovranno concordare, entro un termine di 30-60 giorni, un tracciato che sia "permanente". Inoltre, ha sottolineato che "la rotta sud dello stretto di Hormuz sarà chiusa", in riferimento al corridoio meridionale sotto il controllo degli Stati Uniti, attraverso il quale transitano circa 10 milioni di barili di petrolio al giorno. "Questo è un accordo. Oman accetta che questa rotta venga chiusa, e la questione sarà comunicata alla Comunità Internazionale", ha sottolineato Qaribabadi.

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In questo contesto geopolitico, il prezzo del Brent, riferimento in Europa, cedeva dello 0,36% alla chiusura delle piazze del Vecchio Continente, fino a 88,26 dollari al barile. Da parte sua, il West Texas Intermediate (WTI), riferimento negli Stati Uniti, riduceva dello 0,16%, fino a 82,23 dollari.

Sul piano macroeconomico, l'Ufficio di Analisi Economica del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha confermato nella sua seconda stima che il prodotto interno lordo (PIL) del paese è cresciuto a un ritmo annualizzato dell'1,5% nel secondo trimestre, equivalente a un avanzamento trimestrale dello 0,4%.

Gli operatori mantengono anche lo sguardo puntato sui conti di Nvidia, che saranno resi pubblici al termine della sessione a Wall Street. Gli analisti di Bankinter segnalano che "oltre all'impatto del giorno dei risultati (il mercato è particolarmente esigente e il minimo inadempimento può portare a prese di profitto), crediamo che i fondamentali della compagnia siano molto solidi e la nostra predisposizione sarebbe 'comprare nella debolezza' se si verificano cali".

Allo stesso tempo, gli investitori si preparano per il vertice dei banchieri centrali di Jackson Hole, che inizia domani giovedì e in cui venerdì interverrà il presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, nella sua prima partecipazione a questo forum.

Riguardo a questo incontro, la direttrice degli investitori di patrimonio di Neuberger, Shannon Saccocia, ha sottolineato che "è probabile che persista l'inquietudine nel mercato obbligazionario, ma non è l'estremità corta della curva -che controlla la Fed- a generare costernazione, bensì l'estremità lunga, ed è poco probabile che da Jackson Hole esca qualcosa che possa cambiare la percezione di una maggiore crescita e di un maggiore debito".

In ambito nazionale, l'Istituto Nazionale di Statistica (INE) ha diffuso le cifre dei mutui sulle abitazioni relative a giugno, mese in cui sono stati firmati 45.907 prestiti, un 10,8% in più su base annua e il volume più elevato per un mese di giugno negli ultimi 16 anni.

All'interno del parco spagnolo, i maggiori rialzi della giornata sono stati registrati da Acerinox (+3,19%), ArcelorMittal (+2,93%), Puig (+1,73%), Fluidra (+1,08%) e BBVA (+1,05%). Dall'altro lato, Ferrovial ha guidato i ribassi con un calo del 4,95%, seguita da Telefónica (-2,04%), Cellnex (-1,51%), Acciona (-1,41%) e Banco Sabadell (-1,27%).

In il resto d'Europa, solo l'indice britannico FTSE 100 ha concluso in negativo, con una caduta dello 0,07%. Il Cac 40 francese è avanzato dello 0,27%, il Dax tedesco dello 0,08%, il FTSE MIB italiano dello 0,31% e l'Euro Stoxx 50 dello 0,23%.

Dall'altra parte dell'Atlantico, i principali indici neoyorkini registravano lievi cali in attesa di Nvidia: il Dow Jones cedeva lo 0,29% alla chiusura delle Borse europee, l'S&P 500 lo 0,02% e il Nasdaq 100 lo 0,26%.

Nel mercato dei debiti, la redditività del bond spagnolo a dieci anni si collocava al 3,673%, con il premio di rischio rispetto al bond tedesco a pari scadenza a 44,57 punti base.

Nel mercato delle valute, l'euro si deprezzava dello 0,20% rispetto al dollaro, fino a un tasso di cambio di 1,1652 "biglietti verdi".

Per quanto riguarda gli attivi considerati rifugio in momenti di tensione, il prezzo dell'oncia d'oro retrocedeva dello 0,9% fino a 4.651 dollari, mentre il bitcoin, la criptovaluta con la maggiore capitalizzazione, scendeva dell'1,84%, fino a 78.048 dollari.

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