La Commissione Nazionale dei Mercati e della Concorrenza (CNMC) ha concesso ad Adif un termine massimo di tre mesi per dettagliare quali azioni ha messo in atto o prevede di mettere in atto al fine di liberare capacità nelle vie di sosta delle terminal merci. Così si legge in una risoluzione dell'organismo regolatore datata 20 luglio scorso e alla quale ha avuto accesso Europa Press.
Il procedimento origina a seguito di una denuncia registrata il 28 gennaio dalla compagnia privata Low Cost Rail (LCR). In essa, l'azienda avvertiva di presunte pratiche discriminatorie e di una mancanza di trasparenza da parte del gestore pubblico dell'infrastruttura, dopo che erano state cancellate varie manovre già programmate nella terminal di Córdoba Merci.
Dopo aver analizzato il caso, la CNMC ha constatato fino a tre rifiuti da parte di Adif di concedere capacità per manovre a LCR in detta terminal andalusa. Anche se quelle operazioni sono state portate a termine, i rifiuti iniziali hanno generato importanti ritardi e la perdita di binari ferroviari, il che si è tradotto in maggiori costi di materiale rotabile e di personale per l'operatore.
Il supervisore esclude che esista un trattamento apertamente discriminatorio nei confronti di questo operatore da parte di Adif. Tuttavia, la risoluzione sottolinea che non si adegua al quadro normativo che materiale estraneo al ciclo produttivo o in disuso mantenga occupati fino a sette binari nella terminal cordobese, poiché questo restringe e ritarda la circolazione di treni che hanno effettivamente un binario assegnato.
Per correggere questo collo di bottiglia e rafforzare l'efficienza del trasporto ferroviario di merci, la CNMC esorta l'amministratore dell'infrastruttura a progettare incentivi efficaci che spingano i proprietari a ritirare con priorità, dalle terminal congestionate, il materiale che non è in servizio.
Tra gli strumenti che la Concorrenza propone per accelerare lo sgombero di queste vie di formazione e manovre ci sono la revisione dei canoni per uso delle vie di sosta, così come l'incorporazione di nuovi criteri nella dichiarazione sulla rete che sanzionino la permanenza prolungata di vagoni inattivi.
La decisione della Sala di Supervisione Regolatoria esaurisce la via amministrativa. A partire dalla sua notifica, Adif dispone di due mesi per presentare, se lo ritiene opportuno, un ricorso giurisdizionale-amministrativo dinanzi all'Audiencia Nacional contro il provvedimento formulato.