La patronale di Inditex, Primark e Mango difende che il nuovo contratto promuoverà la competitività del tessile

ARTE rivendica il primo accordo statale delle grandi catene di moda come impulso alla competitività e all'occupazione nel settore tessile spagnolo.

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La presidente di ARTE, Ana López-Casero, ha difeso il rafforzamento della associazione dei tessuti, in cui si integrano firme come Inditex, Primark, Tendam o Mango, tra le altre, come la "voce di un settore strategico" in Spagna. In questo contesto, ha sottolineato che la recente firma del primo contratto collettivo delle grandi catene di moda costituisce un "buon esempio" del peso che ha questa industria nell'economia e nella società spagnole e di come contribuirà a rafforzare la "competitività" del 'retail' di moda.

Nel suo intervento, López-Casero ha insistito sul fatto che l'organizzazione è "molto più di un'associazione". "È la voce di un settore strategico nel nostro paese, ma è anche un punto di incontro dove le aziende che competono nel mercato sono in grado di lavorare insieme, di collaborare, di generare conoscenza", ha sottolineato durante il VI Forum del Retail e del Grande Consumo di 'El Economista', rimarcando che tutto questo lavoro persegue "costruire un'eredità" sia per il settore che per l'insieme della società.

In questo scenario, la responsabile dell'associazione ha evidenziato la rilevanza del primo contratto nazionale delle grandi catene di moda, un patto che raggiungerà circa 120.000 dipendenti in Spagna e che fissa un quadro comune per queste aziende.

"Dotare il nostro settore di un quadro lavorativo stabile e moderno ci permetterà di rafforzare la competitività del settore e attrarre talenti, e senza dubbio ci permetterà di affrontare con molte maggiori garanzie le sfide del futuro", ha ribadito López-Casero riferendosi all'impatto di questo nuovo quadro di relazioni lavorative.

Un modello di 'retail' competitivo, responsabile e tecnologico

Allo stesso modo, la presidente di ARTE ha delineato la strategia del settore per i prossimi anni, centrata nel consolidare un modello di business sostenibile e con visione a lungo termine. "Questo è precisamente ciò che stiamo facendo: tessere poco a poco, con ambizione, con solidità e con grandi alleanze il 'retail' moda che vogliamo per il futuro", ha manifestato López-Casero.

In questa direzione, ha spiegato che l'obiettivo è costruire un business "competitivo e responsabile, tecnologico, ma profondamente diverso e umano, che sia in grado di creare valore e anche valori".

La dirigente ha ricordato inoltre che la Spagna è "una potenza internazionale del 'retail' moda, perché conta con diversi dei maggiori 'retailers' del mondo e dietro c'è moda, economia e investimento, oltre a essere uno dei motori di occupazione femminile e giovane".

In relazione con il consumatore, López-Casero ha messo il focus sulla rapida trasformazione delle sue abitudini e sulla necessità che i marchi adattino le loro strategie a queste nuove domande. "Abbiamo un consumatore che è più consapevole del valore rispetto al prezzo, più digitale e assistito da intelligenza artificiale, ma più esigente con la trasparenza e più impegnato con la sostenibilità", ha sottolineato.

"Oltre ai numeri, la moda come settore ha qualcosa che molto pochi settori possono rivendicare ed è la capacità di raggiungere il consumatore, le persone, di ispirarle e di far parte della loro identità. Per questo non solo riflette i cambiamenti della società, ma contribuisce anche a impulsarli, perché la moda ci fa sognare", ha concluso.